domenica 20.05.2018
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Un teatro partecipato

Il Teatro dell’Unione riapre con la collaborazione dei giovani studenti viterbesi
Un teatro partecipato

Teatro dell'Unione Viterbo (foto pubblicata per gentile concessione dell'ATCL)

Il Teatro dell’Unione di Viterbo, luogo di spettacolo costruito nel 1844, e per molti anni inattivo, ha riaperto i battenti nel dicembre 2017, quando l’Associazione Teatrale dei  Comuni del Lazio (ATCL), riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e dalla Regione Lazio, lo ha inserito nel proprio circuito, cominciando a curarne la programmazione e l’organizzazione.

Un teatro non è soltanto un edificio preposto al mero intrattenimento, bensì, uno spazio  polifunzionale e multidisciplinare di incontro, confronto, aggregazione, crescita e condivisione e trasmissione di saperi, che possiede una sua precisa funzione e un valore irrinunciabile all’interno del tessuto civile, sociale e urbano di un Paese.

Quanto detto ora può trovare un’importante conferma nella innovativa sperimentazione che si sta svolgendo, in questi mesi, proprio al Teatro dell’Unione di Viterbo. Qui, infatti, amministrazione e Assessorato alla Cultura hanno avviato un percorso partecipativo che ha portato alla sottoscrizione di un protocollo di intesa con i dirigenti e gli allievi di alcuni Istituti Superiori della città, per creare, attorno al teatro medesimo, una complessa rete di interessi, di intenti e impegni, che, da un lato, continui a portar linfa vitale al Teatro, coinvolgendo fattivamente i giovani, e dall’altro, offra a questi ultimi affascinanti quanto insolite opportunità formative, nel quadro della modalità didattica (ormai molto diffusa e trasversale a tutti i canali del sistema scolastico)  definita “alternanza scuola-lavoro”. La successiva entrata in gioco dell’ATCL, mediante il suo investimento, ha consentito un rinforzo e un ampliamento di questa già meritoria iniziativa.  

Cinque sono gli istituti viterbesi partecipanti al progetto: Liceo artistico Orioli; Liceo Classico e Linguistico Buratti; Istituto Tecnico Tecnologico Leonardo da Vinci; Liceo Musicale Santa Rosa; ma l’idea di creare una Rete che mettesse in connessione Scuole e Teatro si deve soprattutto all’Istituto Economico e Turistico Paolo Savi, che tuttora la coordina, e che, nel formulare questa audace proposta, si è ispirato ai principi fondamentali del MIBACT 2017-2022:  sviluppare politiche di marketing nuove ed efficaci e realizzare una governance efficiente e partecipata delle attività culturali e delle politiche turistiche.

Ciascun istituto di istruzione fornisce a questo tentativo di creare una realtà teatrale partecipata, un contributo conforme alla sua peculiare vocazione, finalità e missione didattica. Abbiamo così, per esempio, gli studenti del Classico e del Linguistico che partecipano a laboratori e allestiscono spettacoli; quelli dell’Artistico che si adoperano come assistenti scenografi; i giovani iscritti al Liceo musicale, invece, hanno l’opportunità di far prove all’interno del Teatro nei giorni liberi della Stagione e di esibirsi in veri e propri concerti su quello stesso palcoscenico; infine, gli allievi dell’ Istituto Tecnico si prodigano nella costruzione e nella gestione di un Portale Internet (“Teatro Unione Giovani”), presente su entrambi i siti web del Teatro dell’Unione, oltreché di due pagine sui social network ad essi correlate. Tutto questo, naturalmente, sotto la guida dei professori.

I contenuti online sono curati dagli stessi giovani, che realizzano recensioni, critiche agli spettacoli (pubblicate anche su riviste specializzate), video-interviste agli attori e foto di backstage, reperibili sulle piattaforme telematiche  a cui si è fatto cenno.

Ma c’è di più, perché, oltre ad affiancare il personale di sala e i tecnici del teatro, a partire dalla prossima primavera, i ragazzi saranno formati e guidati nella redazione di una  newsletter e coinvolti nel progetto “Dentro le quinte. – Incontri con le professioni del teatro”: un ciclo di lezioni durante le quali alcuni esperti e professionisti del settore (critici, storici teatrali, drammaturghi, registi, musicisti, fotografi di scena, costumisti, scenografi, grafici, datori luci, attrezzisti, produttori, organizzatori…) illustreranno loro i primi rudimenti delle varie forme di nobile artigianato che rendono possibile l’arte scenica. 

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Pubblicato il 13/03/2018 — ultima modifica 12/03/2018
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