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Livello di partecipazione Consultazione

Fase della politica Attuazione

Processo partecipato del progetto LIFE RII

Conclusa il 31/12/2014

Si rivolge a
  • Associazioni
  • Aziende
  • Cittadini
  • Enti

Glossario

Qui puoi trovare la spiegazione dei termini tecnici utili alla comprensione dei temi discussi nella piazza.

A

ALLARGAMENTO DI SEZIONE

Conferimento al corso d’acqua di una sezione più naturale per restituirgli maggiore spazio, tramite sbancamento di una sponda. In questo modo si riduce e diversifica la velocità della corrente così da attivare lo sviluppo di microhabitat in alveo, si aumentano gli scambi con la falda, si ripristinano sponde naturali ed i relativi habitat, si creano aree allagabili soggette alla dinamica fluviale e si migliora la capacità autodepurativa del rio.

Allargamento sezione
Figura 1. Schema attuativo dell’intervento di sbancamento naturaliforme di una sponda


ALVEO

Porzione del corso d’acqua occupata dal flusso delle acque. Poiché la portata è variabile si distinguono:

 

  • ALVEO DI MAGRA: Porzione dell'alveo che resta bagnata anche in condizioni di magra.
  • ALVEO DI MORBIDA: Porzione dell'alveo occupata dalle acque in condizioni di piena ordinaria
  • ALVEO DI PIENA: Porzione del letto fluviale occupata nelle condizioni di piena.
  • ALVEO PENSILE: Alveo il cui letto è posto ad una quota più elevata del piano di campagna circostante. È una condizione frequente nei corsi d'acqua in pianura arginati i cui sedimenti, non potendo depositarsi nella piana alluvionale, si accumulano nell'alveo, sopraelevandolo.

 

Alveo pensile
Figura 2 Alveo pensile e strutture arginali con banche.

 

ARGINE

Opera longitudinale realizzata in elevazione rispetto al piano di campagna. Ha la funzione di contenere le acque di piena e, perciò, di proteggere la piana alluvionale dalle inondazioni.

 

B

BACINO IDROGRAFICO

Parte di territorio che raccoglie tutte le acque di pioggia (o di fusione di nevi) verso una linea di impluvio (asse della valle) costituita da un fiume o torrente detto collettore. La linea che delimita un bacino idrografico viene detta spartiacque.

 

 

 

BIOCENOSI

Insieme di organismi viventi che occupano un determinato ambiente e che sono legati tra loro da rapporti di vario tipo (di nutrimento, di competizione, ecc.). Comprende la fitocenosi (piante: produttori primari), la zoocenosi (animali: produttori secondari e consumatori) e la microcenosi (organismi decompositori).

 

BIODIVERSITA'

La variabilità degli organismi viventi presenti in un determinato ambiente

 

BRIGLIA

Opera idraulica costruita in alveo, che consiste in un muro trasversale alla direzione della corrente, tale da creare un salto e una corrispondente zona di rallentamento della corrente a monte (come una piccola diga).Le briglie hanno lo scopo di intrappolare i sedimenti (a monte dell’opera) e dissipare l’energia della corrente, ma causano una discontinuità lungo l’asta fluviale, con conseguenze dal punto di vista sia biologico (fauna ittica) che geomorfologico (interruzione del trasporto di sedimenti).

Si possono distinguere tre tipi di briglie:

  • A TRATTENUTA: trattiene completamente il materiale solido portato dall’acqua.

  • FILTRANTE (o SELETTIVA): consente il passaggio dei materiali più fini attraverso apposite aperture o pettini.

 

 Briglia filtrante

 

  • APERTA: aumenta gli spazi a disposizione delle acque in alveo senza provocarne l’interruzione longitudinale

 

Briglia aperta

 

BUFFER STILL

Zona riparia a forma di fascia longitudinale, interposta tra il sistema fluviale e il territorio circostante, che svolge numerose funzioni ecologiche.

C

CAPACITA' DI INVASO

Capacità di un corpo idrico di contenere una certa portata o un volume d’acqua, in relazione alle sue caratteristiche geometriche e dimensionali.

CASSE DI ESPANSIONE (o casse di laminazione)

Opere finalizzate ad accumulare temporaneamente parte dei volumi associati all’onda di piena.

Sono generalmente classificabili in due categorie: le casse in derivazione sono aree laterali rispetto al corso d’acqua e sono collegate idraulicamente ad esso solo attraverso l’opera di presa e l’opera di rilascio; le casse in linea in cui il volume di piena viene trattenuto (invasato) direttamente in alveo, grazie alla presenza di sbarramenti trasversali che normalmente lasciano fluire l’acqua.

CORRIDOIO ECOLOGICO

Striscia di territorio di natura differente dalla matrice in cui si colloca (ad esempio una fascia boscata entro una matrice agricola). Consente alla fauna spostamenti tra zone separate da barriere conseguenti dall'attività umana, come strade, case, ecc. Questo permette uno scambio di individui che assicura una migliore diversità genetica e rende disponibili zone di foraggiamento altrimenti irraggiungibili. Aumenta anche il valore estetico del paesaggio

CORRIDOIO FLUVIALE

Area che comprende il corso d’acqua e la zona riparia. Tali elementi svolgono un’importante funzione in termini di connessione del territorio (corridoio ecologico).

CORRIVAZIONE (vedi TEMPO DI CORRIVAZIONE)

 

D

DIFESA SPONDALE

Opera longitudinale realizzata per proteggere una sponda dall'erosione. A differenza dell'argine, la difesa spondale non è elevata rispetto al piano di campagna e non ha funzione di protezione dalle esondazioni, ma realizza un’azione di contrasto nei confronti di fenomeni erosivi.

 

DIRETTIVA QUADRO ACQUE – 2000/60/CE

Fissa i principi di base di una politica sostenibile in materia di acque a livello dell’Unione europea.

 

DIRETTIVA ALLUVIONI – 2007/60/CE

Disciplina le attività di valutazione e di gestione dei rischi di alluvioni al fine di ridurne le conseguenze negative.


DIRETTIVA NITRATI – 1991/676/CE

Ha lo scopo di ridurre e prevenire l’inquinamento delle acque e del suolo causato dai nitrati provenienti da fonti agricole.

 

E

ECOSISTEMA

L’insieme costituito dagli organismi di un particolare habitat e dall’ambiente fisico in cui essi vivono. Ogni ecosistema è caratterizzato da uno scambio continuo d'energia tra organismi viventi e l’ambiente non vivente e può avere dimensioni grandi o piccole. L’ecosistema può essere di tipo temporaneo o permanente.

F

FASCIA PERIFLUVIALE

Fascia di territorio localizzata lungo il corso d'acqua, immediatamente esterna all'alveo di magra. Nell'ambito della fascia perifluviale si collocano le formazioni riparie arbustive ed arboree.

FASCE TAMPONE VEGETALE

Strisce di vegetazione (erbacea, arbustiva e/o arborea) che, trovandosi in prossimità di corsi d’acqua a margine degli appezzamenti coltivati, riducono il carico di inquinanti che giunge ai corpi idrici, “assorbendolo” con l’apparato radicale. Il contenimento degli inquinanti si esplica, grazie all’esaltazione dell’attività microbica di denitrificazione ed all’assorbimento diretto da parte delle piante dei nutrienti, attraverso la fissazione del terreno delle rive e la filtrazione fisica delle acque.

FITODEPURAZIONE

Sistema di depurazione (autodepurazione) delle acque tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide. Le piante hanno il ruolo fondamentale di creare un habitat idoneo alla crescita della flora batterica adesa o dispersa, che è la vera protagonista della depurazione biologica. Replicando il principio dell’autodepurazione possono essere trattate acque reflue domestiche, agricole e talvolta industriali.

 

G

GOLENA

Parte di alveo o di piana alluvionale interna all'argine, solitamente asciutta e vegetata, destinata ad accogliere le acque di piena. In assenza di argini non si può parlare propriamente di golena.

 

GRETO

Fascia ciottolosa dell'alveo di morbida, sostanzialmente privo di vegetazione stabile. Nell'alveo di morbida, frequentemente sommerso, le condizioni sono ostili ad un insediamento vegetale stabile.

H

HABITAT

Zona terrestre o acquatica che si distingue grazie alle sue caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche. Gli habitat si suddividono in naturali e seminaturali.

I

INGEGNERIA NATURALISTICA

Disciplina tecnico-scientifica che applica l’utilizzo, come materiale da costruzione, del materiale vegetale vivo (piante o parti di esse), in abbinamento con altri materiali inerti non cementizi quali il pietrame, la terra, il legname, l’acciaio in unione con stuoie in fibre vegetali o sintetiche. Viene utilizzata nei corsi d’acqua e sui versanti.

L

LAMINAZIONE (delle piene)

Processo che comporta la riduzione del picco di piena ovvero l’abbassamento del livello massimo raggiunto dalla piena. La laminazione di una piena può avvenire attraverso l’immagazzinamento di parte del volume di piena e il suo successivo rilascio, oppure tramite il rallentamento generale dei deflussi in modo che l’acqua proveniente da diverse parti del bacino idrologico non arrivi nelle sezioni critiche tutta nello stesso momento, ma sfalsata nel tempo. L’artificializzazione del territorio - sia essa dovuta alla canalizzazione dell’alveo o all’impermeabilizzazione dei suoli, o a entrambi questi fattori - induce l’accentuazione dei picchi di piena, a causa della riduzione dell’infiltrazione e della riduzione dei tempi di corrivazione.

 

LIFE

Strumento finanziario della Commissione Europea per sostenere i progetti di riqualificazione ambientale e naturale.

M

MEANDRI

Caratteristica longitudinale del fiume: susseguirsi di curvature o slarghi della linea di riva che si formano in funzione dell'erodibilità del substrato geologico, creando una alternanza di anse a volte pronunciate.

O

OPERE FLUVIALI O IDRAULICHE

Categoria di opere finalizzate a contrastare i naturali processi di esondazione della corrente o di erosione. Tra le più diffuse opere longitudinali parallele all'asse fluviale vi sono argini e difese spondali; tra le opere trasversali perpendicolari all'asse fluviale sono comprese briglie, soglie, traverse, dighe, pennelli, deflettori; tra le opere di fondo, plateazioni, rivestimenti.

P

PIENA

Rapido aumento della portata di un corso d’acqua, conseguente al verificarsi di una precipitazione consistente sul bacino idrografico, seguito da una graduale e più lenta diminuzione fino al ristabilirsi di condizioni simili a quelle preesistenti. L’aumento della portata comporta sempre anche un innalzamento dei livelli idrici, che possono divenire tali da non consentire il transito della corrente liquida entro l’alveo, provocando l’allagamento delle zone circostanti, anche oltre le arginature.

POZZE o BUCHE

Tratti dell’alveo con profondità maggiore rispetto alla media, con ridotta velocità di corrente e, spesso, con granulometria ridotta.

PROCESSO DI PARTECIPAZIONE

Processo organizzato attraverso il quale si promuove una maggiore ed effettiva inclusione dei cittadini e delle loro organizzazioni nei processi decisionali di competenza delle istituzioni elettive. In Emilia-Romagna è disciplinato dalla L.R. 3/2010.

R

RASCHI

Tratti d'alveo il cui fondo si eleva, caratterizzati da un substrato più grossolano da forti increspature e/o turbolenze con velocità di corrente in genere superiore rispetto alla media.

 

Raschi

 

RETE ECOLOGICA

Si intendono gli elementi che, ai diversi livelli d'organizzazione biologica (paesaggi, ecosistemi, comunità, specie), sono in grado di rappresentare e supportare la distribuzione della biodiversità.

Una rete ecologica è tipicamente costituita da quattro elementi principali:

- nodi: rappresentano tipi di habitat principali e ne assicurano la conservazione;

- corridoi e aree di sosta: permettono alle specie di migrare tra differenti nodi, riducendo così l'isolamento e migliorando la coesione dei sistemi naturali;

- zone tampone: proteggono la rete da influenze esterne potenzialmente negative;

- aree di riqualificazione ambientale: si aggiungono o ingrandiscono i nodi permettendo alla rete di raggiungere una dimensione ottimale.

 

RETE NATURA 2000

Rete ecologica europea: è costituita dall’insieme dei SIC (siti di importanza comunitaria) e delle ZPS (zone di protezione speciale), nei quali sono presenti habitat di interesse comunitario e specie animali e vegetali di interesse comunitario. la rete ha come obiettivo principale quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, dei tipi di habitat e di specie d'interesse comunitario individuati.

 

RIQUALIFICAZIONE FLUVIALE

Insieme integrato e sinergico di azioni e tecniche, di tipo anche molto diverso (dal giuridico-amministrativo-finanziario, allo strutturale), volte a portare un corso d'acqua, con il territorio ad esso più strettamente connesso ("sistema fluviale"), in uno stato più naturale possibile, capace di espletare le sue caratteristiche funzioni ecosistemiche (geomorfologiche, fisico-chimiche e biologiche) e dotato di maggior valore ambientale, cercando di soddisfare nel contempo anche gli obiettivi socio-economici" (Centro Italiano Riqualificazione Fluviale- CIRF, 2006).

RISCHIO IDRAULICO

Probabilità che un evento alluvionale si manifesti moltiplicato dal valore dei beni esposti, fino alle le vite umane.

RINATURALIZZAZIONE

Attività di riqualificazione ecologica di un sistema fluviale intesa come recupero e realizzazione di alcune caratteristiche dell'ambiente fiume (fascia perifluviale, pozze e raschi, meandri, elementi di ritenzione ecc.).

 

S

SCABREZZA

Resistenza che l’acqua incontra scorrendo nell’alveo o, in piena, nelle golene del fiume. Più l’alveo è liscio, minore è la scabrezza e maggiore la velocità della corrente. La presenza di vegetazione in alveo o in golena aumenta la scabrezza, riduce la velocità della corrente e aumenta il livello: al di fuori dei centri abitati ha quindi un effetto generalmente positivo perché “trattiene” l’acqua.

SCABREZZA DI FONDO

Irregolarità del fondo dovuta alla presenza di elementi di diversa grandezza e posti a diverse distanze, in grado di creare turbolenze delle vene d'acqua. Può essere indotta con opportuni interventi.

 Scabrezza di fondo

 

SCALE DI RISALITA (Scale di rimonta, passaggi per pesci)

Manufatti realizzati con una serie precisa di accorgimenti al fine di permettere ai pesci presenti nel corso d’acqua lo spostamento da monte verso valle e soprattutto, da valle verso monte rispetto all’opera di sbarramento. Nel manufatto vengono ricreate condizioni idrodinamiche compatibili con le capacità natatorie e di salto specifiche delle specie ittiche presenti.

 

SEDIMENTI

Materiale di diverse dimensioni, generalmente accumulato in alveo, prodotto dalla disgregazione naturale (meccanica o chimica) di rocce. La produzione di sedimenti a scala di bacino idrografico è definita come la quantità di materiale solido che viene trasferita (trasporto solido), dalle zone di erosione o frana (“sorgenti” di sedimenti) all’interno del bacino fino alla sua sezione di chiusura (considerando eventuali “rideposizioni” al suo interno).

 

SEZIONE (TRASVERSALE)

Superficie ottenuta tagliando l’alveo con un piano immaginario perpendicolare alla direzione della corrente.

 

SOGLIE

Strutture simili a briglie interrate, delle quali affiora in superficie solo la sommità: a monte di esse non si accumulano quindi né acqua, né sedimenti. La loro funzione è quella di stabilizzare la quota dell'alveo, impedendone l'approfondimento. Per tale motivo sono spesso realizzate al piede di ponti, per proteggerli dallo scalzamento dei piloni, oppure vengono disposte in serie in tratti fluviali nei quali l'approfondimento dell'alveo minerebbe la stabilità dei versanti.

T

TEMPO DI CORRIVAZIONE

Tempo che le acque di precipitazione impiegano per raggiungere una determinata sezione, partendo dai punti più lontani del bacino. Per ciascun bacino, a parità di condizioni dell'evento meteorico, esso è costante dipendendo dalla natura dei terreni, dalla geometria, dalla morfologia, dalla pendenza del bacino e dalla copertura vegetale.

 

TRASPORTO SOLIDO

Movimento dei sedimenti da monte verso valle. Un’interruzione del trasporto solido (per esempio con opere trasversali quali dighe o briglie) causa un deficit nel bilancio di sedimenti a valle (erosione del letto del fiume) fino al mare (erosione delle coste).

 

V

VEGETAZIONE RIPARIA

Formazioni arbustive ed arboree influenzate dalla presenza del corso d'acqua caratterizzate dalla presenza di specie igrofile (salici, ontani, pioppi). Frammiste alle specie riparie possono spesso trovarsi specie mesofile delle formazioni vegetali circostanti, non riparie.

Z

ZOOCENOSI (v biocenosi)

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Pubblicato il 19/06/2013 — ultima modifica 27/08/2014
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