domenica 22.07.2018
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A Bologna la mobilità sostenibile è partecipata

È possibile votare on line le priorità del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile

Il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) riguardante la Città metropolitana di Bologna ha come ambito territoriale di riferimento le relazioni tra questa e i Comuni limitrofi, analizzando, con particolare attenzione, gli spostamenti da e verso il Capoluogo e quelli che interessano il territorio Imolese.

La redazione di tale documento – contestualmente al quale saranno stilati anche il  Piano Generale del Traffico Urbano bolognese, il Piano Urbano della Logistica Sostenibile e il Biciplan, che ne sono parte integrante – è divenuta oggetto di un importante e complesso processo partecipativo, avviato, il 21 novembre scorso, con l’istituzione del Forum per la mobilità e proseguito, nel mese successivo, con la creazione dei Tavoli di confronto, a cui – come si legge nel comunicato stampa del Comune di Bologna –  sono intervenuti, insieme alla Regione Emilia-Romagna, i presidenti delle Unioni di Comuni e dei Quartieri bolognesi, Arpae e numerosissimi portatori d’interesse, tra cui – per citarne solo alcuni – sindacati, Enti del territorio, mondo associazionistico,  gestori di reti e servizi di trasporto. La prossima riunione degli stakeholder e di tutti i soggetti a vario titolo chiamati in causa nel percorso partecipato, è prevista il 30 gennaio p.v., per terminare la fase consultiva riguardante le finalità del Piano.

Proprio durante il primo incontro con gli stakeholder si è proceduto alla formulazione (nel rispetto delle “Linee guide per i PUMS del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”) dei macro-obiettivi che il PUMS di Bologna deve conseguire. Elenchiamo qui di seguito, sinteticamente, i più rilevanti: assicurare un alto livello di accessibilità e migliorare l’inclusione sociale e le condizioni di spostamento per gli utenti a ridotta mobilità; perfezionare i sistemi di sicurezza stradale così da scongiurare  infortuni e incidenti; decongestionare il traffico attraverso il potenziamento del trasporto pubblico locale e l’incremento del materiale rotabile; attivare più efficaci e rapide modalità di movimentazione delle persone e delle merci verso i poli attrattori della città; abbattere i costi degli spostamenti con veicoli privati. E ancora: perseguire la massima integrazione possibile tra sviluppo del sistema della mobilità e progettazione urbanistica; rendere più efficiente la logistica distributiva; diminuire il consumo dei carburanti fossili, delle emissioni dei gas serra e delle sostanze che possono causare danni all’ecosistema, onde ottenere una maggiore salubrità dell’aria e del clima; evitare – o ridurre – l’inquinamento acustico. Infine: aumentare l’occupazione, promuovendo le attività turistiche e i servizi di marketing territoriale; creare più aree pubbliche per la circolazione a piedi e in bicicletta; sviluppare azioni di smart mobility, perché la Bologna del futuro prossimo sia una città tecnologicamente all’avanguardia, competitiva, vivibile, innovativa, internazionale.

Tra i risultati a medio e lungo termine che il PUMS di Bologna si propone di raggiungere ricordiamo anche gli impegni europei, come ad esempio la riduzione dei morti della strada del 50% entro il 2020 rispetto al 2010. Inoltre, la Regione Emilia Romagna è tenuta a garantire una buona qualità dell’aria, in ottemperanza a quanto approvato nel PAIR 2020.

Ci siamo soffermati a parlare così diffusamente dei traguardi del PUMS proprio perché il coinvolgimento della cittadinanza nel percorso partecipato comincia dall’analisi di questi ultimi: fino alla fine del gennaio 2018, infatti, tutti gli abitanti, ma anche coloro che, pur non risiedendovi, vivono e lavorano nella Città metropolitana di Bologna e nei suoi dintorni, potranno dare il proprio contributo all’individuazione delle priorità che il PUMS dovrà affrontare, rispondendo ad un articolato e dettagliato sondaggio on line.

Terminata questa fase d’inchiesta, seguiranno, poi, ulteriori sviluppi del processo partecipativo. Stakeholder e cittadini verranno coinvolti sia nella definizione delle scelte operative, sia nella verifica dell’attuazione del Piano stesso.

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Pubblicato il 11/01/2018 — ultima modifica 11/01/2018
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