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Fase della politica Analisi

I mestieri degli altri

Conclusa il 31/03/2014

Si rivolge a
  • Associazioni
  • Aziende sanitarie
  • Cittadini
  • Enti
  • Università

Approfondimenti

Questa iniziativa parte dalla necessità di aprire una riflessione sulle capacità e le competenze professionali che sono oggi necessarie affinché una comunità e i servizi che vi operano, siano in grado di prendersi cura delle relazioni dentro ai servizi e nella comunità.

Sempre più si osserva che, chi ha acquisito il titolo per praticare, nell’ambito dell’assistenza e della cura, il ruolo di medico, psicologo, infermiere, assistente sociale (per citarne solo alcuni come esempio), di fatto si troverà di fronte ad un ampio divario tra il curriculum e la pratica. Solo dopo un periodo di esperienza, i professionisti si renderanno conto che il mestiere acquisito sarà non solo il frutto degli studi compiuti, ma anche il risultato di ciò che ha appreso sul campo e in altri percorsi intrapresi. In sintesi, è il mestiere a fare  la differenza.

Inoltre, gli spazi che si sono aperti con i recenti mutamenti sociali, lasciano intravvedere che il mestiere della assistenza e della cura sconfina sempre più dai tradizionali ambiti del sapere e della pratica tecnica/professionale. Si affaccia, quindi, la necessità non solo di rivedere il curriculum tradizionale, affinché diventi uno strumento orientato a costruire “mestieri”, ma anche a riconoscere quelle figure che potrebbero essere, per il territorio, un valido partner nei percorsi del “prendersi cura” dei problemi presenti in un determinato contesto territoriale.

La piazza dedicata ai Mestieri degli altri, si occuperà del tema delle specifiche competenze necessarie per facilitare le connessioni: cioè, fare ponte tra appartenenze/identità diverse, per collegare risorse (anche intellettuali), per prendersi cura delle relazioni in una comunità e/o organizzazione. Attingendo da esperienze internazionali, si rileva che sono state implementate soluzioni che vanno a potenziare l’organizzazione comunitaria e delle istituzioni per fare “connessioni”, nell'ottica che non può reggersi l’attività di cura e di assistenza senza quella “delle relazioni”.

La Finlandia ha attivato da diversi anni un’esperienza particolarmente significativa formando dei facilitatori che operano all’interno delle istituzioni. Figure che rendono possibile il dialogo tra settori diversi e professioni differenti. in contesti dove la complessità degli interventi non può essere lasciata alla parcellizzazione delle attività.

Il Brasile, all’interno della riforma del sistema sanitario nazionale, ha invece previsto la formazione degli “agenti di salute” quali figure 'ponte' nell’assistenza primaria.

Questa riflessione è attiva anche in Emilia-Romagna e possiamo contare su un ricco bagaglio di idee e di esperienze sperimentali, sviluppate sul campo e, in più occasioni, in collaborazione con le comunità locali e le associazioni di volontariato, anche se non ancora assunte a livello di sistema.

Il confronto con queste esperienze internazionali, sarà l’occasione per mobilitare, attraverso la piazza, il sistema dei servizi sociali e sanitari, il sistema educativo universitario e i saperi maturati dai cittadini e dalle comunità locali, allo scopo di formulare raccomandazioni e ipotesi di lavoro che possano essere attivate a livello regionale e universitario già nel triennio 2014-2016.

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Pubblicato il 26/11/2013 — ultima modifica 31/01/2014
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