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Insieme per il programma INFEAS 2014/16

Conclusa il 20/07/2014

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Priorità per il nuovo Programma INFEAS

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Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Paolo Tamburini il 1 aprile 2014 alle 14:24

I giorni scorsi,  in avvio del percorso di definizione del Programma regionale dell’educazione alla sostenibilità 2014/2016 sono stati avanzati i seguenti 10 punti di attenzione utili a indirizzare la redazione del Programma.   Cosa ne pensi?  Quali elementi ritieni prioritari?  Come svilupperesti le principali azioni?  In questo forum puoi esprimere la tua opinione e avanzare proposte.

  • Collegamento con gli indirizzi ONU, UNESCO, UE, Italia in materia di educazione permanente ‘formale, non formale, informale’. L’idea di una educazione alla sostenibilità ‘long life learning’ .
  • Collegamento con le principali strategie regionali di innovazione: partecipazione, trasparenza, semplificazione, spending review, pari opportunità (in un momento in cui siamo tutti chiamati a ‘fare meglio con meno’, dalla cultura della sostenibilità ci viene un esempio concreto di ecoefficienza che mostra la sua possibilità e desiderabilità)
  • Collegamento con i principali strumenti di programmazione della Regione e degli enti locali  (ambiente, energia, salute, territorio, mobilità, ecc) e ne interpreta e prende in carico i bisogni educativi
  • Collegamento con il riordino istituzionale in corso, i nuovi ruoli e funzioni della PA e le sue relazioni con la società civile (sussidiarietà), le associazioni e unioni di comuni
  • Azioni di sistema e progettualità fortemente integrate che implementano il modello di educazione alla sostenibilità costruito negli ultimi anni (identificato con progettualità e iniziative quali ‘la progettazione partecipata dei percorsi sicuri casa scuola’ , ‘l’educazione all’energia sostenibile’, ‘le città civili’, ‘ambiente è salute’, ecc.)
  • Cooperazione interistituzionale in base a specifiche competenze e vocazioni: ruolo regione (indirizzo strategico e affiancamento), ruolo eell (cocordinamento e gestione delle strutture sul territorio), ruolo associazionismo, ruolo scuole (partership con gli eell nelle gestioni e programmazioni)
  • Rafforzare la rete regionale e le competenze delle strutture: valorizzare il ruolo e le competenze della riorganizzata rete dei CEAS (Programma 2011-2013)  nella gestione del Programma in base a specifici ruoli e specializzazioni (Multicentri urbani, Centri intercomunali, centri Aree protette, eccellenze)
  • Rafforzare il sistema regionale e la gestione integrata: valorizzare il ruolo del Gruppo di lavoro regionale interdirezionale “Educazione alla sostenibilità” nella progettazione e gestione del Programma INFEAS.  Sollecitare analoghe forme di collaborazione intersettoriale negli eell per la gestione dei CEAS e loro attività sul territorio.
  • Forte impronta per il coordinamento e l’integrazione delle risorse e gli strumenti economici, organizzativi,  comunicativi della rete regionale INFEAS al fine di ottenere economie di scala, sinergie e utilizzo ottimale di risorse scarse
  • Individuare nel Programma un numero limitato di temi e azioni centrali e di particolare rilevanza, essenziali, aventi le caratteristiche dell’integrazione e della trasversalità, dell’efficacia, capaci di esprimere il senso, l’urgenza, la necessità, la desiderabilità della sostenibilità.

 

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da giancarlo sacchi il 7 aprile 2014 alle 15:37

 

UN PROTOCOLLO PER VALORIZZARE IL PO

I nove comuni rivieraschi del piacentino, assieme ad altri diciannove soggetti: realtà culturali e produttive, il Centro di Documentazione Educativa (CDE), hanno sottoscritto un’intesa per la “valorizzazione e promozione turistica del patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico  del territorio fluviale del Po nel piacentino”.

Il bacino del Po rappresenta una delle aree più importanti e sviluppate d’Europa, che vive oggi una situazione ricca di possibilità di sviluppo, ma anche di preoccupazioni sul proprio futuro. Dà unità ambientale ma anche identità socio-culturale ed economica al territorio.

L’aumento della fruizione del bacino fluviale può agevolare il raggiungimento degli obiettivi legati alla sicurezza, alla qualità delle acque e al miglioramento dello stato ecologico e paesaggistico, favorendo l’aumento della consapevolezza e della responsabilità degli attori locali nel processo di tutela e di valorizzazione del territorio, anche attraverso percorsi di carattere educativo ed il coinvolgimento delle scuole.

Tutto il Po del piacentino rientra nei “siti di importanza comunitaria” e nelle “zone di protezione speciale”; reti europee per la protezione della biodiversità. I percorsi di educazione ambientale possono aumentare nei giovani e negli adulti la sensibilità e le competenze circa i problemi della tutela e dello sviluppo dando origine a pratiche improntate alla sostenibilità.

Il CDE, in questo contesto, è candidato ad essere presidio per l’educazione alla sostenibilità, in un sistema che va oltre i confini istituzionali, nell’area vasta, che può espandersi gradualmente all’intero bacino e che vuole da un lato sostenere il tessuto economico e turistico, e, dall’altro, favorire, attraverso processi educativi a carattere permanente, la crescita costante di una comunità

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Paola Poggipollini il 10 aprile 2014 alle 13:25

Con il Programma INFEAS 2014-2016 si apre una nuova fase amministrativa che, a mio avviso, si caratterizzerà per il forte “ cambiamento”. E questo cambiamento non riguarderà solo il sistema INFEAS, ma tutte le autonomie locali. E', infatti, in atto nel nostro paese un ripensamento degli assetti istituzionali, al fine di ridurre il pesante onere di spesa e di debito pubblico, che, ci si augura, si realizzerà attraverso riforme organiche o, in loro assenza, tramite processi di autoriforma.

E il cambiamento che, in alcune parti del paese si è già avviato, riguarderà principalmente i temi della eliminazione degli sprechi, della semplificazione amministrativa, della trasversalità e della intersettorialità, del superamento della sovrapposizione di competenze tra le istituzioni e nelle istituzioni, senza, tuttavia, trascurare l'attuazione di alcuni principi che ripaghino il contenimento di tale spesa. Ci si riferisce alla trasparenza amministrativa, all'equità fiscale e sociale all'innovazione, al merito, alla partecipazione, all'integrazione pubblico e privato, all'inclusione sociale e alla creazione di una nuova stagione di solidarietà e di community.

In una fase così importante, che definirei “ricostruttiva” in un processo riformista dell'apparato istituzionale, diventeranno cruciali i temi dell'innovazione amministrativa, tecnologica ed informatica, per sostenere la semplificazione e la trasparenza amministrativa e promuovere il mutamento delle modalità di lavoro dei pubblici dipendenti, dei processi organizzativi che semplificheranno l'attuale assetto di riferimento, ma anche delle modalità di coinvolgimento e inclusione degli attori del territorio (associazioni, imprese, scuole ecc.) nei processi amministrativi e decisionali.

Di fronte all'auspicata e significativa trasformazione della struttura amministrativa occorre un forte impegno, affinché il sistema dell'educazione e della comunicazione della sostenibilità nel suo complesso non si disperda e non venga paradossalmente sacrificato, proprio quando comincia a concretizzarsi un reale disegno di eco sostenibilità amministrativa. Dico paradossalmente perché il sistema INFEAS è stato quello che, grazie anche alla flessibilità ed adattabilità del suo personale, alla creatività, alla capacità di realizzare innovativa progettazione, si è saputo rigenerare ed è riuscito a sopravvivere, seppur molto ridimensionato, superando i condizionamenti economici, ma soprattutto di quegli apparati burocratici abituati a lavorare in modo tradizionale, cioè piramidale e settoriale, e quindi agli antipodi rispetto alle modalità operative fondate sulla integrazione dei settori, innovazione, partecipazione che sono alla base della sostenibilità. Il cambiamento in atto prevede proprio queste ultime modalità di lavoro.

La gestione di una rinnovata amministrazione richiede la presenza di personale amministrativo ben formato”, poco burocratizzato”, con competenze ed esperienze di comunicazione, facilitazione, mediazione e gestione dei conflitti.

Non si può, infatti, pensare che si realizzino reali mutamenti amministrativi senza intervenire in profondità sull'assetto organizzativo o agendo con una parte del personale demotivato, preoccupato per il proprio futuro, con le idee poco chiare sugli obiettivi da realizzare, sguarnito degli strumenti necessari per governare il cambiamento. Molte volte abbiamo assistito al fallimento di riforme pubbliche importanti per l'ostilità, l'incomprensione o l'incompetenza di quanti (politici e dipendenti) le dovevano mettere in pratica.

A mio avviso, dunque, il sistema INFEAS regionale (laddove è presente ed attivo) si trova nella “potenziale”condizione di contribuire all'inserimento e alla diffusione nelle amministrazioni dei principi, dei valori e delle modalità di lavoro proprie della eco sostenibilità, ma, a tale fine, deve essere reso partecipe e deve poter concorrere, nelle sue molteplici articolazioni, ai processi di cambiamento delle amministrazioni locali, proprio in forza delle competenze acquisite.

L'integrazione delle diverse programmazioni nei settori della sostenibilità, peraltro sperimentata nel precedente Programma INFES grazie alle azioni di sistema, per diventare metodo di lavoro consolidato deve poter contare su una rinnovata e stabile organizzazione trasversale e su diverse e più innovative modalità di lavoro. In tal modo anche programmare azioni da sviluppare a livello regionale e locale diverrebbe più semplice.

Occorre, dunque, includere nei Programmi INFEAS progetti sperimentali sui temi della sostenibilità e sui principi che la rappresentano, che sono: trasparenza, equità, trasversalità e intersettorialità, innovazione, pari opportunità, inclusione e partecipazione.

Tali progetti dovrebbero essere in grado di proporre soluzioni innovative in termini organizzativi e lavorativi, grazie all'applicazione dei principi di sostenibilità.

Queste sperimentazioni potrebbero convincere le amministrazioni regionali e locali ad avvalersi anche delle proprie strutture centrali e periferiche INFEAS nel supportare, con le proprie competenze, percorsi di trasformazione e cambiamento organizzativo e gestionale soprattutto in quei settori che si identificano nella sostenibilità (energia,mobilità, educazione, partecipazione, consumi, salute ecc) In questa sperimentazione le strutture INFEAS potrebbero essere supportate dalle metodologie acquisite, ma dovranno essere in grado di acquisirne di nuove come ad esempio.il coaching organizzativo e il team e on the job coaching, intelligenza emotiva utilizzate dalle imprese private nella fasi di cambiamento.

Tali metodologie utilizzano tecniche motivazionali, comunicative e relazionali, capaci di mettere in condizioni i dipendenti di accettare il cambiamento, di perseguire gli obiettivi definiti dalle amministrazioni, migliorando, al contempo, le modalità di lavoro, qualificando le proprie competenze comunicative, e quelle relazionali interne ed esterne e superando paure, reticenza e ostilità che nascono dall'incertezza del proprio futuro lavorativo. Solo in un contesto sereno e rassicurante, infatti, si può sviluppare quella sinergia, creatività e quel pensiero laterale che sono in grado di suggerire soluzioni amministrative e progettuali innovative.

Queste mie considerazioni possono sembrare digressioni rispetto alle priorità da porre al centro del nuovo Programma INFEAS e alla esigenza che lo stesso continui a svolgere il compito di amplificazione e diffusione dei principi della sostenibilità sul territorio. Tali temi han trovato e troveranno momenti di approfondimento da parte di altri qualificati interventi. In questa sede di confronto mi preme evidenziare, per mia convinzione personale, che il Sistema di Comunicazione e di Educazione alla sostenibilità debba avere tra le sue future “mission” anche quella di essere partecipe del processo di cambiamento sopra descritto nei settori legati alla sostenibilità, come condizione per rendere molto più efficace e visibile tutto il resto dei contenuti del nuovo Programma.

Paola Poggipollini

Consulente in Educazione sostenibile Life, Team, on the Job Coaching

Allegati

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Laura Montanari il 11 aprile 2014 alle 11:29

Buongiorno,

ringraziamo per l'opportunità che ci viene offerta di partecipare alla discussione su questi importanti temi ambientali.

Condividiamo le tesi espresse da Giancarlo Sacchi: "...miglioramento dello stato ecologico e paesaggistico, favorendo l’aumento della consapevolezza e della responsabilità degli attori locali nel processo di tutela e di valorizzazione del territorio..." 

Riteniamo che rigenerare il territorio significhi anche incrementare la qualità ambientale, ecologica e sociale delle aree periurbane, valorizzare il patrimonio naturalistico urbano e rurale e il patrimonio storico-identitario, soddisfacendo la domanda di verde, paesaggio e spazi all'aperto per il tempo libero, fornendo opportunità di didattica ambientale.

Pensiamo ad obiettivi integrati e coordinati nei programmi di rigenerazione urbana e fortemente centrati sulla partecipazione dei cittadini e degli stakeholder anche mediante lo sviluppo e l'utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici che garantiscono un approccio efficace, efficiente e sostenibile.

Obiettivi prioritari sono:

  • potenziare il sistema ambientale agro-naturalistico mediante la conservazione e valorizzazione dell'attività agricola che caratterizza  " i cunei verdi" e la qualificazione della vocazione naturalistica degli ambiti fluviali;
  • aumentare la fruizione paesaggistica da parte dei cittadini attraverso la realizzazione e messa a sistema di connessioni lente (ciclabili, pedonali, ecc.) e l'organizzazione di attività culturali, ludiche ed educative in collaborazione con le realtà sociali del territorio.

Come dice il Dott. Paolo Tamburini: "in un momento in cui siamo chiamati a fare meglio con meno..." acquista particolare valenza lo spazio pubblico e in particolare i parchi pubblici e il verde, luoghi del confronto, dello scambio, delle relazioni personali, del vivere insieme e dunque ossigeno per la vita di comunità.

 

Dott.ssa Laura Montanari

Comune di Reggio Emilia, dirigente del servizio Politiche Cura della Città e Sostenibilità Ambientale, responsabile del CEAS Multicentro

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da giancarlo sacchi il 12 aprile 2014 alle 09:19

PER UNA PEDAGOGIA DELLA SOSTENIBILITA’

La sostenibilità è un principio regolatore; in campo ambientale vuole influenzare le scelte individuali e sociali, politiche e di governo del territorio. I punti cardinali: tutela e sviluppo, locale e globale. In passato era il “vicino” che coinvolgeva maggiormente la sensibilità delle persone per la conservazione delle risorse naturali, mentre il “lontano” faceva indulgere al loro sfruttamento. Oggi è assodato che il rispetto per l’ambiente a livello globale dipenda dalle scelte locali.

 Le scelte sono sostenute da un processo educativo che nella fase giovanile va verso la costruzione di  personalità orientate, mentre per gli adulti si fonda su una formazione critica e su una cittadinanza attiva. Ma poiché la sostenibilità è relativa al qui ed ora giovani e adulti devono collaborare in processi intergenerazionali che ispirino comportamenti responsabili e contribuiscano alle decisioni politiche e di governo realizzate attraverso un metodo partecipato.

Valori condivisi, conoscenze comuni, competenze in merito a ruoli professionali e sociali. Saperi non solo di tipo conoscitivo, ma anche operativi, di relazione e innovazione, che devono animare la formazione formale, nelle scuole e università, ma anche non formale, a carico di tutte quelle realtà che si pongono nei confronti della sostenibilità con progetti definiti, e informale nel coinvolgimento dei media, delle espressioni culturali, turistiche e delle diverse occasioni di crescita e di aggregazione sociale.

Per questo l’ambiente non è solo un fatto tecnico-naturalistico, diventato via via un problema politico-amministrativo, ma quando viene messo in ballo l’uomo e le sue esigenze deve diventare un obiettivo educativo. Secondo tale accezione l’educazione ambientale non è un contenuto per la scuola, ma semmai un valore che orienta l’intero curricolo scolastico. La sostenibilità deve far uscire l’ambiente da un’ottica prevalentemente ecologista per aprire altri campi di ricerca. Le quattro e per la sostenibilità: ecologia, educazione, economia, etica.

E’ un sapere interdisciplinare che deve interagire con le decisioni politico-amministrative e tecnico-organizzative. E’ su questa strada che INFEA si era incamminata con le varie iniziative promozionali e soprattutto con i seminari regionali di fine “stagione” svolti presso i vari CEA della regione. Questo patrimonio, capitalizzato con la ricerca “educazione ambientale 10+”, è confluito in termini di obiettivi politici nella legge 27/2009.  Ora si tratta di trasferire le indicazioni nel programma triennale, senza perdere di vista la qualità della proposta oltre alla sua organizzazione. INFEAS deve essere un laboratorio di ricerca ed una rete di comunicazione efficace, doppiamente integrata, sul versante delle predette quattro e e della governance.  

Uno sfondo educativo che deve rapportarsi con gli operatori dell’educazione formale, affinchè il “curricolo ecologico” sia un’opportunità per una rigorosa analisi culturale e un esercizio pieno della cittadinanza. Non è facile, soprattutto per i docenti, affrontare una tale prospettiva integrata, sul piano metodologico come dialogo tra i saperi e l’organizzazione delle conoscenze, ma soprattutto nell’apertura al territorio e nel contributo diretto che possono dare alla causa della sostenibilità.

  

 

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Gian Paolo Costa il 17 maggio 2014 alle 10:34

Salve

Il mio pallino, per progetti poliennali INFEAS, è (sempre) quello della COMUNICAZIONE, nelle sue plurime sfaccettature e nelle sue forme (istituzionale, informativa, didattica …). Noi stiamo registrando il fallimento in Italia della formazione/educazione al piacere di … muri puliti e, più in generale, , al piacere di “vivere ed assaporare (gustare) l’ambiente che ci circonda e nel quale viviamo”. In primis dell’ambiente (a varia scala di grandezza) antropico, in seconda battuta (in un ordine legato al ns. tempo di permanenza quotidiana in tali ambienti).  Ambienti che poi desidereremmo - e dovremmo - sfruttare economicamente più intensamente e costantemente sul mercato turistico (v. google: I diplomatici russi puliscono) .

Un ambiente s.l. che abbiamo sempre più trasformato – mercè l’americanizzazione della comunicazione – da realtà oggettiva in realtà virtuale, nella quale ci troviamo a vivere sempre più rassegnatamente indifferenti.

Io ho in stampa una esperienza didattica solo apparentemente tematica (titola MENTE ET MALLEO appunti di Scienze della Terra), nel quale mostro ed illustro un percorso comunicativo da me effettuato … due (!) anni fa in una III primaria di Faenza. E riporto valutazioni degli alunni coinvolti:questo come esempio di comunicazione in ambito didattico nei due sensi, out & in. Lo stampo a mie spese, sennò dovrei aspettare ancora troppo (info presso: gpaolo.costa@gmail.com)

Un tema di lavoro poliennale potrebbe essere incentrato sul CONOSCERE E VIVERE L’AMBIENTE DEL QUALE SIAMO OSPITI, comunicandolo a livello didattico e promuovendolo a livello “fruizionale” e turistico.

Un altro titolo, per un tema di lavoro analogo, solo un poco più esplicitamente richiamante un approccio economico-turistico (v. . progetto regionale LAMONE BENE COMUNE in corso) potrebbe essere: COMUNICARE PER CONOSCERE, PER CONOSCERCI E PER FARCI CONOSCERE

Gian Paolo Costa (coord. CEAS Romagna Faentina)

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Gian Paolo Costa il 17 maggio 2014 alle 11:02

P.S. ... In primis dell'ambiente antropico, in seconda battuta dell'ambiente naturale. Mi scuso dell'errore, della ... omessa battitura.

Lavorando al progetto LAMONE BENE COMUNE ho verificato - una volta di più -  l'assoluta importanza sul territorio di realta funzionanti quali il MUSEO DELLE ERBE PALUSTRI a Villanova di Bagnacavallo: una realtà "museale" s. l. di concezione modernissima, "europea", quest'ultima. Realtà dove la comunicazione diviene fisica, direi polisensoriale, assolutamente spendibile (una di quelle focali) nel tratto di rete di turismo a mobilità slow e smart che si sta cercando di costruire lungo la valle del Lamone, lungo la direttrice Firenze-Faenza-Ravenna servita dalla ferrovia ottoventesca "Faentina".

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Alessandra Lombini il 19 maggio 2014 alle 11:51
  • Rafforzare il sistema regionale e la gestione integrata: valorizzare il ruolo del Gruppo di lavoro regionale interdirezionale “Educazione alla sostenibilità” nella progettazione e gestione del Programma INFEAS.  Sollecitare analoghe forme di collaborazione intersettoriale negli eell per la gestione dei CEAS e loro attività sul territorio.

Questo lo vedo come punto focale del programma. Senza lo sviluppo e il diffondersi di forme di collaborazione intersettoriale negli eell si rimarrà nella difficoltà e nello spreco di energie e risorse e soprattutto nella incoerenza, che “stride” quando si vuole educare alla sostenibilità. Se l’esempio è quello che conta credo che lo sforzo avviato a livello regionale debba proseguire e permeare nel territorio tra i vari soggetti, che poi sono persone, individui, che devono conoscersi, dialogare, discutere, mettersi in gioco, agire. Si supererebbero enormi difficoltà, si innoverebbero le persone, e sono le teste che fanno la differenza, le azioni vengono di conseguenza.

Se questo “processo educativo” verso la trasversalità e le proficue relazioni intersettoriali diventerà via via “naturale” allora diventerà anche più facile sostenere quel collegamento con i principali strumenti di programmazione della Regione e degli enti locali  (ambiente, energia, salute, territorio, mobilità, ecc)

Un programma che metta al primo posto interpretare e prendere in carico i bisogni educativi. Se le singole persone “sentono” di avere un ruolo importante per cambiare e migliorare la realtà “si muovono”.

Partire dai luoghi quotidiani di vita e dalle esigenze dei cittadini, delle persone, è sempre fruttuoso. Occorre quindi creare gli spazi, i luoghi di confronto per la partecipazione attiva. Spazi mentali oltre che fisici.

E allora mi collego a quanto già espresso sul valore dello spazio pubblico, la cui valorizzazione come fonte aggregativa, di ossigeno per la vita di comunità diventa prioritario. Diventa bene comune.

Con la cura dei luoghi alzo il valore umano e naturale allo stesso tempo, le relazioni si intrecciano e dentro vi stanno tutti quei valori sui quali la cosiddetta sostenibilità si incardina....

Individuare nel Programma un numero limitato di temi e azioni centrali e di particolare rilevanza, essenziali, aventi le caratteristiche dell’integrazione e della trasversalità, dell’efficacia, capaci di esprimere il senso, l’urgenza, la necessità, la desiderabilità della sostenibilità.

tra di essi spicca a mio parere certamente quello del valore della Biodiversità senza la quale, in fondo, la vita stessa non esiste…..

Ribaltare la percezione e progettare percorsi che esaltino e portino in superficie proprio ciò  che viene messo in fondo  ed accendano la comprensione di quella parte immensa e più nascosta ai nostri occhi. Come accade quando osserviamo la  punta di un iceberg o un albero senza pensare, nel primo caso, alla sua enorme base,  o nel secondo, alle sue radici.

Ribaltare la percezione e progettare percorsi che esaltino le connessioni e che inducano a ripensare quegli indicatori così distanti da noi. Dal Pil al Cil (dal Prodotto interno lordo alla Cultura interna lorda).

Qui si innesca tutto il discorso sulle reti ecologiche e sui servizi eco sistemici e molto altro.

Ciò che si rispecchia nella realtà è proprio la mancata capacità di relazionarsi con il tutto. Considerare che le cose, la vita naturale, sociale, funzionano se ognuno si relaziona con l’altro e in uno spazio, che sia l’ambiente, il giardino, la casa…

Come vi è la difficoltà a pensare e realizzare quelle aree di collegamento, corridoi ecologi tra le aree protette (o semplicemente aree più ricche di vegetazione e fauna, significative e curate per la loro biodiversità) mantenendo la frammentazione del paesaggio in cui viviamo, così vi è la persistente difficoltà a collegare le aree di intervento tra i settori e gli uffici di una amministrazione e non solo, questa difficoltà la osserviamo e un po’ ovunque…

Non si fa il salto culturale, su questo occorre impegnarsi.

Se voglio guidare un'auto devo mettere la marcia, devo utilizzare il cambio. Utilizziamo il CAM.Bio, è necessario cambiare in senso Culturale, nel senso dell’Agire, nel senso del Mantenere, prendersi cura. Bio può voler dire Biodiversità ma basta aggiungere una s CAM.Bios e Cambio Vita. Progettiamo insieme CAM.Bios partendo da ognuno di noi (ogni persona con tutti i suoi ruoli, ogni target). Chi si mette in gioco?

Tema dunque forte da affrontare a ogni livello quello di un processo educativo per una collaborazione e Partecipazione vera e concreta che insieme produca Cultura e Azione. La testa per fare le cose.

"LA RES PER CAMBIOS"

..Anche noi come tutti gli altri esseri viventi ci adattiamo sfruttando la nostra capacità di cambiare. Tuttavia in noi, la maggior fonte di plasticità è data dal cervello che ci permette di cambiare il mondo in cui viviamo con i nostri diversi pensieri, le nostre diverse culture, modificando i modi di produrre, i prodotti, le economie, la nostra organizzazione sociale... (da Buiatti - La biodiversità e le società umane)

 

Alessandra Lombini (Ceas Imolese)

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da antonella bachiorri il 19 maggio 2014 alle 12:22

Concordo ovviamente sul vedere come una delle priorità per il nuovo Programma il rafforzamento della rete regionale e delle competenze delle strutture: valorizzare il ruolo e le competenze della riorganizzata rete dei CEAS (Programma 2011-2013)  nella gestione del Programma in base a specifici ruoli e specializzazioni (Multicentri urbani, Centri intercomunali, centri Aree protette, eccellenze).

In merito a quanto sopra mi piacerebbe però pensare  ad un rafforzamento che passi anche per una nuova progettazione di rete che vede interagire CEAS di diversa tipologia anche su nuove aree di interesse (ad esempio  attraverso l'attivazione di un gruppo di lavoro finalizzato alla progettazione europea).

Mi piacerebbe allo stesso tempo che la rete regionale crescesse anche in relazione ai network che si stanno muovendo in altri contesti territoriali. Faccio riferimento ad esempio  alla rete WEEC italiana, a cui si sta cercando di dare forma proprio in questi mesi.

Per crescere come rete regionale, in sintesi, penso ci sia bisogno di riflettere e di lavorare sulle nostre specificità e priorità (alcune uguali per tutti ma altre necessariamente diverse!) senza dimenticare di relazionarci con quanto accade intorno a noi a diversi livelli. Questo è uno dei modi che abbiamo per evitare l'autoreferenzialità.

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da giuseppe boselli il 19 maggio 2014 alle 15:10

porto altre piccole e spero utili riflessioni

la prima è che  la  scarsa partecipazione al forum è segno di un sofferenza credo abbastanza forte del nostro sistema, difficoltà che non mi sembra stia calando anzi....

ho trovato molti spunti importanti

 

- progetti europei

- formazione e azioni tarate  sulla grande eterogeneità della rete  che è la sua forza ma rischia anche di esserne un limite

- forte collaborazione , che possiamo attuare solo se lavoriamo  sul territorio passando dai soggetti del territorio, coinvolgendoli e ricercando quelle tante piccole risorse  che magari non hanno la forza di  uscire da un cotnesto comunale o provinciale

tiro l'acqua al mio mulino ma il filo regione-provincia o chi per essa- ceas deve continuare a lavorare con progetti condivisi regionalemnte e che seguono una pianificazione regionale ma che che poi vengono sviluppati sul contesto territoriale sulla base delle esigenze e forze esistenti

ricordo che per 10 anni acome provincia abbiamo fatto un piano provinciale bienaale che partendo dal regionale andava in taluni casi a specificare le azioni, si aveva un comunito esterno di educazione ambientale ed una programmazione che andava a integrare  l'infea

sembra che tale iter e modalità di lavoro dovesse con la nuova legge  svilupparsi su tutto il territori ma in realtà travolti anche noi dalla crisi tutto è scemato e in parte si è perso il lavoro di 10 anni...

chiedo quindi se possibile che il nuovo piano riprenda tale discorso

.

 concludo infine ribadendo  , un concetto banale ma importante ovvero che nel rispetto del livello della forza e degli obiettivi specifici che ognuno di noi ha  , è fondamentale collaborare ed interagire    magari su livelli differenti con forse differenti ma bisogna far girare idee e forse 

 

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Amblavpc Emilia Romagna il 21 maggio 2014 alle 09:53

Associazione Ambiente e Lavoro per l'Emilia-Romagna

L’Associazione Ambiente e lavoro per l’Emilia Romagna intende contribuire al Programma INFEAS continuando il percorso già intrapreso con il progetto “Educazione all’Impresa Sostenibile” obiettivo inscindibile che traduce in sicurezza e tutela ambientale due finalità che a Ns avviso  rispondono ai riferimenti di convivenza civile e sviluppo socio economico sostenibile.

Protagonista di questo percorso riteniamo debba essere la scuola intesa come  luogo privilegiato per affermare criteri di unitarietà di confronto e condivisione tra i giovani e la società degli adulti,  con la determinazione di generare una spinta propulsiva e la motivazione di una partecipazione attiva e di un confronto con i soggetti che concorrono alla realizzazione degli obiettivi di salute e di sicurezza.

Un risultato importante che va in questa direzione progettuale è stato rappresentato dalla realizzazione del progetto “Educazione all’Impresa Sostenibile” di cui alleghiamo la pubblicazione. Questo progetto  ha riscosso l’approvazione e il plauso non solo dei partecipanti attivi, ma anche dei tanti osservatori qualificati che a vario titolo hanno espresso pareri significavi e manifestato attenzione e volontà di partecipazione anche ai percorsi futuri. Il lavoro dell'Associazione su questa direttrice prosegue con due Progetti:

1. Educazione alla Scuola Sostenibile”Realizzazione di un sistema di gestione integrato Ambiente e Sicurezza, potenzialmente certificabile, per l'ISII Marconi e sua generalizzazione per Istituti Tecnici Superiori”

Il Progetto  considera un grande Istituto tecnico  come una Azienda e si propone di incrementare la motivazione e la competenza tecnico-gestionale di Docenti, personale tecnico e studenti in merito a questi obiettivi, tenendo ben presente che la sua pregnanza principale dovrà consistere nell'integrazione della realizzazione del Sistema  con la Didattica.

2.Curriculum Sicurezza e Ambiente

Questa ricerca tenta di definire un profilo culturale della sicurezza (integrata) tra lavoro e ambiente sul quale costruire un progetto didattico per gli studenti delle scuole superiori. Sarà un progetto “modulare” perché proponibile in diversi indirizzi di studio e riferibile a contributi pluridisciplinari

Per entrambi i progetti particolare valore assume l’impegno dell’Azienda AUSL, dell’ARPA, dell'INAIL edi Aziende Pubbliche e Private locali.

Con riferimento al prossimo progetto triennale chiediamo quindi alla Regione Emilia Romagna di  formulare  proposte programmatiche che coinvolgano gli Assessorati Regionali interessati alle finalità dell’obiettivo individuato ed una campagna di comunicazione per diffonderle e sostenerle adeguatamente.

Quanto fino ad oggi realizzato rappresenta concretamente l’interazione tra pubblico, privato e volontariato sociale che si traduce in   sinergie di processi e di prodotti ad alto valore aggiunto  che in una situazione così difficile, debbono essere promossi sostenuti e sviluppati.

 

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Giuseppe Fattori il 21 maggio 2014 alle 11:54

La possibilità di partecipare ad un confronto per costruire in modo partecipato il Programma INFEAS 2014/16 mi consente di condividere alcune riflessioni operative su INTEGRAZIONE e TRASVERSALITA’”

auspicando  una “spinta gentile” verso l’integrazione a tutti i livelli - per l’integrazione delle “politiche”, orizzontale  (tra assessorati RER) e verticale (tra centro/periferia):

-          Per l’integrazione tra Nati per camminare – Nati per leggere  – Nati …...

-          Per l’integrazione tra le attività dei CEAS e dei “Progetti di comunità”

-          Per l’integrazione degli interventi nella scuola tra CEAS – Fattorie didattiche – Educazione alla salute...

-          Per valorizzare  ed implementare  in tutte le occasioni la ricchezza dei progetti già realizzati (es . Consumabile)

-          Per l’integrazione tra Sport/Ambiente/Salute rispetto all’attività motoria (Palestre etiche/sicure - disabili e attività motoria)

-          Per l’integrazione (nei temi INFEAS) di:  Sindacati, Confindustria, Federfarma, Coni, Imprese, Grande distribuzione, Ordini professionali, …, ascoltando tutte le opportunità offerte da territorio.

Il prossimo programma INFEAS dovrebbe evitare i conflitti di interesse dei formatori e dei professionisti di settore che, legittimamente, pongono se stessi  al centro di ogni progetto/finanziamento trascurando concretezza e tempestività.

Grazie per l’opportunità offerta da questa “piazza”.

La piazza ha dinamiche complesse, mi sembra che la spinta stia diventando meno “gentile”.

Giuseppe Fattori

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Andrea Barangani il 25 maggio 2014 alle 13:32

Gian Paolo Costa ha scritto:

P.S. ... In primis dell'ambiente antropico, in seconda battuta dell'ambiente naturale. Mi scuso dell'errore, della ... omessa battitura.

Lavorando al progetto LAMONE BENE COMUNE ho verificato - una volta di più -  l'assoluta importanza sul territorio di realta funzionanti quali il MUSEO DELLE ERBE PALUSTRI a Villanova di Bagnacavallo: una realtà "museale" s. l. di concezione modernissima, "europea", quest'ultima. Realtà dove la comunicazione diviene fisica, direi polisensoriale, assolutamente spendibile (una di quelle focali) nel tratto di rete di turismo a mobilità slow e smart che si sta cercando di costruire lungo la valle del Lamone, lungo la direttrice Firenze-Faenza-Ravenna servita dalla ferrovia ottoventesca "Faentina".

quoto questo per il contenuto e la sinteticità!! :D \m(>.<;)m/

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Andrea Barangani il 25 maggio 2014 alle 16:47

Scrive Maria Rosa Bagnari, responsabile delle attività della sede operativa Ecomuseo delle Erbe Palustri, CEAS Unione della Bassa Romagna. Noi suggeriamo:

  • un'analisi autocritica sui concetti base della sostenibilità e della partecipazione
  • una critica anche a questo forum, che rischia di diventare uno strumento che impegna troppo tempo nei confronti di quegli enti molto operativi in azioni dirette sul territorio
  • gli interventi dei forum dovrebbero attenersi a regole comuni tipo la sinteticità e adottare metodi semplificati
  • facciamo presente l'importanza di mettere in atti progetti di educazione al patrimonio comune ereditario materiale, immateriale ed ambientale, con politiche di formazione rivolte a cittadini e scuole, con la finalità di formare turisti ed imprenditori consapevoli
  • riteniamo inoltre necessario dare visibilità alle buone pratiche sostenibili e creare una vera vetrina di eccellenze che si confronti in Europa
  • i CEAS devono qualificarsi ed essere sempre maggiormente dei punti di incontro e di accoglienza per le famiglie
  • i CEAS devono mettere in pratica la filosofia del coordinamento della negoziazione e dell'influenza sul territorio e creare progetti d'area vasta operando sempre di più in rete.

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Barbara Mussini il 5 giugno 2014 alle 10:40

Mi riallaccio in particolare a qualcuno dei punti di attenzione elencati da Paolo Tamburini in apertura della discussione sulle priorità del Programma: azioni di sistema e progettualità fortemente integrate che implementino il modello di educazione alla sostenibilità costruito negli ultimi anni; cooperazione interistituzionale in base a specifiche competenze e vocazioni; scelta di temi e azioni centrali e di particolare rilevanza, essenziali, aventi le caratteristiche dell’integrazione e della trasversalità...

Il CIDIEP, che dal 1995 si occupava di formazione, ricerca e documentazione sul Po, è stato chiuso: mi sembra che il territorio del più grande fiume italiano meriti un’attenzione specifica, come giustamente sottolinea anche Giancarlo Sacchi.

L’ambizione del CIDIEP, probabilmente troppa, era quella di unire le scuole delle 13 province rivierasche in un lavoro comune sulla valle del Po in collaborazione con l’Autorità di bacino, le università, i Centri, le associazioni. Il progetto “Un Po di partecipazione” era ispirato a questa filosofia e non a caso il progetto “Un Po di sostenibilità” era stato inserito nel Programma precedente nell’elenco delle azioni educative integrate di sistema a supporto delle programmazioni della Regione. Il Po è un tema unificante a livello regionale (e interregionale): credo che una progettazione su questo ecosistema possa entrare a pieno titolo nei bandi dell’Europa.

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da solis.anamaria il 7 giugno 2014 alle 09:36

Ricollegandomi all'intervento di Barbara, vi ricordo che la Regione Emilia-Romagna ha avviato il   processo partecipativo "SEINONDA" nell'ambito della attuazione della Direttiva Europea 2007/60/CE, “Direttiva Alluvioni”, relativa alla valutazione e alla gestione del rischio di alluvioni. Questa direttiva impone a ciascuno stato membro di dotarsi di mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e di un Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA).

Il  processo partecipativo “SEINONDA”,si realizza in collaborazione con le Autorità di Bacino e tutto il sistema della difesa del suolo per la elaborazione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni. L’obiettivo del Piano è quello di ridurre le conseguenze negative dei fenomeni alluvionali nei confronti della salute umana, del territorio, dei beni, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle attività economiche e sociali, individuando un sistema integrato di misure di prevenzione, protezione e preparazione, gestione dell’emergenza e ripristino dei danni, tenendo conto anche dei cambiamenti climatici in atto.

A giugno si terranno due workshop con le comunità locali per renderle vere protagoniste del percorso di elaborazione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni. Anche i CEAS sono invitati a  partecipare.

Per il CEAS della rete INFEAS, i workshop, sono un’opportunità per:

  • Coadiuvare nelle azioni di sensibilizzazione, informazione, coinvolgimento della cittadinanza.
  • Creare nuove partnership e nuovi percorsi educativi nell'ambito del PGRA.

Il primo WORKSHOP SEINONDA SULLA COSTA, tratterà del tema delle inondazioni costiere si terrà a  Cervia (RA) il 10 giugno 2014, dalle ore 17 alle 20.30, presso la Sala XXV Aprile, Piazza XXV aprile n. 11

Il secondo WORKSHOP SEINONDA DA FIUMI E CANALI, tratterà del tema delle alluvioni, si svolgerà a Bologna, il 14 giugno 2014, dalle ore 9.30 alle 13.00, presso il Parco Nord (ingresso via Stalingrado - Tenda della Croce Rossa) all'interno della settimana della Protezione Civile e della prevenzione dei rischi (14-21 giugno).

Per partecipare è necessario iscriversi on line

Modulo di iscrizione workshop SEINONDA SULLA COSTA

Scarica la Locandina

Modulo di iscrizione workshop SEINONDA DA FIUMI E CANALI

Scarica la Locandina

Agli iscritti verrà anticipata via mail la "Diario del partecipante", con la quale prepararsi al workshop.

Per ulteriori informazioni o indicazioni per l'iscrizione  si può contattare  direttamente:

Email: direttivaAlluvioni@regione.emilia-romagna.it

Tel. 051 5276811 (Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica – Regione Emilia-Romagna)

Per saperne di più ed  esprimere le proprie opinioni si può  visitare la sezione Piazza SEINONDA, partecipare ai Forum o visitare il sito web del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni

 

 

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Fabio Simonazzi il 12 giugno 2014 alle 10:04

Salve,

con la chiusura delle attività rivolte alle scuole ho finalmente il tempo per portare nel forum alcune riflessioni maturate all'interno del gruppo di lavoro del CEAS Rete Reggiana, sperando che possano contribuire ad alimentare la discussione collettiva sul prossimo programma triennale INFEAS.

Uno dei temi che meriterebbe di essere colto nel nuovo programma INFEAS è quello di agricoltura ed agrobiodiversità, nel più ampio contesto di educazione alimentare e salute anche con la finalità di valorizzare i prodotti del territorio in un ottica di sostenibilità delle risorse e dei consumi (prodotti Km0, riduzione CO2, ecc.).

Riprendendo gli spunti proposti nel contributo iniziale di Paolo Tamburini e poi più in particolare da Alessandra Lombini (le cui tesi sono condivise dal nostro CEAS) sulla necessità di un maggior coinvolgimento trasversale, sia a livello centrale che periferico, crediamo che per andare verso un cambiamento in direzione della sostenibilità, almeno su questo tema, sia necessaria anche la ricerca di una maggiore integrazione col settore agricolo, ma anche con quello turistico considerando che nella nostra regione ha una grande rilevanza il comparto del turismo enogastronomico.

Questa tematica è emersa come "richiesta" del territorio in maniera trasversale in diversi progetti di educazione ambientale realizzati dai nostri centri negli ultimi anni ed alcuni dei partner del CEAS Rete Reggiana, nell'ottica dello sviluppo della sostenibilità, stanno sviluppando percorsi di Economia solidale, intesa come modello economico, sociale e culturale e come strumento per affrontare la crisi economica, ambientale ed occupazionale. Dentro questo contesto si stanno sviluppando percorsi ed attività educative su: produzione agricola ed agroalimentare biologica e biodinamica, filiera corta e garanzia della qualità alimentare, tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e della biodiversità, servizi comunitari e di prossimità, turismo responsabile e sostenibile, commercio equo e solidale, consumo critico e responsabile.

Un altro tema che a nostro avviso dovrebbe essere sviluppato nel programma triennale è quello della Biodiversità. In particolare nella declinazione della comunicazione dell'importanza che questa riveste e dell'importanza della sua conservazione. Non credo che su questo tema sia necessario aggiungere molto altro in considerazione del corso di formazione specifico da poco concluso e la pubblicazione della relativa documentazione a cui rimando.

Mi preme sottolineare solo una cosa su questo tema, che come l'altro e connotato di una forte trasversalità, e cioè la necessità che il sistema INFEAS si adoperi per giungere ad una maggiore integrazione, dal livello centrale fino a quello periferico, tra tutti gli eell, agenzie ed altri soggetti che sono a qualche titolo coinvolti nella tutela e gestione dell'ambiente almeno sul piano della comunicazione.

Saluti, Simonazzi Fabio

coordinatore CEAS Rete Reggiana.

Re: Priorità per il nuovo Programma INFEAS

Lasciato da Elena scarcella il 17 giugno 2014 alle 10:22

 PROVINCIA DI BOLOGNA - Servizio Agricoltura - Unità operativa promozione, valorizzazione del territorio e coordinamento multifunzionalità

 In continuità con l'ultimo intervento di Fabio Simonazzi che condividiamo in pieno, ci ricolleghiamo al prezioso contributo del collega di Parma Giuseppe Boselli che ha voluto rimarcare, in questo periodo di grande cambiamento e ridimensionamento anche dovuto alla crisi economica, il ruolo delle Province che, per il forte legame con il territorio e grazie all'esperienza ultradecennale maturata, hanno gestito con notevole successo progetti e iniziative realizzati con risorse regionali.

La nostra U.O. dal 1999 collabora con la DG Agricoltura della Regione Emilia-Romagna che si occupa di educazione alimentare ed orientameno dei consumi (LR 29/2002 – Referente Rossana Mari). L'attività ha riguardato:

  • la realizzazione di progetti annuali di educazione alimentare, che in un decennio hanno coinvolto più di 40.000 studenti con le proprie famiglie e gli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado;

  • il coordinamento della rete delle Fattorie Didattiche, con circa 60 aziende che ogni anno accolgono 20.000/25.000 visitatori;

  • la progettazione e la gestione di eventi quali Fattorie Aperte, la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, Pane QC e Consumabile;

  • la produzione di materiale divulgativo e di supporti didattici per le scuole;

  • numerose iniziative di orientamento dei consumi e valorizzazione dei prodotti locali, tipici e di qualità.

 Il nostro contributo non vuole però essere solo di tipo celebrativo e nostalgico dei bei tempi che furono e poichè crediamo che ci sia ancora una forte necessità di lavorare su questi temi, cogliamo l'occasione di questa "piazza" per poter integrare gli obiettivi della programmazione INFEAS 2014-16 evidenziando alcune delle nostre attività in essere che si potrebbero sviluppare a livello regionale, in quanto coerenti con le tematiche dei consumi consapevoli, della lotta agli sprechi, della tutela dell'ambiente,  della biodiversità e della qualità della vita.

Ricordiamo, inoltre, che la nascente "Citta Metropolitana di Bologna" offre spunti di cambiamento e riorganizzazione; in particolare dal 2013 stiamo partecipando alla definizione di alcuni progetti del Piano strategico metropolitano (PSM), tra cui "Agricoltura metropolitana" e "Consumi responsabili". Nell'ambito di quest'ultimo progetto, per il quale siamo referenti tecnici, abbiamo svolto un'azione di monitoraggio delle esperienze e buone pratiche locali per cogliere priorità e obiettivi sul tema della responsabilità e sostenibilità dei consumi da sviluppare nell'ambito della nuova Città Metropolitana.

 Di seguito elenchiamo alcune linee di attività che hanno come comune denominatore il concetto di "Agricoltura di Servizio" e che potrebbero arricchire la rosa delle priorità INFEAS:

  1. Promozione e valorizzazione dei Mercati contadini quali centri di aggregazione per un consumo sostenibile (filiera corta, Km zero, biologico)

    Rete dei mercati, iniziative per promuoverli e organizzazione di attività informative ed educative al loro interno.

  2. Attività culturali, sociali, educative e ludiche nelle aziende agricole (Fattorie didattiche) per le scuole e le famiglie

    Promozione e qualificazione delle proposte didattiche per le scuole. Nuove opportunità di apertura delle aziende agricole alle famiglie in tutti i periodi dell'anno.

  3. Turismo sostenibile e riscoperta del territorio (Agriturismi)

    Gli Agriturismi per la qualificazione turistica, la promozione di percorsi enogastronomici legati al territorio e luoghi dove far nascere una nuova cultura eco-sostenibile.

  4. Tutela del paesaggio attraverso la manutenzione del territorio ad opera delle aziende agricole.

    Elenco provinciale delle aziende che si candidano per i servizi di manutenzione e loro promozione.

 In allegato il progetto "Bologna consumi responsabili" del Piano Strategico Metropolitano di Bologna.

 Grazie per l'attenzione

 Franca Marulli, Elena Scarcella, Sofia Cei e Martino Guidorizzi

 Per approfondire:

www.provincia.bologna.it/agricoltura

email: promozione.agricoltura@provincia.bologna.it

 

 

 

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Pubblicato il 25/06/2015 — ultima modifica 25/06/2015
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