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Il cibo di domani: programma 2017-2019

Conclusa il 31/01/2017

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Promuovere l’educazione al consumo consapevole

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La piazza è conclusa. Non è più possibile scrivere nel forum.

Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Sangiorgi_R il 4 novembre 2016 alle 13:45

Come promuovere l’educazione al consumo consapevole, attraverso la comprensione delle relazioni tra sistemi produttivi, consumi alimentari e ambiente?

Questo forum è attivo fino al 12 dicembre 2016.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da wellness free il 9 novembre 2016 alle 16:08

L'educazione ad un consumo consapevole deve necessariamente partire dalle famiglie, quindi dal consumatore.

Le istituzioni possono fornire le linee guida, possono dare massima diffusione all'informazione, sta poi a noi consumatori usare un briciolo di giudizio critico nell'effettuare gli acquisti per la nostra alimentazione.

Ma sono in pochi, quelli disposti a "rivedere" le proprie abitudini...a volte anche disastrose dal punto di vista della salute.

 

 

 

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 10 novembre 2016 alle 12:45

Grazie del contributo. Sicuramente l'ambito familiare, insieme a quello scolastico, è fondamentale per creare consapevolezza rispetto ai consumi alimentari. Uno dei nostri compiti, come istituzione, è proprio quello di supportare i cittadini e le famiglie attraverso iniziative di formazione e informazione. Suggerimenti e proposte in questo senso sono ben accetti.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Daniele Biagioni il 11 novembre 2016 alle 11:49

Il Comune di Modena lo scorso anno ha firmato il "Milan Urban Food Policy Pact",  un patto internazionale fra città del mondo che cerca di mettere insieme tutte le questioni riguardanti il cibo e su cui occorre lavorare come città. In particolare sono state individuati 5 punti essenziali correlati fra loro e connessi al concetto di sostenibilità:

  • Cibo e povertà (mense per poveri, negozi sociali, imprese sociali)
  • Spreco alimentare
  • Agricoltura urbana e periurbana
  • Cibo Locale – produzioni, mercato, logistica
  • Dieta sostenibile – salute, nutrizione, protezione sociale

A Modena lo scorso 7 ottobre, con la Rete Città sane, abbiamo fatto il punto sulla situazione ad un anno dalla firma. A QUESTO LINK gli atti del convegno.

Un saluto a tutti

Daniele Biagioni

Multicentro di Modena


Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da wellness free il 11 novembre 2016 alle 12:00

Rossana Mari ha scritto:

Grazie del contributo. Sicuramente l'ambito familiare, insieme a quello scolastico, è fondamentale per creare consapevolezza rispetto ai consumi alimentari. Uno dei nostri compiti, come istituzione, è proprio quello di supportare i cittadini e le famiglie attraverso iniziative di formazione e informazione. Suggerimenti e proposte in questo senso sono ben accetti.

Ritengo che la corretta informazione, vada diffusa dove cè piu probabilità che le persone la possano vederla.

A mio avviso le istuzioni devono essere piu presenti sui social network (dove spesso regna la disinformazione) e dove la maggior parte delle persone passa molto del proprio tempo, "nutrendosi" di informazioni non sempre corrette.

Anche canali broadcast dedicati, consentiti da programmi di messaggistica,  potrebbero essere uno stumento da utilizzare.

Credo che diffondere modelli corretti/consapevoli fornirebbe gli elementi ai consumatori per operare scelte piu oculate nei propri acquisti.

E' un argomento che ho gia trattato sul mio blog, mi permetto lasciare il link al post:

http://www.zuena.it/2015/03/lo-staordinario-potere-dei-consumatori.html

 

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 15 novembre 2016 alle 11:47

Grazie per l'intervento e per l'informazione.

Quelli su cui state lavorando sono temi estremamente attuali e interessanti, che come Agricoltura ci vedono coinvolti e che cercheremo di sviluppare nei prossimi anni, nonostante le scarse risorse disponibili. Su questi argomenti sarà importante, trattandosi di tematiche trasversali, attivare collaborazioni e sinergie tra i diversi ambiti di competenza, in particolare agricoltura, sanità e educazione alla sostenibilità, oltre ovviamente a coinvolgere il territorio.

Cordiali saluti

Rossana Mari

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 15 novembre 2016 alle 12:37

wellness free ha scritto:

Rossana Mari ha scritto:

Grazie del contributo. Sicuramente l'ambito familiare, insieme a quello scolastico, è fondamentale per creare consapevolezza rispetto ai consumi alimentari. Uno dei nostri compiti, come istituzione, è proprio quello di supportare i cittadini e le famiglie attraverso iniziative di formazione e informazione. Suggerimenti e proposte in questo senso sono ben accetti.

Ritengo che la corretta informazione, vada diffusa dove cè piu probabilità che le persone la possano vederla.

A mio avviso le istuzioni devono essere piu presenti sui social network (dove spesso regna la disinformazione) e dove la maggior parte delle persone passa molto del proprio tempo, "nutrendosi" di informazioni non sempre corrette.

Anche canali broadcast dedicati, consentiti da programmi di messaggistica,  potrebbero essere uno stumento da utilizzare.

Credo che diffondere modelli corretti/consapevoli fornirebbe gli elementi ai consumatori per operare scelte piu oculate nei propri acquisti.

E' un argomento che ho gia trattato sul mio blog, mi permetto lasciare il link al post:

http://www.zuena.it/2015/03/lo-staordinario-potere-dei-consumatori.html

 


Sono senz'altro d'accordo con lei. A questo proposito l'Assessorato Agricoltura ha recentemente aperto una pagina Facebook (Regione Emilia-Romagna, Agricoltura, caccia e pesca) oltre al portale dedicato. Sono stati realizzati anche video, caricati su Youtube e una App (via Emilia Wine & Food) per promuovere il nostro sistema agroalimentare di qualità, incluse le fattorie didattiche). Certamente dobbiamo far entrare questi strumenti nella quotidianità del nostro fare comunicazione, anche se come lei dice, contrastare la cattiva informazione è molto difficile.

Grazie ancora del suo contributo

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Marilena Marzola il 24 novembre 2016 alle 16:31

Sangiorgi_R ha scritto:

Come promuovere l’educazione al consumo consapevole, attraverso la comprensione delle relazioni tra sistemi produttivi, consumi alimentari e ambiente?

Questo forum è attivo fino al 12 dicembre 2016.

 

L'educazione ad un buon rapporto con il cibo in termini di consumo responsabile e consapevole è un processo di insegnamento e apprendimento continuo, di tipo formale e non formale, che si realizza attraverso l’incontro della persona con il proprio territorio e l’ambiente.

Affrontata in una prospettiva ampia, l’educazione alimentare può considerarsi come integrazione di cultura, storia e tradizioni, in grado di unire apprendimento ed esperienza, conoscenza ed emozioni.

Si tratta di educare al rispetto e alla valorizzazione del mondo rurale del quale siamo componente e parte integrante  

 

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Alessandro Mengozzi il 25 novembre 2016 alle 20:12

Alcuni spunti:

- Guardare e diffondere il documentario BBC - A Farm for the future

- Raccogliere o elaborare alcuni studi LCA (dalla produzione allo smaltimento) di alcuni prodotti alimentari noti (p.e. coca cola) e compararli con alcuni prodotti tipici della filiera regionale (p.e. succo di frutta)

- A Bristol esiste un'iniziativa che si chiama Arts Trail o Art trails e Open Studios, si potrebbe replicare sul tema dell'arte culinaria. Chi aderisce apre la propria cucina (domestica o di ristorante) sul tema del cibo buono e sostenibile, lasciando libera creatività agli aderenti di esprimersi. Importante che chi aderisca faccia una sorta di rendiconto di tracciabilità dei prodotti che ha usato, come li ha reperiti, da dove vengono, ecc... e come poi li ha consumati e smaltiti (p.e. eventuali imballaggi e scarti di cibo), anche usando video. Interessante anche per favorire lo scambio multiculturale. Attraverso le scuole si può attivare una prima esperienza in un capoluogo, media città o paese della regione. Problemi: I soliti spettri burocratici, sicurezza, responsabilità se qualcuno si fa male a casa di tizio... Effettivamente in Italia è un problema che non è chiaro che limita molto la fiducia, la socialità e la solidarietà di vicinato.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 28 novembre 2016 alle 09:48

Marilena Marzola ha scritto:

Sangiorgi_R ha scritto:

Come promuovere l’educazione al consumo consapevole, attraverso la comprensione delle relazioni tra sistemi produttivi, consumi alimentari e ambiente?

Questo forum è attivo fino al 12 dicembre 2016.

 

L'educazione ad un buon rapporto con il cibo in termini di consumo responsabile e consapevole è un processo di insegnamento e apprendimento continuo, di tipo formale e non formale, che si realizza attraverso l’incontro della persona con il proprio territorio e l’ambiente.

Affrontata in una prospettiva ampia, l’educazione alimentare può considerarsi come integrazione di cultura, storia e tradizioni, in grado di unire apprendimento ed esperienza, conoscenza ed emozioni.

Si tratta di educare al rispetto e alla valorizzazione del mondo rurale del quale siamo componente e parte integrante  

 

Grazie del contributo. Ci ricordi come agricoltura, cultura, storia siano strettamente connesse e come sia importante non solo trasmettere conoscenze, ma far vivere esperienze, suscitare emozioni. Personalmente rimango convinta che il luogo ideale per far accadere questo sia la fattoria didattica. Quello che probabilmente dovremmo fare per far avanzare il sistema, è trovare nuove idee, nuove metodologie, magari guardando  a ciò che avviene oltre i nostri confini, adattando alla nostra realtà modelli e soluzioni che altrove si sono dimostrate efficaci. 

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 28 novembre 2016 alle 10:12

Alessandro Mengozzi ha scritto:

Alcuni spunti:

- Guardare e diffondere il documentario BBC - A Farm for the future

- Raccogliere o elaborare alcuni studi LCA (dalla produzione allo smaltimento) di alcuni prodotti alimentari noti (p.e. coca cola) e compararli con alcuni prodotti tipici della filiera regionale (p.e. succo di frutta)

- A Bristol esiste un'iniziativa che si chiama Arts Trail o Art trails e Open Studios, si potrebbe replicare sul tema dell'arte culinaria. Chi aderisce apre la propria cucina (domestica o di ristorante) sul tema del cibo buono e sostenibile, lasciando libera creatività agli aderenti di esprimersi. Importante che chi aderisca faccia una sorta di rendiconto di tracciabilità dei prodotti che ha usato, come li ha reperiti, da dove vengono, ecc... e come poi li ha consumati e smaltiti (p.e. eventuali imballaggi e scarti di cibo), anche usando video. Interessante anche per favorire lo scambio multiculturale. Attraverso le scuole si può attivare una prima esperienza in un capoluogo, media città o paese della regione. Problemi: I soliti spettri burocratici, sicurezza, responsabilità se qualcuno si fa male a casa di tizio... Effettivamente in Italia è un problema che non è chiaro che limita molto la fiducia, la socialità e la solidarietà di vicinato.

Grazie per questi spunti. Abbiamo bisogno di raccogliere nuove idee e di studiare le esperienze che funzionano in altri Paesi o realtà. Quelle che mi suggerisce mi sembrano attività concrete che hanno come obiettivo non solo la crescita della consapevolezza sul cibo, ma la crescita della consapevolezza sulla fragilità del nostro ambiente e sulla necessità di conservare le risorse. Sappiamo che agricoltura e ambiente sono strettamente connesse e il tema dell'economia circolare è di estrema attualità. Concordo con lei che la normativa vigente limita molto le attività che si potrebbero fare a scuola (e in fattoria). Abbiamo impiegato anni perché i bambini potessero fare merenda con i prodotti della fattoria e non le merendine o perché le fattorie didattiche potessero portare a scuola i loro prodotti, ma ci si può riprovare.

Grazie ancora del prezioso contributo.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Barbara Capellini il 5 dicembre 2016 alle 17:33

Rossana Mari ha scritto:

wellness free ha scritto:

Rossana Mari ha scritto:

Grazie del contributo. Sicuramente l'ambito familiare, insieme a quello scolastico, è fondamentale per creare consapevolezza rispetto ai consumi alimentari. Uno dei nostri compiti, come istituzione, è proprio quello di supportare i cittadini e le famiglie attraverso iniziative di formazione e informazione. Suggerimenti e proposte in questo senso sono ben accetti.

Ritengo che la corretta informazione, vada diffusa dove cè piu probabilità che le persone la possano vederla.

A mio avviso le istuzioni devono essere piu presenti sui social network (dove spesso regna la disinformazione) e dove la maggior parte delle persone passa molto del proprio tempo, "nutrendosi" di informazioni non sempre corrette.

Anche canali broadcast dedicati, consentiti da programmi di messaggistica,  potrebbero essere uno stumento da utilizzare.

Credo che diffondere modelli corretti/consapevoli fornirebbe gli elementi ai consumatori per operare scelte piu oculate nei propri acquisti.

E' un argomento che ho gia trattato sul mio blog, mi permetto lasciare il link al post:

http://www.zuena.it/2015/03/lo-staordinario-potere-dei-consumatori.html

 


Sono senz'altro d'accordo con lei. A questo proposito l'Assessorato Agricoltura ha recentemente aperto una pagina Facebook (Regione Emilia-Romagna, Agricoltura, caccia e pesca) oltre al portale dedicato. Sono stati realizzati anche video, caricati su Youtube e una App (via Emilia Wine & Food) per promuovere il nostro sistema agroalimentare di qualità, incluse le fattorie didattiche). Certamente dobbiamo far entrare questi strumenti nella quotidianità del nostro fare comunicazione, anche se come lei dice, contrastare la cattiva informazione è molto difficile.

Grazie ancora del suo contributo

condivido pienamente questo contributo e credo fermamente che la cultura e l'educazione alimentare debba adeguarsi ai tempi e diventare "VIRALE" . deve sgrossarsi di molti contenuti superflui e tornare a pochi concetti, chiari, di impatto e facilmente comunicabili. Nei nostri progetti ci accorgiamo spesso che mancano i sistemi di riferimento di base, che le nicchie informate sono ancora troppo nicchie rispetto alla popolazione che ancora non conosce le basi di una corretta e sana alimentazione.

Il nostro gruppo di lavoro (Alimenta la Mente) sta lavorando in questo senso da 4 anni: TV , social, media, bambini e scuole: reti di interessi condivisi per comunicare qualche base comune di ragionamento.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Barbara Capellini il 5 dicembre 2016 alle 17:33

Rossana Mari ha scritto:

wellness free ha scritto:

Rossana Mari ha scritto:

Grazie del contributo. Sicuramente l'ambito familiare, insieme a quello scolastico, è fondamentale per creare consapevolezza rispetto ai consumi alimentari. Uno dei nostri compiti, come istituzione, è proprio quello di supportare i cittadini e le famiglie attraverso iniziative di formazione e informazione. Suggerimenti e proposte in questo senso sono ben accetti.

Ritengo che la corretta informazione, vada diffusa dove cè piu probabilità che le persone la possano vederla.

A mio avviso le istuzioni devono essere piu presenti sui social network (dove spesso regna la disinformazione) e dove la maggior parte delle persone passa molto del proprio tempo, "nutrendosi" di informazioni non sempre corrette.

Anche canali broadcast dedicati, consentiti da programmi di messaggistica,  potrebbero essere uno stumento da utilizzare.

Credo che diffondere modelli corretti/consapevoli fornirebbe gli elementi ai consumatori per operare scelte piu oculate nei propri acquisti.

E' un argomento che ho gia trattato sul mio blog, mi permetto lasciare il link al post:

http://www.zuena.it/2015/03/lo-staordinario-potere-dei-consumatori.html

 


Sono senz'altro d'accordo con lei. A questo proposito l'Assessorato Agricoltura ha recentemente aperto una pagina Facebook (Regione Emilia-Romagna, Agricoltura, caccia e pesca) oltre al portale dedicato. Sono stati realizzati anche video, caricati su Youtube e una App (via Emilia Wine & Food) per promuovere il nostro sistema agroalimentare di qualità, incluse le fattorie didattiche). Certamente dobbiamo far entrare questi strumenti nella quotidianità del nostro fare comunicazione, anche se come lei dice, contrastare la cattiva informazione è molto difficile.

Grazie ancora del suo contributo

condivido pienamente questo contributo e credo fermamente che la cultura e l'educazione alimentare debba adeguarsi ai tempi e diventare "VIRALE" . deve sgrossarsi di molti contenuti superflui e tornare a pochi concetti, chiari, di impatto e facilmente comunicabili. Nei nostri progetti ci accorgiamo spesso che mancano i sistemi di riferimento di base, che le nicchie informate sono ancora troppo nicchie rispetto alla popolazione che ancora non conosce le basi di una corretta e sana alimentazione.

Il nostro gruppo di lavoro (Alimenta la Mente) sta lavorando in questo senso da 4 anni: TV , social, media, bambini e scuole: reti di interessi condivisi per comunicare qualche base comune di ragionamento.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Barbara Capellini il 5 dicembre 2016 alle 17:39

Alessandro Mengozzi ha scritto:

Alcuni spunti:

- Guardare e diffondere il documentario BBC - A Farm for the future

- Raccogliere o elaborare alcuni studi LCA (dalla produzione allo smaltimento) di alcuni prodotti alimentari noti (p.e. coca cola) e compararli con alcuni prodotti tipici della filiera regionale (p.e. succo di frutta)

- A Bristol esiste un'iniziativa che si chiama Arts Trail o Art trails e Open Studios, si potrebbe replicare sul tema dell'arte culinaria. Chi aderisce apre la propria cucina (domestica o di ristorante) sul tema del cibo buono e sostenibile, lasciando libera creatività agli aderenti di esprimersi. Importante che chi aderisca faccia una sorta di rendiconto di tracciabilità dei prodotti che ha usato, come li ha reperiti, da dove vengono, ecc... e come poi li ha consumati e smaltiti (p.e. eventuali imballaggi e scarti di cibo), anche usando video. Interessante anche per favorire lo scambio multiculturale. Attraverso le scuole si può attivare una prima esperienza in un capoluogo, media città o paese della regione. Problemi: I soliti spettri burocratici, sicurezza, responsabilità se qualcuno si fa male a casa di tizio... Effettivamente in Italia è un problema che non è chiaro che limita molto la fiducia, la socialità e la solidarietà di vicinato.

concordo che la scuola può diventare il primo banco di prova di progetti dove l'integrazione si vive a tavola. non solo nelle mense scolastiche (dove i menù, almeno da noi, tengono conto delle diverse provenienze e culture/religioni), ma soprattutto in classe dove l'alimentazione può diventare un comune denominatore per portare la propria essenza e condividerla. Su un piano che normalmente accomuna, non divide.

sarebbero auspicabili progetti di condivisione della piramide alimentare vissuta: compiti di realtà che portano la propria storia all'interno del gruppo classe, con una mediazione tecnica (nutrizionista) che evidenzi differenze e integrazioni in un concetto di salute, che è uguale per tutti.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Marilena Marzola il 7 dicembre 2016 alle 09:49

 

Il Cibo di domani, un percorso di civiltà

 

“Il cibo di domani”, chiama in causa un percorso educativo di rispetto, ascolto, competenze, di cittadinanza responsabile e convivenza civile, tanto più significativo se partecipa alla valorizzazione ri-costruzione di un paesaggio culturale, storico, istituzionale, valoriale.

L'alimentazione è una questione che interroga aspetti riguardanti l’economia, la scienza, la medicina, l’ambiente e la giustizia sociale ma è anche la metafora di qualcosa di profondamente radicato nei costumi, nei comportamenti e nelle prospettive della persona.

Nella contamporaneità, nonostante la piena disponibilità alimentare, permane un disagio nutrizionale derivante da consumi alimentari eccessivi, non corretti o sbagliati, non disgiunti, talvolta, dall'impossibilità per le fasce più deboli di alimentarsi in modo sufficiente a garantire una dieta adeguata.

Trovano dunque evidenza due grandi contraddizioni riguardanti il peso dell’orma ambientale dell’uomo sul pianeta che rischia di rendere incerto il futuro del rapporto tra uomo i suoi simili e ambiente, e il crescere di disparità nella distribuzione della ricchezza su scala globale.

L'educazione alimentare si pone come paradigma che unisce sistema produttivo e consumo consapevole, come risposta di civiltà in grado di fornire nuove chiavi di lettura rispetto alla crescita economica, ai valori di umanità, di osservanza delle regole civili, rispetto dell'ambiente, responsabilità sociale delle imprese.

L'educazione alimentare, quale garanzia del diritto al cibo, è una proposta per lo sviluppo umano che persegue congiuntamente il potenziamento dell' autonomia individuale la partecipazione comunitaria e la coscienza di appartenza.

 

Il cibo di domani”, quale documento programmatico, dovrebbe riguardare:  

- l'ambito dei valori di riferimento e contaminazione dell'attività di educazione alimentare (educazione formale non formale, istituzionale, etc.)

- i valori condivisi da esplicitare

- l'indicazione delle priorità possibili e da perseguire

- la progettualità delle istituzioni e di quanti coinvolti

- implementazione/scambio delle conoscenze, dialogo costruttivo fra le parti..,

-la comunicazione: ruolo progettuale, significato sociale e culturale

-la partecipazione

-la promozione della conoscenza (occorrono strumenti di lettura dei fenomeni complessi, dei legami fra le parti e la totalità, per superare la frammentazione dei saperi, etc. ,

-ricerca

-collaborazione

-l'organizzazione che apprende

-la comprensione comune del progetto

-regole

-altro...

 

I valori possono essere definibili come:

  • ciò che consente il perseguimento delle finalità del programma

  • quello che può essere condiviso (parti in causa, pubblico privato, etc.)

  • ciò che determina le ragioni di cooperare per stare insieme

  • ciò che da significato ai comportamento/i

  • ciò che orienta concretamente le scelte ….

  • l'impegno partecipativo

  • le mutue relazioni umane

  • altro ..

 

 

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Laura Cobelli il 7 dicembre 2016 alle 11:47

Sangiorgi_R ha scritto:

Come promuovere l’educazione al consumo consapevole, attraverso la comprensione delle relazioni tra sistemi produttivi, consumi alimentari e ambiente?

Questo forum è attivo fino al 12 dicembre 2016.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Laura Cobelli il 7 dicembre 2016 alle 11:57

Desidero condividere due concetti ritrovati nel documento del convegno organizzato il 7/10/16 a Modena - Città sane (vedi post di Daniele Biagioni 11/11/16)

1) Educazione alimentare: si può fare solamente attraverso una forte alleanza e condivisione fra scuola, aziende sanitarie, comuni, produttori locali e distribuzione;

2) Parlare di cibo significa farsi carico di una priorità di salute pubblica che è rappresentata dalla prevenzione dell'obesità nelle giovani generazioni e delle malattie croniche nella popolazione adulta;

 

Condivido a pieno la necessità di puntare sempre di più sulla fondamentale importanza del cibo, o meglio di una corretta nutrizione, per preservare la salute.

In questo campo si potrebbe pensare a vere e proprie campagne pubblicitarie, che possono usare tutti gli strumenti a secondo del target, dall'ironia, al sentimentalismo,all'uso di immagini scioccanti, indirizzate a contrastare la scorretta alimentazione.

 

L'altro aspetto evidenziato è la cooperazione: solo con una vera condivisione dell'obiettivo e collaborazione tra i soggetti coinvolti, si può pensare di cercare di attuare una buona educazione e cercare d'innescare un cambiamento. E tra i soggetti va inclusa la famiglia, il cui ruolo è fondamentale.

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Barbara Capellini il 7 dicembre 2016 alle 23:19

Laura Cobelli ha scritto:

Desidero condividere due concetti ritrovati nel documento del convegno organizzato il 7/10/16 a Modena - Città sane (vedi post di Daniele Biagioni 11/11/16)

1) Educazione alimentare: si può fare solamente attraverso una forte alleanza e condivisione fra scuola, aziende sanitarie, comuni, produttori locali e distribuzione;

2) Parlare di cibo significa farsi carico di una priorità di salute pubblica che è rappresentata dalla prevenzione dell'obesità nelle giovani generazioni e delle malattie croniche nella popolazione adulta;

 

Condivido a pieno la necessità di puntare sempre di più sulla fondamentale importanza del cibo, o meglio di una corretta nutrizione, per preservare la salute.

In questo campo si potrebbe pensare a vere e proprie campagne pubblicitarie, che possono usare tutti gli strumenti a secondo del target, dall'ironia, al sentimentalismo,all'uso di immagini scioccanti, indirizzate a contrastare la scorretta alimentazione.

 

L'altro aspetto evidenziato è la cooperazione: solo con una vera condivisione dell'obiettivo e collaborazione tra i soggetti coinvolti, si può pensare di cercare di attuare una buona educazione e cercare d'innescare un cambiamento. E tra i soggetti va inclusa la famiglia, il cui ruolo è fondamentale.

condivido questo contenuto e porto un'esperienza di rete di collaborazione e di condivisione di intenti. vanno cercate e sperimentate nuove forme di rete, unendo pubblico e privato, scuole e famiglie.

La promozione della salute attraverso lo stile di vita (alimentazione+ movimento) deve diventare un messaggio continuo dalla gravidanza alla geriatria, con maggior consapevolezza sul valore intrinseco del "volersi bene". ci deve essere uno sforzo per differenziare i messaggi in funzione dei target, di non parlare solo di obesità ma di tutte le patologie derivate da un cattivo stile di vita. lo sforzo deve riferirsi sia ai contenuti che alle modalità di comunicazione. web, tv, scuole e programmi scolastici dovrebbero, a mio avviso, prevedere momenti di formazione già dalla scuola dell'infanzia.

Maggiore attenzione e dedizione alla educazione alimentare andrebbe delegata alle figure professionali (mediatri/educatori)

Costruzione di servizi di sperimentazione attiva per rendere concreto ciò che viene teorizzato: corsi pratici per imparare a pianificare, acquistare, cucinare e scegliere..

e infine : esempio. Esempio dalle istituzioni e dai referenti che si pongono come istituzioni e opinion leader

Re: Promuovere l’educazione al consumo consapevole

Lasciato da Rossana Mari il 9 dicembre 2016 alle 14:13

Vista la chiusura a breve del Forum voglio ringraziare tutti per i contributi, le osservazioni, le proposte i suggerimenti per approfondimenti. Sarebbe diffcile rispondere puntualmente a tutte le sollecitazioni, che sono state tante e su diversi fronti. Cercheremo di raccogliere e riassumere quanto ci avete indicato in un documento da allegare al Programma che rimarrà come promemoria e che potrà costituire un riferimento costante per le nostre azioni. Chiedo a tutti di continuare a seguire la piazza, che rimarrà aperta fino alla fine di gennaio. Grazie di cuore

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Pubblicato il 13/12/2016 — ultima modifica 13/12/2016
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