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Formazione, Comunicazione e informazione

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Formazione, Comunicazione e informazione

Lasciato da Gamberini_La il 20 marzo 2017 alle 14:45

 

Formazione continua del volontariato di protezione civile; comunicazione, informazione sui rischi; diffusione di cultura di protezione civile e della prevenzione

 

 

Re: Formazione, Comunicazione e informazione

Lasciato da Andrea Carletti il 1 aprile 2017 alle 11:56

Si sta facendo tanto sul "singolo" volontario con il lavoro degli psicologi, principalmente durante il servizio e con proposte per l'assistenza del volontario anche al rientro a casa, ma credo sia altrettanto importante lavorare sull'aspetto sociale.

Un paese, una città, una regione feriti si comportano come un individuo nelle stesse condizioni, è importante che i capi squadra e i coordinatori dei campi siano informati da sociologi che formino queste persone basandosi su studi sociali fatti anticipatamente, mi riferisco agli aspetti multirazziali, multilingue, commerciali, della comunicazione, religiosi....tutto quello che rientra nella parola "società" specialmente in una condizione di forte stress e dolore.

L'atteggiamento dei volontari in una situazione d'emergenza in una comunità montana deve essere diversa da quella in una città marittima, in un'isola o in una grande città.

Re: Formazione, Comunicazione e informazione

Lasciato da Andrea Carletti il 1 aprile 2017 alle 12:10

Creare uno staff di lavoro tra psicologi e sociologi per realizzare due questionari:

-Il primo riguarda il singolo individuo, il volontario, che lo deve compilare prima di fare il corso base perché questo crei uno schema che lo identifichi come predisposizione e attitudine, non solo per le sue competenze e professionalità (patenti specifiche, abilitazioni, esperienze lavorative e sanitarie....) ma anche lui a livello caratteriale, riuscire ad identificarne le sue attitudini o debolezze per il futuro utilizzo nelle emergenze...e capire se è una persona adatta a fare il volontario o meno e in che modo.

-Il secondo riguarda i Sindaci di ogni Comune, piccolo o grande che sia, che permetta di individuare le caratteristiche di quella città/paese non solo geograficamente ma anche a livello umano (fascia di età), razziale (quanti immigrati e di che tipo e in quali zone abitano), di comunicazione stradale (ferrovie, stazioni, strade, piste ciclabili, fiumi navigabili....), aziendale/commerciale.....e direi anche di segnalare e tenere aggiornate le eventuali situazioni sociali critiche dovute a vari motivi: manifestazioni aziendali; cittadini dimostranti in certi quartieri...ecc.

Questi due questionari servirebbero per confrontare in maniera immediata le rispettive predisposizioni e capacità nell'affrontare l'emergenza, cioè a livello di individuo e sociale, creando i gruppi di lavoro più adatti e più adeguati per gestirla.

Re: Formazione, Comunicazione e informazione

Lasciato da pier giorgio Righi il 1 aprile 2017 alle 21:42
Stiamo andando verso figure di volontari sempre più formate/specializzate e dove per "formazione" si intende prevalentemente, sempre più, quella progettata ed erogata secondo standard fissati dall'Agenzia regionale. E considerare come “operativi” impiegabili solo coloro che si sono sottoposti a tale processo formativo “certificato” (ma anche molto autoreferenziale, in molti casi) significa rinunciare all’impiego di altri apporti, di professionalità diverse, magari costruite in anni di vita lavorativa, di competenze che spesso non sono solo “saper fare”, ma anche comprendere i contesti e saper fare scelte, frutto di sensibilità e abilità che possono maturare solo con una costante e lunga pratica: questo tema, fra l’altro, dovrebbe essere oggetto di attenta riflessione, per le sue conseguenze. E permettetemi di dire che la guida di questa riflessione dovrebbe essere affidata a professionisti del settore, con competenze maturate attraverso corsi di studio e pratica sul campo specifici… L’impostazione attuale è legittima, ma il Volontariato non é solo attività funzionale alle esigenze dell'Agenzia e degli interventi del, a Colonna mobile, è (anche) altro, molto altro, come esperienze di vita e professionali, disponibilità, motivazione… Allora, anziché rinunciare a tanti potenziali apporti, perché non studiare un sistema organizzativo e gestionale che possa contemperare i due “macrogruppi”, degli “specialisti certificati” e degli altri (che comunque potrebbero partecipare a moduli formativi adeguati), che Associazioni, Coordinamenti provinciali ed Agenzia, insieme, potrebbero utilizzare al meglio?
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ultima modifica 01/04/2017
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