Comunità di pratiche partecipative

La comunità di pratiche partecipative della Regione Emilia-Romagna è nata da un percorso di co-Paolo Martinez di Futour conduce i partecipanti verso la seconda parte dell'incontro dedicata al lavoro di gruppo secondo la tecnica partecipativa dell'OST.progettazione, durato circa un anno, che ha coinvolto inizialmente un gruppo ristretto di funzionari, con esperienza in percorsi partecipativi. L’obiettivo di tale comunità è duplice: da un lato concentrarsi sulla facilitazione e sui metodi partecipativi per la soluzione creativa dei problemi (creative problem solving) e la gestione di progetti partecipativi; dall’altro lato, si tratta di attivare un processo permanente di innovazione e miglioramento continuo basato sull’ascolto, il coinvolgimento e la valorizzazione delle competenze interne ed esterne rispetto all’organizzazione. Tutto ciò è possibile attraverso attività esperienziali basate sull’imparare facendo (learning by doing) e su come trasferire la conoscenza. Un tema cruciale per il futuro e l’innovazione nelle politiche pubbliche e nei servizi. 

Ma cos’è una comunità di pratiche? Si tratta di un gruppo di persone che condividono un interesse o una passione per qualcosa che fanno e imparano come farlo meglio grazie a una regolare attività di interazione reciproca. L’iter di co-progettazione della comunità di pratiche partecipative della Regione Emilia-Romagna ha previsto un percorso con tecniche che vanno dal team building dei funzionari alla condivisione di esperienze, passando per il coaching reciproco e la pratica sul campo. L’obiettivo è stato non solo quello di formare ma anche di rendere autonome nel tempo tutte le persone desiderose di continuare a cimentarsi nei percorsi partecipativi. La logica utilizzata nella costruzione del gruppo di lavoro è stata quella della spirale convergente: un processo iterativo e incrementale in cui dapprima si capiscono e conoscono le strutture, poi si identificano gli attori chiave e vengono sviluppati e migliorati i metodi coinvolgendo tali attori; i metodi vengono poi provati e migliorati e viene promossa la rete di attori fino ad aggregare i metodi e strutturare la rete di attori. 

La fase conclusiva di lavoro dell'OST (Open Space Technology)Fra le azioni concrete già realizzate dal gruppo di lavoro vi è la conduzione di una indagine interna, attraverso un questionario, sulle attività di partecipazione in Regione. Da quest’analisi sono emersi i collaboratori regionali che si occupano a vario titolo di processi partecipativi. È proprio da questi ultimi che si è partiti per allargare la comunità di pratiche regionali, che conta ad oggi una cinquantina di adesioni, in occasione della presentazione ufficiale del progetto durante l’incontro “Pianeta Partecipazione” che si è svolto il 26 novembre 2018, del quale è possibile consultare un report qui (pdf, 5.5 MB)

Un primo passo che ha l’obiettivo di mettere in relazione fra loro colleghi della Regione e, in prospettiva, estendere la rete delle comunità di pratiche partecipative a tutto il territorio emiliano-romagnolo.


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pubblicato il 2018/11/30 15:35:00 GMT+1 ultima modifica 2018-12-07T12:45:43+01:00

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