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Conclusa il 31/12/2014

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Un uccellino mi ha detto...

La Cnn si è fatta sviluppare un'applicazione per news 2.0 da Twitter, e se qualcosa di simile lo usassimo per la partecipazione?

La cosa interessante ovviamente è che non si tratta solo di pescare e rilanciare i cinguettii, questo nel nostro piccolo lo facciamo anche noi, ma di ricostruire una "conversazione" e costruire, a partire da tante fonti, una notizia: "...Alla principale funzione di alert - tramite mail, pop-up e messaggi sui dispositivi mobile - l'applicazione aggiunge anche un secondo livello assai interessante: l'analisi dei dati relativi alla notizia a partire dall'utente che ha lanciato il primo tweet in merito al dato fatto, fino alle modalità con cui la notizia si è poi diffusa sul social network dell'uccellino." ( http://bit.ly/Lstsfb).

In ioPartecipo+ abbiamo deciso si utilizzare i widget di Twitter per rilanciare dentro la piattaforma i post che riguardano l'argomento di discussione ( individuati da hashtag). E' un primo modo, semplice anche sul piano della fattibilità tecnica, per portare dentro un sito istituzionale la voce e le opinioni di chi le esprime altrove. E' quella che chiamammo nell'ormai lontano 2009 "edemocracy 2.0" ( qui gli atti del convegno http://bit.ly/1cyTbgj).

Oggi stiamo già sviluppando tools per l'opinion mining ( nell'ambito del progetto europeo ePolicy http://bit.ly/1n1fKvp), ma in questa applicazione vedo un passo ulteriore.

L'edemocracy 2.0 in qualche modo, con l'aiuto delle tecnologie, ma anche con una messa a sistema delle tante metodiche già sperimentate anche in processi offline, dovrebbe riuscire a raccogliere, organizzare e sistematizzare tutte le idee e le opinioni. Se la democrazia è un processo dialogico, un buon facilitatore deve far parlare e ascoltare tutti, anche quelli che fanno conversazioni "laterali", anche quelli che urlano, anche quelli che non parlano ( appunti per il prossimo tema da sviluppare, la comunicazione non verbale digitale :-)

Azioni sul documento
Pubblicato il 30/01/2014 — ultima modifica 30/01/2014
Licia Giglio
Licia Giglio dice:
20/02/2014 13:54

La partnership avviata dalla CNN con Dataminr per lo sviluppo di questa applicazione che sfrutta Twitter per cercare le notizie e gestire una molteplicità di dati interessanti è una cosa davvero innovativa. Certo è un'applicazione che può essere usata solo dai giornalisti, dunque servirà a loro per capire come fare al meglio il proprio lavoro scovando le notizie interessanti e battendo gli altri canali sul tempo (senza contare che i dati sul gradimento e la circolazione delle notizie sono utilissimi per studiare le tendenze).
Detto questo, in che ottica si potrebbe applicare una cosa del genere ad un processo di partecipazione? Chi potrebbero essere gli utilizzatori? E i dati raccolti saranno pubblici? Chi potrà accedervi?
:)

Sabrina Franceschini
Sabrina Franceschini dice:
21/02/2014 11:54

Oggi ho visto anche questa notizia interessante e che affronta un altro aspetto.
Si tratta di un sistema, in via di studio e realizzazione da parte di un gruppo di ricercatori francesi, per sviluppare un'applicazione ( un sistema di data mining) che scovi i messaggi falsi o sbagliati ( nel senso sia intenzionale, cioè chi consapevolmente diffonde notizie false, sia i rilanci in buona fede di notizie false) sui social.
Il link alla notizia è questo http://bit.ly/1f1Vk0h
Come nell’altra segnalazione qui si tratta allo stato attuale di cogliere le sollecitazioni, quanto si va sviluppando in altre sedi, settori o per altri obiettivi ( qui siamo nel campo, come prima applicazione, della comunicazione nei casi di emergenza) e provare ad immaginarne gli impatti/usi nel campo della partecipazione.
Per esempio, la nostra piattaforma per scelta non filtra a priori i commenti e i contributi. Questo ovviamente ci espone al rischio di ospitare ( nostro malgrado, e per il tempo necessario a rimuoverli) eventuali messaggi off topic o addirittura contrari alle policy e alle leggi.
Un sistema di questo genere ( che sembra porsi l’obiettivo di essere più sofisticato ed attendibile di quanto oggi ci offrano i sistemi in uso), potrebbe aiutare.

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