Beni comuni: dalla teoria alla pratica

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Da villa confiscata a bene comune: con i Patti è possibile

A Bologna l'associazione Libera ed il Comune hanno firmato un Patto di collaborazione per la gestione di Villa Celestina, un bene confiscato alla criminalità organizzata e ora restituito alle comunità di Sara Resina

Una villa confiscata, circondata da un’ampia zona verde, in uno dei quartieri del centro città: grazie a un Patto di collaborazione tra l’Area Quartieri del Comune di Bologna e Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie coordinamento Bologna, il bene viene riutilizzato in modo temporaneo, nell’attesa che vengano realizzati i lavori per l’assegnazione definitiva.

E’ questa la storia, in breve, di Villa Celestina, patrimonio dell’imprenditore Giovanni Costa, condannato per riciclaggio aggravato di denaro proveniente anche da alcune famiglie legate a Cosa Nostra e come tale, bene confiscato dallo Stato, in forza alla normativa antimafia vigente.

Sara Resina però, in un approfondito articolo pubblicato da Labsus, non solo ci racconta cosa è successo a Villa Celestina dall’anno del sequestro (2008) a oggi, ma le vicissitudini dell’immobile diventano un modo per affrontare il tema dei beni confiscati alla mafia e di come la loro eventuale rigenerazione e riutilizzo a favore della comunità siano un’ulteriore declinazione dei principi dei Beni Comuni.

L’esempio di Villa Celestina, in particolare, permette inoltre un focus su come un bene, nel caso un edificio non utilizzabile ma dotato di uno splendido giardino, possa comunque essere reso immediatamente fruibile nella parte agibile, senza attenderne la completa ristrutturazione, dando una risposta concreta alla fondamentale necessità che i beni confiscati vengano al più presto resi fruibili a tutta la collettività.

Da questo principio e ripartita la nuova vita del giardino della Villa, con un’attenta opera di ripristino ed allargamento dell’area verde da parte del Coordinamento di Libera Bologna attraverso un primo patto collaborativo, a cui sono seguiti concerti, eventi, addirittura un campo estivo all’interno delle proposte “E!state Liberi” promosse dall’Associazione in tutta Italia, dedicato al racconto di Villa Celestina e, nel 2021, anche sede del Festival dei beni confiscati.

Per conoscere il percorso fatto dalla collaborazione iniziale alla strutturazione del Patto Collaborativo e apprendere il futuro di questo bene, l’invito è a leggere l’articolo integrale.

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