Cittadinanza attiva a Bologna e in altri 135 Comuni d’Italia

È on line il Report "Beni comuni è Bologna 2017"
Cittadinanza attiva a Bologna e in altri 135 Comuni d’Italia

Foto tratta da Pixabay.com

Nel 2014, prima in Italia, l’amministrazione comunale bolognese ha approvato e attuato ilRegolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Tale documento si proponeva, fin dalla sua prima formulazione, di applicare concretamente il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, facendolo penetrare in profondità nell’azione e nell’organizzazione amministrativa. In conformità all’Art. 118, comma 1 e ss. della Carta costituzionale, infatti, il “Regolamento è finalizzato a sollecitare e incentivare la responsabilizzazione dei cittadini, favorendo una sempre più stretta sinergia tra questi e il Comune per ciò che attiene alla valorizzazione, tutela, custodia e gestione condivisa dei beni pubblici.

Come informa Labsus in diversi, importanti articoli, da allora, molto è stato fatto in direzione di un effettivo sostegno della cittadinanza attiva (ovverosia – recita il “Regolamento” sopracitato –, di “tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali, anche di natura imprenditoriale o a vocazione sociale, che si attivano per la cura e rigenerazione dei beni comuni” presenti sul territorio urbano): basti considerare, a tal proposito, che, ad oggi, ben 135 sono i Comuni (ultimi, in ordine di tempo, Firenze e Viterbo) i quali, utilizzando quello di Bologna come modello e matrice, hanno adottato sperimentalmente un proprio strumento normativo concernente, appunto, la manutenzione e la cura dei beni pubblici da parte di cittadini o istituzioni e associazioni.

Risulta chiaro, quindi, che la cittadinanza attiva è ormai riconosciuta a livello nazionale come una realtà preziosa: poiché consente alle comunità residenti in un determinato luogo di personalizzare le istanze e le azioni pubbliche, rendendole (attraverso proposte e patti di collaborazione stipulati con le amministrazioni) più idonee a soddisfare i loro bisogni reali.

Tornando al nostro Capoluogo, sempre Labsus ha recentemente pubblicato il Report "Beni comuni è Bologna 2017", in cui il Comune stesso fa il punto sulla promozione e la realizzazione dei progetti di cittadinanza attiva resi operativi in ogni singolo Quartiere.

Viene data notizia della totalità delle proposte pervenute, di quante di esse hanno potuto trovare un riscontro positivo, e di quante, viceversa, non sono giunte alla sottoscrizione di un Patto di collaborazione.

Inoltre, il Report dà conto di alcune innovazioni messe a punto dalla PA locale nel quinquennio 2012-2016, come, ad esempio, l’apertura dell’ufficio “Semplificazione Amministrativa e Promozione della Cittadinanza Attiva” e la creazione della piattaforma "Comunità della Rete Civica Iperbole", all'interno della sezione "Beni Comuni", tramite la quale i proponenti possono inviare una descrizione dettagliata dell’idea progettuale, precisando gli obiettivi che intendono perseguire, evidenziando il contesto territoriale interessato, specificando quali siano i partner coinvolti nella realizzazione dell'intervento e i soggetti a cui esso è rivolto, nonché le risorse necessarie per la sua riuscita e, infine, rendendo esplicite le forme di sostegno richieste all'amministrazione.

Altro elemento di novità: non più soltanto le aggregazioni iscritte all’elenco comunale delle Libere Forme Associative, ma anche singoli cittadini e gruppi non organizzati, o formalmente non riconosciuti, sono invitati a formulare proposte.

In coda al Report sono tematizzati alcuni progetti di cittadinanza attiva particolarmente virtuosi. Non possiamo, ovviamente, trattare di ciascuno di essi in modo dettagliato. Ci limitiamo, in questa sede, a elencarne sinteticamente gli ambiti tematici di pertinenza: cura dei beni comuni (pulizia integrativa aree verdi, portici, piccola manutenzione e riqualificazione panchine, recinzioni, pavimentazioni, ecc.); rimozione del vandalismo grafico; rivitalizzazione spazi degradati; attività con bambini e ragazzi; laboratori di inclusione e integrazione sociale e culturale (rivolti ad anziani, persone con disagio sociale ed emarginazione, carcerati, ecc.).

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Pubblicato il 15/12/2017 — ultima modifica 16/12/2017
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