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Tecnico di garanzia della partecipazione

La partecipazione secondo la legge regionale 3/2010

La l.r. 3/2010 sulla partecipazione promuove una maggiore inclusione dei cittadini e delle loro organizzazioni nei processi decisionali di competenza delle istituzioni elettive, nella convinzione che l’incentivazione della democrazia partecipativa rappresenti anche una opportunità per migliorare l’efficienza e il buon andamento della pubblica amministrazione.

Viene delineato un modello partecipativo che possiamo definire co-deliberativo perché fondato sul concorso degli enti locali e sulla valorizzazione degli istituti della negoziazione e del confronto, al servizio dei quali viene istituita la figura del Tecnico di garanzia  che si caratterizza per l’imparzialità e la capacità di mediazione. Sempre nella logica del servizio alle istanze di partecipazione la legge dà spazio al Nucleo tecnico di integrazione con le autonomie locali, allo scopo di integrare al meglio le scelte programmatiche della Regione e degli Enti Locali. 

La legge regionale prevede poi un contributo economico ai processi partecipativi in possesso di requisiti che vengono fissati annualmente dalla Giunta,  con un bando redatto sulla base degli indirizzi approvati dalla Assemblea legislativa nella sessione annuale sulla partecipazione, che è il momento di maggior coinvolgimento delle amministrazioni regionali e locali nelle politiche di sviluppo dei processi partecipativi. 

Una particolare attenzione è dedicata al percorso di partecipazione, dalla fase di progettazione a quella attuativa. Infatti sia l’attività del Tecnico di garanzia che quella del Nucleo tecnico di integrazione è volta a facilitare la costruzione del progetto fornendo materiali informativi, consulenza metodologica, supporto nella comunicazione e specialmente svolgendo attività di mediazione finalizzate alla promozione  del confronto democratico.

Il Tecnico di garanzia ha inoltre la funzione essenziale di certificare la qualità dei progetti ai fini della concessione dei contributi regionali e di valutare sia in itinere che al termine il loro svolgimento.

Raccogliendo sollecitazioni che sono state avanzate fin dalla fase di proposta del progetto di legge sulla partecipazione, la legge ha anche posto l’accento sui criteri di inclusività,  rappresentatività e responsabilizzazione, a garanzia della corretta rappresentazione di tutti gli interessi in campo e dell’impegno comune a tenere in debita considerazione l’esito del processo partecipativo. 

In questo dossier per rendere maggiormente accessibile il testo della legge 3/2010 e per poter cogliere meglio le caratteristiche dei processi partecipativi oggetto della legge stessa si propone una lettura sistematizzata dei contenuti.

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Pubblicato il 23/03/2012 — ultima modifica 07/08/2015
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