mercoledì 13.12.2017
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"Fiumi uniti per tutti"

Al via un laboratorio partecipato nell’area fluviale periurbana di Ravenna
"Fiumi uniti per tutti"

Foto tratta da RavennaToday

Si susseguono rapide le iniziative preliminari che porteranno alla firma del Contratto di fiume del Lamone. Lunedì 4 dicembre 2017, infatti, presso la Residenza municipale di Faenza, i primi cittadini dei sei Comuni attraversati dal bacino idrografico (Marradi, Brisighella, Ravenna, Bagnacavallo, Russi e la stessa Faenza) hanno siglato – alla presenza della Assessora regionale per le Politiche ambientali, Paola Gazzolo e dei rappresentanti degli Enti e delle associazioni coinvolti nell’iniziativa – il “Manifesto propedeutico delle Terre del Lamone".

Del Lamone abbiamo trattato diffusamente in precedenza (Contratti di fiume – 27/11/2017): se ora vi accenniamo nuovamente, non è soltanto per dovere d’informazione circa gli ultimi sviluppi di questo processo partecipativo, bensì perché la buona pratica sviluppata su questo corpo idrico, così come i Contratti stipulati per il Santerno e il Savio, sono serviti – si legge nel comunicato stampa dell'amministrazione ravennate – da esempio, se non addirittura da metro di paragone, per la creazione del “Laboratorio urbano verso la realizzazione di un percorso idrico tutelato lungo gli assi fluviali Ronco, Montone, Fiumi uniti”, promosso dal Multicentro CEAS RA21 del Comune di Ravenna, nell’ambito della programmazione annuale dedicata all’educazione, alla cura dell’ambiente e alla sostenibilità, denominata “Ambiente 2017”.

Tale progetto si inserisce nel percorso partecipativo “Fiumi uniti per tutti” che, dopo un paio incontri preliminari a carattere consultivo, tenutisi nell’ottobre 2017 (a cui hanno preso parte molte istituzioni, portatori d’interesse e numerose organizzazioni sociali, ambientaliste, sportive, ricreative e culturali del luogo), ha finalmente salutato il suo avvio vero e proprio il 30 novembre appena trascorso, con l’apertura del primo Tavolo Tecnico. Durante questa sessione plenaria di lavoro, i partecipanti (cittadini, stakeholder, Enti, associazioni) si sono suddivisi in tre gruppi tematici: “salvaguardia e sicurezza”, “fruizione e promozione”, “amministrazione e legalità”.

Altri appuntamenti sono previsti, in sedi da definire, giovedì 14 dicembre, martedì 30 gennaio e martedì 20 febbraio 2018.

Qui di seguito esporremo, sinteticamente, gli obiettivi primari che si intendono conseguire attraverso l’attuazione del piano partecipativo “Fiumi uniti per tutti”.

Per cominciare, ciascun soggetto chiamato in causa dev’essere consapevole del fatto che i fiumi (questi ‘corridoi d’acqua’, la cui funzione, nel mantenimento dell’equilibrio ecosistemico ed ecologico interno alla zona che lambiscono, è insostituibile) sono, di fatto, delle naturali ‘invarianti strutturali’ proprie dei paesaggi della Regione; essi fungono, anche, da catalizzatori dei valori e degli elementi identitari tipici di una collettività e, altresì, esprimono in maniera efficace l’interazione tra le diverse parti di un territorio.

A partire da questo presupposto (chiaramente esplicitato nella Presentazione del percorso partecipato), si vuole innanzitutto giungere alla redazione di un Piano di Azioni condiviso (tanto dalle istituzioni, quanto dalla società civile), che individui strumenti e prassi utili alla creazione di un'Area di tutela lungo l’asse dei fiumi Ronco, Montone e Fiumi Uniti. All’interno di quest’ultima (che, lo si diceva poc’anzi, diverrà un Laboratorio urbano aperto) saranno attuati, non soltanto gli specifici interventi tecnici funzionali alla manutenzione, rigenerazione e messa in sicurezza dei bacini idrografici interessati, ma si creeranno anche le precondizioni per la co-progettazione di scenari e strategie integrate che consentano la formulazione di ipotesi concernenti il riassetto territoriale in termini sia di bonifica, sia di recupero della memoria storica. Tra le finalità del processo partecipativo è opportuno annoverare, inoltre, la valorizzazione agricola e turistica dei luoghi, nonché un sensibile miglioramento nella fruizione delle risorse (acqua, parchi naturali, boschi, ecc.).

Nei mesi a venire, sarà nostra cura dar conto dei progressi e dei risultati di questo processo decisionale inclusivo (che si concluderà nel corso dell’anno venturo), degl’impatti effettivi che esso avrà, tanto sulle politiche pubbliche riguardanti la riqualificazione ambientale e paesaggistica, quanto sulla vita della comunità residenziale e produttiva in esso coinvolta.

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Pubblicato il 07/12/2017 — ultima modifica 08/12/2017
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