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A scuola di futuro: Infeas 2017/19

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OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

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OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Tamburini_P il 26 ottobre 2016 alle 11:25

Fare un nuovo programma di azioni in materia di educazione alla sostenibilità richiede una analisi preliminare sul contesto culturale, ambientale, economico e sociale più ampio nel quale quel programma si colloca. E quindi quali strategie internazionali, europee, nazionali e regionali sono di riferimento per il nuovo Programma INFEAS. Nella sezione documenti sono stati selezionati alcuni documenti importanti: l'Agenda 2030 dell'ONU per la sostenibilità, l'enciclica del Papa 'Laudato si', la COP 21 di Parigi sul cambiamento climatico per arrivare alle politiche nazionali (le linee guida sull'educazione ambientale del Ministero Ambiente) e regionali (tra le altre la legge sull'economia circolare). Un documento che propone una sintesi dei saperi che concorrono all'educazione alla sostenibilità recentemente elaborato dalla struttura regionale è qui disponibile come contributo alla riflessione. Il tema di questo forum è allora il seguente: come recepire i documenti e stimoli sopra indicati nel Programma INFEAS? Un quesito che chiama in causa il significato e il ruolo dell'educazione alla sostenibilità a supporto delle politiche territoriali e per il cambiamento di sistemi di gestione e stili di vita sostenibili.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Maria D'Amore il 2 novembre 2016 alle 11:43

Il tema della sostenibilità, forse per diverso tempo persino troppo "sfruttato" nei documenti ufficiali e nelle politiche pubbliche, è invece più che mai alla ribalta se parliamo di Inquinamento luminoso e di risparmio energetico, perché ci permette di riscoprire nuovi valori importanti legati alla situazione di crisi generale oggi più forte che mai.  

Parlare di politiche di riduzione dell'inquinamento luminoso significa perseguire la "sostenibilità" in tutte le sue forme, a partire da quella ambientale (forse la più conosciuta ed immediatamente intuibile) per proseguire con quella culturale, sociale ed istituzionale. Difatti, proteggendo il cielo dall'Inquinamento luminoso si protegge un importante valore culturale che è la conoscenza del Cielo notturno e delle sue costellazioni; illuminando correttamente si contribuisce a migliorare la vita e la sicurezza sociale, prevenendo incidenti automobilistici ma anche aggressioni e atti vandalici; ed infine coinvolgendo le varie istituzioni nei programmi di formazione ed informazione si persevera una forma di collaborazione istituzionale imprescindibile ormai per ottenere risultati efficaci nella corretta gestione delle problematiche.

 Proprio in questa ottica, sulle tematiche legate alla illuminazione esterna (pubblica, ma anche privata) si è ritenuto necessario a livello regionale dare la massima importanza e valore alle indicazioni fornite dal Green Public Procurement (GPP), dal Piano d’azione per la sostenibilità Ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP)([1]) e dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) ([2]).

Tali documenti difatti, richiamati in una norma regionale diventano a tutti gli effetti "criteri della legge" che stabiliscono importanti elementi di efficienza energetica per garantire determinate prestazioni minime degli apparecchi e degli interi impianti di illuminazione.

Utilizzare indici di efficienza parametrizzati rispetto alle migliori tecnologie attualmente sul mercato, fornisce valutazioni oggettive e “globali” che prescindono dalla progettazione impiantistica o dalle specifiche di utilizzo, ma questi passi strategici e molto "tecnici" hanno bisogno di essere spiegati e condivisi con chi, ogni giorno si trova a dover fare scelte più o meno consapevoli, rispetto a prodotti disponibili sul mercato. Educare alla sostenibilità ecco che diventa fondamentale per ottenere scelte consapevoli non solo delle amministrazioni ma anche delle persone comuni. 

[1]) Adottato con Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008, ed aggiornato con DM 10 aprile 2013

[2]) D.M. 22 febbraio 2011, emanato dal Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, recante "Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi gara della Pubblica amministrazione per l'acquisto dei seguenti prodotti: tessili, arredi per ufficio, illuminazione pubblica, apparecchiature informatiche" (pubblicato nella GURI 19 marzo 2011, n. 64)

 

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 2 novembre 2016 alle 12:16

Personalmente penso che approcci troppo puntuali alla sostenibilità (puntiformi) rischiano di essere riduttivi agli occhi della platea alla quale i CEAS si rivolgono. Ma soprattutto comportano problemi di condivisibilità all'interno della rete. Il progetto triennale dovrebbe veicolare "idee" forti ed allo stesso tempo ... immediate. EDUCARE ALLA LEGALITA': NON C'E' SVILUPPO SOSTENIBILE SENZA LEGALITA' E RISPETTO DELLE REGOLE ... Questo giusto per fare un esempio. Il contenitore "progettuale" dovrebbe essere sufficientemente ampio per trasformarsi in un caleidoscopio regionale di esperienze che comunque - a letture differenti - si mostra sempre come immagine unitaria della rete. Io la penso così: penso sia necessario superare la passata focalizzazione natural-ambientale degli originari CEA dove l'Educazione Ambientale appariva - in una logica storico-evolutiva della attuale Rete -  essenzialmente o prioritariamente legata all'ambiente naturale. Ora l'Ambiente naturale - nell'ambito della Sostenibilità a tutto tondo - diviene (a mio ... sentire) la cornice, certo con ampio e docorativo passepartout, dell'ambiente antropico in senso più pregnante: quello di ogni ambito spaziale nel quale l'uomo vive e con il quale comunque "interferisce" (operativamente, nei fatti, e culturalmente, con le idee).

Allegati

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Pier Francesco Campi il 3 novembre 2016 alle 11:47

E' noto da tempo l'impegno del Prof. Vincenzo Balzani per una scienza non disgiunta dall'etica, per la causa ambientalista e contro il cambiamento climatico.  Questo il suo indentimento anticipato ai giornali i giorni scorsi per un ciclo di incontri con gli studenti, una lezione di educazione alla sostenbilità preziosa anche per noi:

"Dirò agli studenti - afferma il Professore - che che si deve sapere che non regge più un sistema dove 'prendo-consumo-getto', che le risorse e lo spazio per i rifiuti sono limitati. Che occorre passare ad un’economia circolare, mossa da energia rinnovabile, dove consumo le risorse in modo intelligente e le riutilizzo per produrne nuove. Siamo entrati in una nuova era, l’antropocene: una volta era la natura a forgiare le epoche, ora siamo noi ad aver cambiato il volto del pianeta, ad esserci fatti la nostra epoca. È successo negli ultimi cinquant’anni e il risultato è che non abbiamo custodito il pianeta, per dirla con Papa Francesco. Bisogna che i ragazzi lo sappiano: non possiamo più andare avanti così, lo dicono tutti, dalla conferenza di Parigi alla Nasa. Dirò loro pure che è inutile fare ricerca scientifica se poi continuiamo a massacrarci in tante guerre ».

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Giuseppe Boselli il 9 novembre 2016 alle 11:07

buongiorno a tutti

 

concordo con i post di cui sopra sul bisogno e necessità di una lettura ampia

l'etica ambientale potrebbe essere un filo che unisce in un contesto così ampio e variegato quale è ora l'educazione alla sostenibilità

come provincia di parma prima e poi arpae insieme ai cea ora ceas e risorse del territorio dal 2003 abbiamo intrapreso un percorso di approfondimento dell'etica ambientale che tuttora prosegue e che ci ha portato a  momenti fomrativi, a percorsi educativi epr scuole, alla realzzazione di giochi, film ( terramacchina)

l'etica ambientale va così nel profondo del tema e lavora e "usa"  i temi e gli argomenti come strumento o esempio

in questo modo possiamo rispondere  ai bisogni specifici ma con una lettura..comune

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Rossana Mari il 9 novembre 2016 alle 11:18

Un documento ancora molto attuale sul tema della sostenibilità è la Carta di Milano sottoscritta in occasione di EXPO 2015 che considera "una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia" e che indica come "una delle maggiori sfide dell'umanità" quella di "nutrire una popolazione in costante crescita, senza danneggiare l'ambiente, al fine di preservare le risorse anche per le generazioni future". Il contributo dell'agricoltura a questa grande missione può essere quello di adottare sempre di più sistemi di produzione sostenibili, preservare la biodiversità animale e vegetale, incentivare l'innovazione finalizzata alla conservazione delle risorse naturali, contribuire alla riduzione degli sprechi. Su questi temi si possono individuare filoni di lavoro comuni da portare avanti in seno al Gruppo Educazione alla sostenibilità.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Sangiorgi_R il 9 novembre 2016 alle 12:16

Il tema sono gli orti urbani. Vorrei sottolineare una indicazione che dovrebbe diventare una buona pratica nei Comuni. In alcuni Comuni (es. Persiceto) gli orti dati in concessione ai cittadini sono collegati all'acquedotto per l'irrigazione. Ciò significa spreco di acqua e costi maggiori per chi coltiva. Dovrebbe esserci una indicazione che sproni i Comuni a cercare altri metodi di irrigazione più sostenibili, come per esempio il riciclo dell'acqua piovana o il collegamento con i canali per l'irrigazione.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 11 novembre 2016 alle 03:30

Un veloce esempio - ovviamente legato alla mia formazione "scolastica" ed alla attività ed esperienza didattica pregressa frutto (anche e soprattutti) di quasi 30 anni trascrisi quale responsabile del Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza -, un esempio di percorso scolastico "in classe" in fieri. Il mio "pregresso" educativo-formativo sta virando (v. inciso precedente!) sul versante della Sostenibilità, anche alla luce della personale  attività ed esperienza giornalistica. Non mi dilungo e allego l'elenco degli incontri proposti alla Primaria "don Milani" di Faenza (ho appena aperto il messaggio con il calendario degli incontri inviatomi dalla insegnante referente x le cinque sezioni di terza).

1) I FOSSILI RACCONTANO LA STORIA DELLA TERRA

2) L'UOMO RACCONTA LA SUA STORIA

3) L'UOMO PRODUCE ED UTILIZZA L'ENERGIA

Itinerario didattico dal Paleozoico al Paleolitico al Neolitico,. a introduzione del "concetto" di Energia (prodromico a eventuali successivi interventi - nel prosieguo di percorso didattico  con gli alunni in oggetto - su uso consapevole e "conservativo" dell'energia.

.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Laura Punzo il 11 novembre 2016 alle 09:42

Un tema che sta emergendo prepotentemente e va diffuso e compreso attraverso un percorso di sensibilizzazione e educazione, rivolto sia agli amministratori che ai comuni cittadini, è quello dell'infrastruttura verde di scala urbana e territoriale.

Il documento della Commissione al Parlamento Europeo del 6 maggio 2013 definisce l'infrastruttura verde come una rete di aree naturali e seminaturali, pianificate a livello strategico e progettate e gestite in modo tale da fornire molteplici benefici e servizi ecosistemici (conservazione della biodiversità, salubrità dell'aria e dell'acqua, adattamento ai cambiamenti climatici, socialità e salute, promozione di attività economiche compatibili per esempio legate alla funzione ricreativa ed all'agricoltura). La Commissione considera l'infrastruttura verde come uno “strumento di comprovata efficacia per ottenere benefici ecologici, economici e sociali ricorrendo a soluzioni naturali.

L'infrastruttura verde di ambito urbano va pensata come una rete pianificata, continua e diffusa di aree verdi permeabili ed elementi naturali (arborei, arbustivi …) che collegano, rafforzano e integrano l'esistente struttura degli spazi verdi urbani. Un tale sistema -opportunamente pianificato, progettato e realizzato- è in grado di svolgere e soddisfare molteplici funzioni fondamentali e necessarie per migliorare la qualità dell'organismo urbano, contribuendo:

  • alla mitigazione e adattamento agli eventi meteorologici determinati dal cambiamento climatico (tanto per il fenomeno dell'isola di calore quanto per le piogge intense che si riversano in un tempo molto breve);

  • al miglioramento della qualità dell'aria con riduzione degli inquinanti (in particolare PM 10, ossido e biossido di azoto, ossidi di zolfo) e del livello di ozono;

  • alla promozione della attività fisica determinata dalla presenza di percorsi 'verdi' gradevoli, ombreggiati e protetti dal traffico veicolare;

  • alla promozione degli spostamenti casa lavoro /casa scuola utilizzando la mobilità lenta (a piedi e in bicicletta) con conseguente riduzione dell'uso di auto e moto;

  • alla promozione della socialità con l'occasione di condividere confortevoli spazi pubblici all'aperto;

  • quindi al miglioramento della salute (oltre agli ovvi vantaggi derivanti dalla minor presenza di inquinanti atmosferici e all'attenuazione dei picchi delle ondate di calore estivo, si trova ampia letteratura sugli effetti benefici psico fisici legati al facile accesso e alla frequentazione di spazi e percorsi nel verde);

  • all'assorbimento e stoccaggio del carbonio;

  • alla conservazione ed eventuale incremento della biodiversità in ambito urbano;

  • (non ultimo) all'aumento del valore immobiliare degli edifici nei pressi delle aree verdi (stimato in media con +15%).

    L'infrastruttura verde di ambito urbano è quindi dotazione 'complessa' che contribuisce alla qualità urbana e, grazie alle sue caratteristiche intrinseche di multifunzionalità, può rispondere a svariate esigenze della città pubblica.

E' un tema molto ampio e complesso che è necessario accogliere e 'coltivare' a molti livelli: contribuiscono infatti all'infrastruttura verde tanto gli orti urbani e le iniziative "dal basso" di recupero e manutenzione di spazi verdi degradati, quanto le politiche urbane che possono dare alla pianificazione (e realizzazione) dell'infrastruttura verde la forza di standard di qualità urbana.

 

 

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 11 novembre 2016 alle 11:18

I vari contributi susseguitisi - apparentemente diversi - attestano la connessione di tutti gli aspetti: verde pubblico urbano ed extraurbano, percorsi sicuri casa-scuola, riqualificazione dell'esistente, riduzione della cementificazione attraverso la riqualificazione dell'esistente, protezione degli ecosistemi e loro utilizzo sociale, salvaguardia dell'ambiente naturale e della sua biodiversità, promozine delle tematiche della sostenibilità (mobilità urbana sostenibile, qualità del cibo, qualità dell'aria, rispetto della legalità ...). LAVORARE PER LA SOSTENIBILITA' VUOL DIRE LAVORARE ED IMPEGNARSI  PER RENDERE POSSIBILE UN FUTURO, MIGLIORANDO LA QUALITA' DEL PRESENTE. GUARDIAMO AL FUTURO MIGLIORANDO IL PRESENTE.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Daniele Biagioni il 11 novembre 2016 alle 12:00

Sul tema della educazione alla sostenibilità, stiamo per pubblicare - come Multicentro di Modena - Il Bando MUSA Scuola che quest'anno ha lo scopo di invitare le scuole di infanzia, primarie e secondarie di primo grado a lavorare sui due tematiche essenziali: cambiamenti climatici ed economia circolare.

Riteniamo inoltre che per favorire l'apprendimento nei contesti scolastici sia essenziale l'ultilizzo di prodotti ludico - didattici che come multicentro di Modena stiamo utilizzando fin dallo scorso anno scolastico nell'ambito di diversi itinerari didattici e altre azioni educative / laboratori. Abbiamo quindi creato diversi giochi da fare in classe o in altri contesti anche alla presenza dei genitori. I nostri giochi sono:

  • Scarti (gioco di società sulla raccolta differenziata)
  • Memorycicliamo (memory per spiegare la raccolta differenziata -> creato e realizzato da noi)
  • Energicamente (gioco dell'oca salva energia)
  • Domino della sostenibilità (un domino sulle buone pratiche -> creato e realizzato da noi)
  • Memoryalberiamo (memory su frutti, foglie e fiori degli alberi -> creato e realizzato da noi)

 

Un saluto a tutti

Elena Mori e Daniele Biagioni

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Claudia Mazzoli il 16 novembre 2016 alle 15:27

Il termine “sostenibilità”, come ho già letto, è spesso sfruttato, ma essendo noi tutti parte di una società fatta di persone con età, cultura ed esperienze diverse, da un po’ di tempo a questa parte ho cominciato a pensare che la parola “sostenibilità” è forse un bene che abbia un significato più ampio per essere in definitiva maggiormente “sfruttato” e quindi in quanto tale, conosciuto, diffuso e assunto come stile di vita.

E’ proprio qua il problema: lo stile di vita. Farlo diventare uno stile di vita è l’obiettivo principale che potrebbe avere questa programmazione.

Uno stile di vita che sarebbe bene diffondere contestualmente anche tra di noi, tra chi è in prima fila all’interno degli  enti pubblici e a tutti i livelli professionali.

Nel porsi questo obiettivo è necessario mantenere un equilibrio delle scelte sostenibili, evitare di estremizzare o puntualizzare alcuni argomenti che devono trovare la loro efficacia dalla sinergia con altri argomenti e non fini a se stessi.

Per questa ragione continuo a trovare efficace e pertinente qualche concetto che fu scritto in un articolo firmato dall’Ing.Angelo Mingozzi pubblicato sulla rivista Inforum n.32/2008 (pag.34). Era riferito alla città e al territorio, ma per analogia può essere riferito anche a questa fase di programmazione.

In sintesi, nell’articolo, si sostiene che il pensiero ecosostenibile è un sistema sociale complesso, caratterizzato da flussi di continui processi di cambiamento e sviluppo. Molti di questi riguardano aspetti quali l’energia, le risorse ambientali, la mobilità e la produzione dei rifiuti, ma devono questi anche combinarsi con aspetti culturali, sociali, economici e politici.

Questa complessità richiede la capacità di governare e un approccio metodologico che guidi verso scelte sostenibili che sono per “quella specifica realtà”, in “quel luogo” e in “quel momento”.

Il metodo deve consentire la necessaria flessibilità per interpretare situazioni sempre diverse e per essere funzionale all’interdisciplinarietà insita nell’approccio sostenibile.

Rispondendo quindi a una domanda che ho letto nel forum, le nuove progettualità che possiamo attivare per i prossimi tre anni, per renderle efficaci, devono partire secondo me prioritariamente da un approccio come quello che ho citato sopra .

E’ un po’ come costruire un edificio. Il processo non inizia con il progetto, si parte da una fase di analisi del contesto, si stabiliscono le principali esigenze che devono essere garantite dal progetto e che devono garantire interdisciplinarietà, si definisce il progetto e a seguire si realizza l’opera.

Allo stesso modo potrebbe essere costruito un Programma regionale di informazione ed educazione alla sostenibilità. I progetti richiamati ad esempio da Stefania Bertolini , stanno a mio modesto parere nella parte finale del percorso, servono a “realizzare l’opera”.  Sono quelli da lei citati e nel corso dei prossimi tre anni potrebbero essercene altri da inserire nella mappatura.

Percepisco però la necessità di avere prima un qualcosa che mi aiuti a 360° ad avere una idea interdisciplinare del contesto rispetto a cui si collocano i progetti, quali sono le tipologie di progetti, quali sono i target di utenti a cui voglio indirizzare i progetti educativi e soprattutto quali sono le principali esigenze che li caratterizzano.

Questo potrebbe essere un inizio su cui riflettere per rispondere  a quella complessità prima richiamata.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Monica Malaguti il 17 novembre 2016 alle 17:16

Propongo che il prossimo programma triennale contenga una parte dedicata all'analisi delle politiche pubbliche regionali (e/o locali)  (e relative programmazioni regionali nei diversi settori che influiscono o possono avere una ricaduta sul tema) cioè dal punto di vista della sostenibilità ed educazione alla sostenibilità. La mia proposta è quindi quella di  ragionare/indicare quale obiettivo del programma anche la valutazione delle interconnessioni, livello di coerenza, valutazione di impatto,  analisi delle   sinergie positive che producono valore aggiunto ed efficacia alle politiche stesse oppure  al contrario verificare le eventuali contraddizioni, incongruenze tra programmi di settori diversi che potrebbero  affievolire o annullare gli effetti desiderati e previsti dal singolo   programma. I settori e le politiche/programmi  che potrebbero essere analizzati sono per esempio il programma regionale sulla qualità dell'aria, visti insieme o in maniera integrata con i programmi legati alla mobilità/trasporti/pianificazione territoriale-urbanistica/ambiente/inquinamento/salute/benessere/agricoltura/attività produttive. Se l'accostamento di più settori rendesse troppo complessa l'analisi si potrebbe altrimenti limitarsi a solo due o tre settori considerati strategici e naturalmente  interconnessi (esempio qualità dell'aria e salute).

La premessa di questa proposta è che ritengo che i tempi possano essere maturi per riuscire a considerare come superata/superabile anche ideologicamente la contrapposizione tra sostenibilità ambientale e "sviluppo" economico,  a patto di concettualizzare il termine "sviluppo" come miglioramento della qualità della vita dei cittadini (non solo in termini di reddito e/o posti di lavoro ma  anche rispetto alla conservazione e/o miglioramento della qualità dei servizi, delle relazioni, della salute umana e ambientale. Inoltre in periodo di crisi  (economica e disoccupazione) sarebbe utile che il programma indicasse o fornisse un orientamento/o consulenza informativa rispetto alla green economy, magari a servizio anche delle nuove generazioni (o giovani imprenditori).  Questo tema secondo me ha una ricaduta anche sull'argomento della governance se si provasse a mettere in connessione o indicare alcune vie o principi sostenibili per migliorare la programmazione regionale affinché possa avvalersi (in seguito al processo di valutazione messo in pedi, o alla batteria di indicatori di sostenibilità suggeriti)  del processo di analisi e valutazione. In definitiva si tratterebbe di analizzare gli effetti della programmazione in termini di qualità di vita delle persone e qualità dell'ambiente. Così come si inizia a parlare di bilancio di genere si potrebbe parlare di bilancio di sostenibilità (regionale).

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Rossana Mari il 21 novembre 2016 alle 11:16

Come Assessorato Agricoltura stiamo elaborando il "Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare 2017-2019", il cui iter di approvazione va di pari passo con quello del Programma INFEAS. Diversi sono i punti di contatto tra educazione alimentare educazione alla sostenibilità. In questa consapevolezza, a breve pubblicizzeremo un bando nell'ambito del PSR - Piano di Sviluppo Rurale - Misura 16, Cooperazione, Operazione "Promozione e implementazione di servizi di educazione alimentare e educazione alla sostenibilità". I beneficiari sono le imprese agricole, ma i CEAS potranno avere un ruolo di supporto ed entrare nella compagine che presenta il progetto, anzi saranno premiati i progetti che vedranno il loro coinvolgimento oltre a a quello di altri soggetti che operano nell'ambito dell'educazione e che proporranno azioni volte alla sostenibilità ambientale, economica, etica e sociale. 

Come documenti di riferimento per il Programma, consiglio di dare un'occhiata, oltre a quanto già proposto, alle Linee guida MIUR per l'educazione alimentare e al lungo documento "20 idee per il post EXPO"

https://www.researchitaly.it/uploads/14174/Agrifood_%20IdeePostExpo.pdf?v=f9b7468

Passando dai contenuti alla forma, credo che sarebbe utile avere dei riferimenti per le metodologie da utilizzare per la comunicazione/educazione nei confronti delle giovani generazioni (3.0, ecc.). Su questo sarebbe bello programmare una formazione specifica per i componenti del gruppo interdirezionale.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Valentina Veronesi il 22 novembre 2016 alle 12:43

Concordo con i contributi delle colleghe e colleghi che mi hanno preceduto, e in particolare con il post di Monica. I tempi sono maturi per parlare di una "educazione alla sostenibilità" che vada chiaramente oltre alla "educazione ambientale" e che ragioni in termini di preservare la sostenibilità della vita in questo pianeta, soprattutto per le future generazioni. Credo che le politiche di educazione alla sostenibilità debbano accompagnare le strategie che la Regione metterà in atto per le azioni di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico, perchè sarà assolutamente necessario "modificare i nostri stili di vita" in modo profondo e tutto ciò dovrà necessariamente accompagnarsi ad una azione "educativa", che faccia comprendere alle persone le motivazioni profonde della necessità di cambiamento e le accompagni nel processo. Mi piace molto la proposta di Monica di un bilancio di sostenibilità. In tale contesto l'eduzione alla sostenibilità è assolutamente trasversale alle tematiche settoriali, che già ora, nella programmazione, devono e dovranno sempre più "parlarsi" e promuovere politiche integrate. Riporto di seguito un passaggio del Documento preliminare del  Piano Integrato dei Trasporti - PRIT 2025 (pag. 14) in fase di elaborazione, che mi pare significativo:

"(…) Il principio di sostenibilità, declinato nell'esigenza di continua integrazione dei contenuti ambientali nelle politiche pubbliche (quali, ad esempio, i trasporti, l'energia e l'agricoltura), costituisce un aspetto di grande rilievo messo in evidenza da ultimo dalla “Strategia dell'UE in materia di sviluppo sostenibile”, oltre che in ambito nazionale con la "Strategia d’Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia". Tali strategie richiedono profondi cambiamenti strutturali necessari nell’uso delle risorse, nei modi di produrre, di consumare, di muoversi e negli stili di vita individuali e collettivi. La sfida odierna è quella di orientare sulla qualità le sfide dell’innovazione, dimensionare lo sviluppo e l’utilizzo delle risorse alle capacità di carico degli ecosistemi locali e planetari, compatibile con una società più coesa, equa e giusta."

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Walter Sancassiani il 23 novembre 2016 alle 13:32

Salve

Suggerisco di prendere come riferimento di fondo per il nuovo  programma di azioni in materia di educazione alla sostenibilità, i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU (SGDs) - Agenda 2030.

Costituiscono la nuova piattaforma di azioni integrate e organiche con 169 target possibili su ambiti di dimensione sociale, economica e ambientale della sostenibilità, con valenza internazionale.

Hanno una valenza culturale, gestionale, operativa, divulgativa.

Rappresentano una guida di obiettivi chiari su scala globale >locale - locale > globale e sono di riferimento intersettoriale per vari attori chiave: Enti pubblici, imprese, mondo no-profit e società civile.

I CEAS possono dunque essere agenti di promozione degli SDGs su scala locale da un lato, e dall’altro, possono essere partner in progetti di partnership con altri attori per progetti dedicati su specifici target dei 17 SDGs, declinati in funzione dei bisogni e delle specificità locali.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 23 novembre 2016 alle 17:47

A proposito di mobilità sostenibile, a Faenza il CEAS (io tiro il carretto ... degli zaini!) ha attivato la prima linea PIEDIbus nel centro stiorico (dentro le mura medioeval-manfrediane!). In realtà ha ... promosso (e collaboratoa) questa nasscita. Che dovrebbe essere "sanzionata" da un articolo "corposo" sul Carlino-Ravenna di domanimattina (23 novembre). Ribadisco che il piano triennale prosimo dovrebbe avere un respiro (riguardo agli obiettivi)particolarmente ampio: se i CEAS (vedi il caso "mio") fossero maggiormente supportati dalle amministrazioni locali, ma gari si potrebbe volare più alto.... ma rebus sic stantibus ... fare cose è un rebus (bisogna realmente tirare la carretta).

Allegati

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 23 novembre 2016 alle 17:49

P.S. allegato secondo.

Allegati

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 24 novembre 2016 alle 11:59

P.P.s

Allegati

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Giuseppe Boselli il 29 novembre 2016 alle 09:32

credo che il ruolo educativo sia quello di lavorare  nel tempo sulla

 

formazione, sensibilizzazione e promozione di una azione , che sia frutto della riflessione e comprensione dei concetti e pensieri espressi

tutta la documentazione fatta di carte, studi, programmi internazionali o nazionali rappresentano quindi  il  substrato sul quale costruire un programma che concretizza e contestualizza tali impegni nella realtà nella quale operiamo.sono documenti importanti dai quali traiamo energia  e spunti per costruire un programma operativo .

 

 

 

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Giuseppe Boselli il 29 novembre 2016 alle 09:32

credo che il ruolo educativo sia quello di lavorare  nel tempo sulla

 

formazione, sensibilizzazione e promozione di una azione , che sia frutto della riflessione e comprensione dei concetti e pensieri espressi

tutta la documentazione fatta di carte, studi, programmi internazionali o nazionali rappresentano quindi  il  substrato sul quale costruire un programma che concretizza e contestualizza tali impegni nella realtà nella quale operiamo.sono documenti importanti dai quali traiamo energia  e spunti per costruire un programma operativo .

 

 

 

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Michele Pancaldi il 29 novembre 2016 alle 16:47

Il CEAS Idea di Ferrara ha individuato alcune tematiche di interesse sia per il territorio sia per l’Amministrazione Comunale. Alcune di queste sono state in parte già esposte nei commenti precedenti e nel verbale dell’incontro di ottobre.

In particolare riteniamo che i due temi emergenti ”Economia Circolare - Città Resilienti” e “Adattamento ai cambiamenti climatici” siano particolarmente interessanti e debbano divenire parte essenziale del nuovo programma.

In questa cornice occorrerebbe sviluppare attività educative che promuovano azioni per la riduzione dei rifiuti, partendo dalle modalità di acquisto consapevole e stili di vita, valorizzazione degli scarti, riuso e utilizzo virtuoso delle eccedenze alimentari (es anche legge 166/2016 c.d. “legge Gadda”) etc.

In questo senso il ns CEAS sarà impegnato nel prossimo biennio con un progetto INTERREG-UE per la promozione di soluzioni eco-innovative per la riduzione dello spreco alimentare e la promozione della conoscenza del rapporto tra cibo e risorse.

Inoltre riteniamo importante concentrare le azioni di sensibilizzazione ed educazione anche a determinate categorie/luoghi specifici (esempio: fiere e mercati, manifestazioni, ristoratori etc.) questo allo scopo di orientare verso target specifici  la comunicazione e renderla più efficace.

Accanto alle attività realizzate dal personale del CEAS crediamo importante promuovere il nostro ruolo come volano per lo sviluppo di iniziative locali promosse dalla società civile ed in particolare dalla rete degli stakeholder già mappati nell’ultimo progetto di sistema. Le modalità sono tuttora da individuare ma riteniamo che metodologie quali concorsi di idee e sostegno ai percorsi di partecipazione possano contribuire a stimolare le intelligenze della città e fare dei CEAS un luogo di progettazione condivisa.

Il Centro IDEA del Comune di Ferrara.

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Gian Paolo Costa il 30 novembre 2016 alle 11:37

Dopo dieci giorni da carrellista (sulle orme della mia concittadina Maria Pia Timo: "Wanda la carrellista") per far partire la prima linea PIEDIbus faentina entro la mura del centro storico: sintetizzo qui il mio pensiero. Io punterei sul far passare l'idea che la Sostenibilità con la S maiuscola è come la luce "bianca" il risultato finale di più colori, di più sostenibilità. La Sostenibilità urbana è somma di sostenibilità economica (ridurre sprechi, ottimizzare le risorse economiche, ...), sostenibilità ambientale (ridurre l'inquinamento da gas e polveri,ridurre i rifiuti, incentivare la slow mobility, migliorare il verde pubblico, migliorare la qualità della quotidianità in ambiente urbano, ...) , sostenibilità sociale (promuovere punti di incontro e condivisione, promuovere la legalità ed il decoro urbano, promuovere forme di coinvolgimento per la tutela, conservazione e promozione valorizzante dei beni comuni ...), sosistenibilità culturale (educare e formare al perseguimento di un futuro sostenibile che si concretizzi in un miglòioramento della qualità della vita  ....).

Per far "passare" questa idea io penso ad un programma poliennale tipo RIAPPROPIARSI/RIAPPROPIAMOCI DELLA CITTA' (= DELL'AMBIENTE URBANO): IMPEGNAMOCI E COLLABORIAMO PER UN FUTURO SOSTENIBILE ED UNA MIGKLIOREN QUALITA' DELLA VITA URBANA.

Allegati

Re: OBIETTIVI STRATEGICI DELL'EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Lasciato da Fiorenzo Rossetti il 1 dicembre 2016 alle 15:41

Il nuovo Programma INFEAS, mi vien da dire in prima battuta, deve necessariamente nascere pensando alla sua storia e alla storia delle tante persone che ci hanno dedicato tempo, fatica e passione.

I tanti documenti a nostra disposizione, poi, possono contribuire a rendere il Programma attuale e più vicino alle esigenze per centrare l’obiettivo.

Nella mia mente però nasce sempre di più l’idea di rimettere al centro di questo programma le persone, ovvero gli operatori di educazione alla sostenibilità.

Anni fa si parlava della figura di “Educatore Ambientale”, che identificava colui che svolgeva nel sistema dei Centri un ruolo attivo nel tradurre e applicare tutto la programmazione regionale.

Persone dalla più svariata identità, storia e preparazione scolastica, accomunate dalla grande passione per questo lavoro, dalle doti didattiche incredibili e con un senso di responsabilità notevolissimo.

Ma dove sono finite queste persone?

Molte le abbiamo perse….

Varrebbe la penna definire questa attività professionale e inserirla in una normativa, così da non aprire furiose polemiche con le Guide?

Nella mia mente poi è dipinto un Programma INFEAS pieno di una cosa: la semplicità.

Dobbiamo rendere i nostri dialoghi più comprensibili, aperti a tutti e trovare la via del coinvolgimento diretto di tutti le componenti del sistema.

Sappiamo bene che l’educazione alla sostenibilità non deve essere un accessorio a nessuna amministrazione pubblica e a nessun cittadino. Bene, per far sì che questo avvenga, cerchiamo di essere bravi noi a rendere questa nostra attività più comprensibile, attraente, divertente ed entusiasmante!

Infine, il nuovo programma, può tradurre e realizzare i documenti e le linee guida, alla condizione che vi sia stabilità (sostenibilità) amministrativa. In questo periodo le amministrazioni pubbliche varie si sono trasformate e ritrasformate (insomma sconvolte), stracciano tutti i programmi e le cose programmabili e soprattutto demolendo la professionalità dei tanti (compreso io) che, come un semplice numero di matricola è stato sradicato da un posto e buttato in un altro luogo (a caso!).

Anche la trasformazione del Servizio della Regione, che per tanto tempo ci ha coordinato, in un’Area di ARPAE è un passo notevole e significativo.

Concludo dicendo che, se vogliamo recepire i documenti e stimoli sopra indicati nel Programma INFEAS e applicarci per una progettazione efficace, occorre che ci impegniamo a ripensare qualcosa del nostro modello, a disegnare una nuova mappa del nostro sistema, partendo dalle persone.

E da CEAS delle Aree Naturali Protette...in Bocca al Lupo per il nostro futuro e per il nuovo programma !!

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ultima modifica 01/12/2016
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