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La importanza delle modalità di gestione della interfaccia

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La importanza delle modalità di gestione della interfaccia

Lasciato da Davide Botturi il 12 luglio 2014 alle 14:57

Salve a tutti,

vi segnalo:

1) un articolo "Gli Open Data della Sanità: si viaggia a dorso di mulo" pubblicato nel mese di luglio 2014 sulla rivista Wired (una celebre rivista statunitense, che da qualche anno ha anche una sezione italiana, e che tratta tematiche di carattere tecnologico, e consultabile all'indirizzo: http://www.wired.it/attualita/2014/07/07/sanita-open-data/

2) lo scambio  tra Luca Ricolfi e il Direttore Generale dell'INPS intercorso nel mese di aprile 2014 e consultabile attraverso i due file allegati.

Gli esempi proposti consentono di mettere in luce la importanza delle modalità di gestione della interfaccia tra chi rende disponibili i dati e chi intende utilizzarli, in quanto esse possono rappresentare un elemento di valutazione della qualità del servizio offerto, alla pari della pubblicazione di dati "utilizzabili". La gestione dell'interfaccia è, inoltre, ancora più importante e delicata quando la richiesta del potenziale utilizzatore riguarda dati non (forse ancora) pubblicati.

Ovviamente si tratta di una questione che presenta svariate sfaccettature. Di queste mi piacerebbe discutere.

Davide Botturi

Allegati

Re: La importanza delle modalità di gestione della interfaccia

Lasciato da Davide Botturi il 12 luglio 2014 alle 15:02

Nel messaggio appena postato manca un allegato: è presente solo la risposta del Direttore Generale dell'INPS all'articolo di Luca Ricolfi pubblicato sul quotidiano nazionale "La Stampa" e non l'articolo medesimo, che ora allego.

Davide Botturi

Allegati

Re: La importanza delle modalità di gestione della interfaccia

Lasciato da Anna-Maria Vanti il 14 luglio 2014 alle 10:16

Nuovi integralismi?

Interessante l'articolo su Wired, ma un po' mi preoccupa. I cambiamenti culturali - e questo degli open data lo è di sicuro - non avvengono con la bacchetta magica. Ci sono le avangardie che aderiscono in fretta, ci sono i conservatori che resistono. Convivono a macchia di leopardo situazioni avanzate e altre arretrate, anche nella stessa amministrazione.

Se la Lorenzin avesse fatto una stradina di campagna, anzichè un'autostrada a conque corsie, chi è pronto per fornire un TIR di dati open non potrebbe nemmeno passare e metterli a disposizione.

Questi cambiamenti sono anzitutto portati avanti dalle persone, con la loro cultura e i loro limiti. E' lo stesso motivo per cui non basta una legge per cambiare le cose. Nemmeno le bastonate bastano, per fortuna! Non voglio giustificare nulla, anzi penso che sia necessario un presidio forte, soluzioni furbe per coivolgere, alleanze intelligenti dentro e fuori l'amministrazione. Meno primi della classe e più lavoro di squadra.

Insomma, isoliamo l'integralismo di chi, pensando di avere tutto subito, sarebbe fuori dal mondo anche se fosse coperto da montagne di dati.

 

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ultima modifica 14/07/2014
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