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Approvato il Piano Strategico metropolitano di Bologna

Sostenibilità, inclusività e attrattività le tre parole chiave per lo sviluppo territoriale

È stato approvato l’11 luglio scorso, dal Consiglio metropolitano di Bologna, il Piano strategico metropolitano-PSM 2.0.

Si è così concluso un lungo iter partecipato iniziato nel 2016 con un percorso di ascolto del territorio (“La voce delle Unioni”), proseguito con l’approvazione delle linee di indirizzo, la redazione del documento preliminare e una consultazione che ha coinvolto ben 42 organizzazioni tra istituzioni, partecipate ed attori economici e sociali, tra cui Unioni, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Università.

Il piano Strategico Metropolitano oltre ad essere il primo “atto di indirizzo” per le Città Metropolitane, si presenta soprattutto come metodo di elaborazione – collaborativo e trasversale – delle realtà territoriali, da utilizzarsi per tutte le tematiche atte a dare sviluppo ed identità all’area ed alla comunità metropolitana.

Senza limitare o bloccare le progettualità già in essere, il PSM vuole essere una cornice unitaria in cui istituzioni e operatori condividono strategie di lungo periodo e obiettivi e linee di intervento di medio termine, attorno a tre parole chiave: sostenibilità, inclusività, attrattività.

Il documento nella prima parte delinea visione, principi e assetto istituzionale, sostenendo in particolare la spinta verso le Unioni di Comuni, come cardine della governance territoriale.

Nella seconda parte del documento vengono articolate le proposte del PSM 2.0 in sette politiche settoriali:

  1. Bologna metropolitana: sostenibile, responsabile e attrattiva
  2. Rigenerazione urbana e ambientale
  3. Mobilità
  4. Manifattura, nuova industria e formazione
  5. Cultura, conoscenza, creatività e sport
  6. Istruzione ed educazione
  7. Salute, welfare, benessere

Sotto il profilo della partecipazione, oltre a ricordare le modalità del processo attuato per la redazione del documento, vanno sottolineati gli espressi richiami:

per le iniziative di sviluppo urbano dove “si devono incentivare forme di cooperazione e collaborazione fra pubblico, privato e privato sociale, al fine di sostenere processi decisionali e attuativi aperti, democratici e partecipati, rafforzando le esperienze già in essere nel nostro territorio”;

per le azioni raccomandate nel capitolo relativo a istruzione ed educazione “la realizzazione di servizi e interventi per stimolare l’accesso dei giovani alla partecipazione e alla cittadinanza attiva, di sviluppo di sensibilità a politiche di sostenibilità, di informazione e comunicazione”.

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Pubblicato il 24/07/2018 — ultima modifica 24/07/2018
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