Piano di investimenti per l’Europa

Il Piano di investimenti per l’Europa è un’iniziativa congiunta e coordinata a livello europeo per rilanciare gli investimenti nell’economia reale, rimuovendo gli attuali ostacoli allo sviluppo.

Elemento principale del piano degli Investimenti per l’Europa è il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS) che, istituito nel 2015, promuove investimenti nelle PMI e nei progetti infrastrutturali. Offrendo una garanzia complessiva di 21 miliardi di euro destinati a progetti imprenditoriali ed infrastrutturali (16 di questi provenienti da bilancio UE e 5 da quello BEI), il FEIS punta ad immettere sul mercato ulteriori risorse per un totale di 315 miliardi di euro entro la fine del 2017.

A luglio 2016 erano stati mobilitati 115,7 miliardi euro cioè il 37% di quanto stimato. Motivo per cui a dicembre 2016 la Commissione europea ha proposto un rifinanziamento del Fondo fino al 2020, il FEIS 2.0.

Ma quale è la particolarità di questo strumento che dovrebbe andare a vantaggio delle PMI? Le piccole e medie imprese europee sono soggette a vincoli di finanziamento poiché vengono di norma percepite dalle istituzioni finanziarie come più rischiose delle aziende di maggiori dimensioni. Il FEIS si rivolge a questo settore con l’obiettivo di mobilitare investimenti proprio in queste realtà più difficilmente bancabili al fine di ridurre le differenze tra regioni e ripristinare la fiducia degli investitori.

Con l’avvio del Piano europeo degli investimenti e del Fondo FEIS (Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici), si aggiunge un nuovo tassello al sistema di finanziamenti europei per lo sviluppo, accanto ai fondi a gestione regionale SIE (fondi strutturali e di investimento europei) ed ai programmi di finanziamento a gestione diretta (Horizon 2020, Cosme ecc…).

Il coordinamento e la complementarietà nell’utilizzo di questi fondi è indispensabile per far fronte alla crisi economica e finanziaria globale che ha determinato un forte calo degli investimenti in tutta Europa, ostacolando gli investimenti essenziali nelle infrastrutture, nell'innovazione e nel finanziamento delle PMI. Attualmente, gli investimenti in Europa sono scesi del 15% rispetto ai livelli pre-crisi.

Per informare i cittadini, le imprese, le associazioni di categoria e gli enti pubblici sulle opportunità offerte ai nostri territori la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ed alcuni centri Europe Direct italiani hanno unito le forze affinché le informazioni arrivassero a livello locale attraverso dei momenti formativi, informativi e di confronto. A marzo 2017 è partito il “tandem tour” della Commissione europea lungo tutta la penisola per informare banche ed istituti di credito, associazioni di categoria, imprese, università ed enti locali sulle opportunità di nuovi prestiti a marchio Unione europea e Banca Europea per gli Investimenti previsti dal Piano di Investimenti per l’Europa per promuovere investimenti nell’economia reale in grado di creare posti di lavoro, incentivare la crescita e la competitività, soddisfare le esigenze economiche a lungo termine e rafforzare la capacità produttiva e le infrastrutture nell’UE.

La Piazza Partecipativa #InvestEU intende avviare una consultazione presso i cittadini e tutti i soggetti interessati per testare le opinioni circa il Piano europeo degli investimenti, il suo reale utilizzo e il coordinamento con le altre politiche europee di finanziamento sopra descritte.

Sono coinvolti in questa consultazione, attraverso il coordinamento dei rispettivi centri Europe Direct, i territori delle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, la città metropolitana di Torino ed il comune di Genova.

Riferimenti normativi

Approfondimenti 

 

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Consultazione

Aperta fino al 30/11/2017

Attuazione

Si rivolge a
  • Associazioni
  • Cittadini
  • Enti
  • Imprese
  • Università
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Vogliamo raccogliere opinioni e proposte sul Piano degli investimenti per l’Europa da parte di cittadini, imprese e soggetti pubblici e privati interessati allo sviluppo dei territori. Tali contributi saranno preziosi per la Commissione europea, le Regioni e i Comuni coinvolti nell’attuazione del Piano e del suo sviluppo futuro.

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