mercoledì 13.12.2017
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Contratti di fiume

In Emilia – Romagna, Lazio e Toscana la valorizzazione dei bacini idrografici è partecipata
Contratti di fiume

Immagine tratta dal Portale Partecipazione

Tra le diverse politiche pubbliche che molti Comuni italiani, sempre più spesso, scelgono di pianificare e realizzare mediante i processi partecipativi (che coinvolgono, in primo luogo, la cittadinanza e non soltanto i tecnici, i soggetti specializzati e gli stakeholder), bisogna senz’altro annoverare le policy finalizzate alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, nonché al miglioramento della rete ecologica ed eco-sistemica.

A questo proposito, particolare rilievo hanno le pratiche concernenti la programmazione di strategie integrate e condivise che perseguono la corretta gestione delle risorse idriche e la rigenerazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo, così, allo sviluppo e alla riqualificazione locale. Questi progetti sono ormai comunemente chiamati Contratti di fiume: il presupposto per la sottoscrizione di simili accordi è che tutte le parti in causa (rappresentanti istituzionali,  semplici cittadini, associazioni e portatori di interessi) riconoscano nel corso d’acqua un elemento aggregante per l’intera comunità, e si impegnino, di conseguenza, a realizzare attività che (ottemperando ai criteri di utilità e sicurezza pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale) favoriscano l’interazione tra il fiume stesso e tutti coloro i quali, in vario modo, si servono dell’acqua, risiedono e agiscono nei luoghi rivieraschi.

Di seguito illustreremo brevemente alcuni Contratti di fiume stipulati, al momento attuale, in tre diverse Regioni d’Italia.

Il primo, “Con la Trebbia” – a cui il nostro Portale, nella sezione ioPartecipo+, ha dedicato una “Piazza” –, avviato ormai nel 2014, ha luogo in Emilia – Romagna, ed è volto a valorizzare e incentivare la fruizione del corso d’acqua presente, appunto, in Val Trebbia. Eccone gli ultimi, significativi sviluppi: il 18 novembre scorso, presso Rivergaro (PC), si è tenuto il VII Forum pubblico - "Fruizione e valorizzazione della Val Trebbia", nel quale si è affrontata la sopracitata, decisiva tematica della fruizione, che necessita, primariamente, di conoscenze legate alle peculiarità della zona interessata, che diano atto delle situazioni esistenti, delle questioni da affrontare, delle attese e delle potenzialità proprie del territorio.

In questo contesto, è opportuno aprire un inciso e ricordare che la nostra Regione non è affatto nuova a queste pratiche di democrazia partecipata: nel nostro territorio, infatti, sono già stati posti in atto vari Contratti di fiume.  Tra di essi è appena il caso di menzionare i due Contratti della Media Valle del Po e quelli riguardanti il Reno, e il Santerno. È importante, altresì, spendere qualche parola circa il “Manifesto propedeutico al Contratto di fiume del Lamone”, stilato dai sindaci di molti Paesi romagnoli le cui terre (ricchissime dal punto di vista culturale e folclorico) sono lambite dal sopradetto corpo idrico. Tale “Manifesto”, facente parte del Progetto INFEAS 2011-2012 "LAMONE BENE COMUNE", è stato presentato da una delegazione delle Amministrazioni del Lamone, il 18 ottobre 2017, a Bologna, nella Sede centrale della Regione Emilia – Romagna, alla presenza dell’Assessora regionale alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo.       

Un altro Contratto di fiume riguarda, invece, il bacino idrografico dell'Ombrone. Bisogna sapere che, a seguito delle due alluvioni verificatesi nel corso del 2013, il Comitato per la valorizzazione del territorio e del paesaggio del Comune di Buonconvento (SI), con il doppio intento, da un lato, di evitare – o, quantomeno, contenere – ulteriori esondazioni e, dall'altro, di far riaccostare con fiducia la cittadinanza al fiume, ha promosso il Progetto "Osiamo... verso il contratto di fiume Ombrone".

Ora, grazie all'adesione del Comune di Cinigiano, al sostegno dell'Università di Firenze, dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, del Centro italiano per la riqualificazione fluviale, dell’Associazione Terramare e di altre realtà operanti in Toscana, questa iniziativa è diventata, a tutti gli effetti, un processo partecipativo, inaugurato ufficialmente martedì 14 novembre 2017, proprio a Cinigiano, con l'Istituzione del Tavolo di coordinamento, garanzia e monitoraggio, il cui compito fondamentale sarà verificare la fattibilità dei progetti proposti dalle istituzioni. Nel pomeriggio dello stesso 14 novembre, a Sasso d'Ombrone (area pilota, insieme al già citato Comune di Cinigiano), si è tenuto un incontro con la popolazione. Altri appuntamenti di questo processo decisionale inclusivo hanno avuto luogo durante quest'ultimo fine settimana: il 25 novembre, a Sasso d'Ombrone-Bellacosta, si sono svolti un workshop e una passeggiata; il 26, presso Buonconvento e Porta Senese, i cittadini sono stati invitati ad un incontro laboratoriale, cui è seguita una camminata.

Infine, segnaliamo che, il 15 novembre appena trascorso, il Comune di Roma, insieme a decine di altri Enti e Associazioni (tra i quali ricordiamo, per tutti, Legambiente Lazio), ha firmato il Manifesto d'intenti redatto da Agenda Tevere Onlus. Questo, insieme alla creazione di un Ufficio Speciale Tevere, rappresenta il primo passo in direzione della formulazione di un Contratto di fiume per il Tevere, strumento utile, tra l'altro, alla bonifica e alla manutenzione delle sponde, oltreché ad una rivalorizzazione storico-paesaggistica del fiume medesimo nel suo tratto urbano.

 

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Pubblicato il 27/11/2017 — ultima modifica 04/12/2017
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