Comunità di pratiche partecipative

La rete della partecipazione dell’Emilia-Romagna

Beni comuni, il 14 novembre primo seminario a Bologna

“Dalla teoria alla pratica dei patti di collaborazione in tutta Italia” con il prof. Gregorio Arena

“I beni comuni sono beni che non sono né dello Stato né del singolo cittadino ma di cui tutti godiamo: il territorio, la scuola, la cultura, la memoria collettiva. Prendendosi cura dei beni comuni, stiamo facendo il bene comune e quindi l’interesse generale”. A dirlo è Gregorio Arena, professore di Diritto Amministrativo dell’Università di Trento, che il 14 novembre sarà protagonista a Bologna del primo dei tre seminari a cura di Labsus. Un appuntamento dal titolo Dalla teoria alla pratica dei patti di collaborazione in tutta Italia che si terrà presso la Terza Torre della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera 8), sala Poggioli.  

Il seminario sarà strutturato in una mattinata con lezione frontale, dalle ore 10 alle ore 13 a cui seguirà un pomeriggio laboratoriale, dalle ore 14 alle ore 17, dove i/le partecipanti potranno applicare gli strumenti teorici appresi alla propria realtà territoriale e confrontarsi su criticità comuni, strategie, soluzioni e nuove alleanze possibili. 

Dalla teoria alla pratica dei patti di collaborazione in tutta Italia” sarà un approfondimento a trecentosessanta gradi sul concetto di beni comuni per innovare il rapporto fra cittadini e istituzioni attraverso l’autorevole intervento del professor Arena. L’obiettivo è capire come utilizzare i principi dell’amministrazione condivisa per innovare il rapporto tra cittadini e istituzioni, sbloccando e favorendo quelle procedure di contrattazione che possano aiutarci nella ricerca di uno sviluppo locale al contempo sostenibile e inclusivo. Il laboratorio, a cura di Daniela Ciaffi (vicepresidente di Labsus e professoressa di Sociologia Urbana al Politecnico di Torino) e Caterina Bonora (project e community manager, esperta di comunicazione), vede la simulazione di un caso di amministrazione condivisa dei beni comuni in cui i/le partecipanti assumono ruoli inediti e scardinano le routine grazie al metodo del teatro dell’oppresso.   
Per iscriversi a questa giornata seminariale occorre REGISTRARSI QUI. 

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