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Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

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Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

Lasciato da Zarro_R il 12 giugno 2014 alle 10:09

Per essere realmente trasparenti basta pubblicare in rete quanti più dati e informazioni possibili, sforzandosi anche di renderli il più possibile comprensibili ed eloquenti, o ci sono altri tipi di attività ed iniziative - ad esempio nei campi della partecipazione, della comunicazione, degli eventi e della formazione  - da promuovere in parallelo?

Ci piacerebbe ascoltare le vostre opinioni a riguardo, magari anche ricevere esempi, e confrontarci assieme su cosa è possibile fare oltre alla semplice pubblicazione e divulgazione dei dati per affermare una piena cultura dell'accesso.

Re: Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

Lasciato da Daniele Zanni il 16 giugno 2014 alle 11:17

La mia esperienza suggerisce che le informazioni/dati devrebbero condurre ad una valutazione e una conseguente azione. La trasparenza dell'informazioni dovrebbe condurre alla trasparenza della valutazione e alla trasparenza dell'azione: se sono presenti le tre fasi, allora l'INFORMAZIONE in rete è TRASPARENTE.

Re: Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

Lasciato da Zarro_R il 16 giugno 2014 alle 12:55

Daniele Zanni ha scritto:

La mia esperienza suggerisce che le informazioni/dati devrebbero condurre ad una valutazione e una conseguente azione. La trasparenza dell'informazioni dovrebbe condurre alla trasparenza della valutazione e alla trasparenza dell'azione: se sono presenti le tre fasi, allora l'INFORMAZIONE in rete è TRASPARENTE.

Grazie del contributo e di avere rotto il ghiaccio, Daniele!

Il tuo commento è in un certo senso già assimilato dal modo in cui si è scelto di fare trasparenza in Regione E-R, visto che il Programma della Trasparenza è parte integrante del più ampio e articolato Piano della Performance, ma resta assodato che una cosa sono i documenti istituzionali e le indicazioni di principio che ne discendono, e altra sono degli automatismi procedurali e, mi verrebbe da aggiungere, quasi culturali che dovrebbero venire a crearsi nel tempo, per cui appunto il ciclo dovrebbe essere: ti informo su come ho operato, tu valuti quest'operato e io agisco di conseguenza, tenendo conto della tua valutazione; ma e in parte subisco anche, nel bene o nel male, le conseguenze della tua valutazione

detto che ovviamente sitamo parlando di processi lunghi e complessi, ma che appunto qualcosa intanto si è messo in moto, hai qualche  caso studio o iniziativa da segnalarci a riguardo?

grazie mille in anticipo per quanto saprai dirci

Roberto

Re: Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

Lasciato da Daniele Zanni il 17 giugno 2014 alle 10:13

Grazie Roberto per l'incoraggiamento.

Ti confesso che ho rinunciato a leggere tutto il Piano della Performance, ma vi ho cercato il Programma della Trasparenza (?).

Ti riporto l'esempio di un mio studio (DePA: Definizione del Profilo di Assenza) nel quale ho analizzato 123.000 anni di lavoro, classificati per età, profilo, sesso e provenienza e tipologia di assenza...; dati "sterili" retrospettici possono dare informazioni predittive:

gestionali: si è arrivati a individuare il bisogno di assenza per ogni livello (Dipendente, UU.AA./Servizio, Dipartimento, Stab.Osp. e Aziendale), con una Dev.St. <6%. Ipotizzando in anticipo il comportamento dei dipendenti, ad esempio, si ottimizza l'assegnazione delle risorse integrative.

performance:  la vera novità è l'individuazione del livello standard individuale di assenza (a variabie INDipendente, cioè determinata dal Dipendente: NO ferie, rischio RX, ecc) che cambia per ogni individuo, in base alle proprie caratteristiche.

Il report annuale DePA, per ogni livello, analizza, misuravaluta (sistema premiante?) il livello di affidabilità di presenza/assenza: ritengo che ogni Professionista prima di saper essere debba esserci. Quando ho ideato il DePA, come per gli altri strumenti gestionali, ho voluto garantire la trasparenza d'informazione, con la facilità di lettura  e la comparazione valutativa.

Re: Trasparenza: sempre e solo dati o anche altro?

Lasciato da Zarro_R il 17 giugno 2014 alle 10:22

Daniele Zanni ha scritto:

Grazie Roberto per l'incoraggiamento.

Ti confesso che ho rinunciato a leggere tutto il Piano della Performance, ma vi ho cercato il Programma della Trasparenza (?).

Ti riporto l'esempio di un mio studio (DePA: Definizione del Profilo di Assenza) nel quale ho analizzato 123.000 anni di lavoro, classificati per età, profilo, sesso e provenienza e tipologia di assenza...; dati "sterili" retrospettici possono dare informazioni predittive:

gestionali: si è arrivati a individuare il bisogno di assenza per ogni livello (Dipendente, UU.AA./Servizio, Dipartimento, Stab.Osp. e Aziendale), con una Dev.St. <6%. Ipotizzando in anticipo il comportamento dei dipendenti, ad esempio, si ottimizza l'assegnazione delle risorse integrative.

performance:  la vera novità è l'individuazione del livello standard individuale di assenza (a variabie INDipendente, cioè determinata dal Dipendente: NO ferie, rischio RX, ecc) che cambia per ogni individuo, in base alle proprie caratteristiche.

Il report annuale DePA, per ogni livello, analizza, misuravaluta (sistema premiante?) il livello di affidabilità di presenza/assenza: ritengo che ogni Professionista prima di saper essere debba esserci. Quando ho ideato il DePA, come per gli altri strumenti gestionali, ho voluto garantire la trasparenza d'informazione, con la facilità di lettura  e la comparazione valutativa.

grazie mille. Se volessi condividere dei materiali di approfondimento a riguardo, o perché no lo stesso studio, ben venga ovviamente!

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ultima modifica 17/06/2014
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