martedì 25.09.2018
caricamento meteo
Sections

Educazione: bene comune

A Faenza si tiene il secondo “Festival della Comunità Educante”
Educazione: bene comune

Faenza, edizione 2017 del Festival

L’idea che si possa insegnare tutto a tutti in qualsiasi età, a condizione di trovare il linguaggio e il metodo più appropriati per farlo, è nota e ormai largamente acquisita e praticata da tutti coloro che, quotidianamente, in senso professionale, si dedicano all’educazione di bambini e ragazzi.  Anche il fatto che, nelle prassi formative, si ricorra a strumenti quali il gioco, la drammatizzazione e i laboratori esperienziali, che conducono gli allievi a quello che Jerome Bruner – tra gli altri psicologi cognitivisti – ha definito “apprendimento per scoperta”, non costituisce affatto un elemento di novità: tutto questo, infatti, fa parte – per usare ancora una felice espressione di Bruner – della contemporanea “cultura dell’educazione”. Ma proviamo a immaginare che, anche soltanto per una settimana, ciò che concerne il rapporto dialettico insegnante-discente lasci il consueto, ripetitivo ed esclusivo ambiente scolastico, andando a rimbalzare per le strade della città, trasformando, così, il momento educativo in un evento civile e culturale capace di coinvolgere e responsabilizzare la comunità nella sua interezza e portando ciascun cittadino a prendersi cura delle giovani generazioni e del loro futuro. Se questo accadesse, quel che comunemente si chiama processo educativo ci apparirebbe in una luce, e in una prospettiva, davvero insolita, inedita, innovativa.

La cooperativa sociale “Kaleidos – servizi educativi, creativi, ludici e formativi” (nata nel 1998 dalla passione di un gruppo di amici pedagogisti e formatori), agisce proprio in questa audace direzione, promuovendo un concetto di educazione intesa come patrimonio di tutti e, pertanto, solidale condivisa, partecipata. Il Festival (così come tutto il lavoro della Cooperativa) trova le proprie radici ideali nell’applicazione dei principi di tutela dell’ambiente, equità, giustizia sociale, libertà, pace, inclusione e accoglienza dell’altro e rispetto delle diversità (i limiti e anche la disabilità devono essere considerati un’opportunità creativa e relazionale).

Nell’ideare il “Festival della Comunità Educante”, la cui seconda edizione sta avendo luogo in questi giorni (dall’8 al 15 aprile) a Faenza e nei comuni limitrofi, si è inteso, per l’appunto, portare in piazza, negli spazi pubblici, ma anche nelle case, un’ampia e articolata serie di iniziative a cui sono invitati sia i genitori, sia gli studenti delle scuole di primo e secondo grado, sia i loro stessi docenti. Si tratta di installazioni ludiche, workshop, spettacoli e improvvisazioni teatrali, conferenze, occasioni di incontro tra educatori e famiglie, cineforum, concerti, per affrontare i temi fondamentali della istruzione e della formazione della persona umana nella sua totalità: tenendo cioè conto, in egual misura, tanto della dimensione cognitiva e corporea, quanto di quella affettiva, e spirituale dell’individuo.

Occorre evidenziare che questo Festival (realizzato con il patrocinio e il sostegno di un gran numero di Enti e Associazioni, tra i quali ricordiamo l' Amministrazione di Faenza, i Comuni dell’Unione della Romagna Faentina, la Rete di Educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna e il Progetto Europeo Erasmus+) è stato progettato attraverso un percorso partecipativo: la cooperativa “Kaleidos” ha organizzato una serie di tavoli a cui hanno potuto prendere parte tutte le realtà educative interessate presenti sul territorio: non solo gli istituti scolastici, quindi, ma anche le associazioni, le società sportive, le parrocchie, i centri di aggregazione giovanile e i poli universitari. Tutti i partecipanti hanno individuato e concordato collegialmente sia i contenuti sia i linguaggi e lo stile comunicativo di questa edizione del “Festival della Comunità educante”.  Anche i referenti per le scuole, i componenti del comitato scientifico e della segreteria operativa sono emersi dal percorso partecipativo.   

Il programma del Festival, ricchissimo di eventi e proposte, esplicita già nel titolo scelto: “Relazione è responsabilità” il filo conduttore della manifestazione, inaugurata con il convegno: “Scuola ecologica: dalla mobilità sostenibile ai rifiuti zero”. Nel corso della settimana previsti laboratori che, attraverso giochi ed esercizi sensoriali, si propongono l’obiettivo di portare i ragazzi a una maggior consapevolezza dell’espressività non verbale e del proprio corpo come “strumento di relazione”; inoltre, vi saranno momenti didattici in cui si utilizzeranno materiali audiovisivi e tecniche ludiche al fine di educare a riconoscere e nominare le emozioni; verranno  proposti anche percorsi di conoscenza di sé attraverso le arti e spunti di riflessione e di confronto sulle tematiche di genere.  E ancora: saranno organizzate cacce al tesoro per conoscere gli articoli principali della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza; e, per i più grandi, giochi di simulazione per imparare la cooperazione nei processi decisionali tipici delle attività di gruppo, sia in ambito scolastico, sia lavorativo.

Approfondimenti:

Azioni sul documento
Pubblicato il 13/04/2018 — ultima modifica 13/04/2018
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it