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Domande e risposte

Le domande più frequenti sul Piano degli investimenti e sulle modalità per accedervi

Cos’è il Piano di investimenti per l’Europa?

Il Piano di investimenti per l’Europa è un Piano lanciato in modo congiunto da Unione europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti.

E’ volto ad aumentare gli investimenti europei per promuovere la crescita e creare posti di lavoro mediante un uso più intelligente delle risorse finanziarie sia esistenti sia nuove; prevede la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento.

Perché è stato introdotto il Piano di investimenti per l’Europa?

Lo scopo principale del Piano di investimenti per l’Europa è quello di stimolare gli investimenti fino a riportare la quota ai valori antecedenti al 2005; gli investimenti sulle PMI infatti, dopo il 2008 hanno trainato la ripresa dei paesi “periferici”. *

*i Paesi Periferici secondo la quota relativa agli Investimenti Fissi Lordi dell'anno 2008: Cipro, Grecia, Spagna, Irlanda, Italia, Slovenia, Portogallo.

Fonte: Eurostat, OECD.

Su quali pilastri si fonda il Piano?

  1. Istituisce un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Il FEIS è stato istituito per un periodo iniziale di tre anni con l’obiettivo di mobilitare almeno 315 miliardi di EUR di investimenti con il massimo contributo del settore privato.
  2. Garantisce che il finanziamento degli investimenti arrivi all’economia reale: sono stati istituiti per questo il portale dei progetti di investimento europei e un polo europeo di consulenza sugli investimenti
  3. Migliora il contesto degli investimenti ovviando ai possibili ostacoli e semplificando la regolamentazione.

In che modo si concretizza il finanziamento?

Attraverso prestiti erogati:
- in modo diretto dalla  Banca Europea per gli Investimenti (BEI) – il braccio operativo dell’UE nel Piano (nel caso di grandi aziende nel caso ad esempio di progetti infrastrutturali);
- in modo indiretto attraverso accordo tra BEI e un intermediario finanziario a livello nazionale che a sua volta eroga il prestito alle PMI che presentano un progetto avanzando così richiesta di finanziamento.

Quale ruolo hanno le banche nazionali di promozione?

In cooperazione con la BEI, le banche nazionali di promozione hanno un ruolo chiave nell’attuazione del piano di investimenti, compreso il FEIS, dato che la gamma dei loro prodotti, la loro conoscenza delle realtà locali e la loro copertura geografica sono complementari.
Il coinvolgimento delle banche nazionali di promozione resta cruciale per il lavoro a livello locale del polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) rafforzato.
Fino a dicembre 2016, 18 banche nazionali di promozione, nonché l’Unione internazionale delle ferrovie, si sono dette disposte a sviluppare reti partner del PECI per lo scambio delle migliori pratiche e per migliorare i contatti a livello locale con i promotori dei progetti.

Chi sono i destinatari finali?

a) Piccole e Medie Imprese (PMI), o microimprese e piccole e medie imprese secondo l’art.2 della raccomandazione 2003/361/CE che definisce le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese

b)      Piccole imprese a media capitalizzazione – ovvero quelle che contano un max di 499 dipendenti e che non sono PMI

c)       Imprese a media capitalizzazione che contano un max di 3000 dipendenti e che non sono PMI o piccole imprese a media capitalizzazione

Nell’elenco, secondo la Commissione europea, sono incluse le start-up e gli spin-off accademici.

Quali sono i settori di finanziamento?

-settore energetico

-settore delle infrastrutture di trasporto e di attrezzature e tecnologie innovative per i trasporti

-settore delle TIC compresi progetti per il completamento del mercato interno nei settori delle telecomunicazioni e dell’infrastruttura digitale

-settore dell’ambiente e dell’efficienza delle risorse, compreso il settore delle risorse naturali

-settore dello sviluppo urbano e rurale

-settore del turismo

-ambito sociale

Come avviene l’erogazione del prestito?

-tramite accordo bilaterale tra BEI e grande impresa

-tramite l’istituto di credito/banca che ha sottoscritto l’accordo bilaterale con la BEI nell’ambito del FEIS

Quali caratteristiche dovranno avere questi progetti?

  1. Dovranno essere economicamente sostenibili in base ad un’analisi costi/benefici secondo le norme UE
  2. Devono essere coerenti con le politiche dell'UE (crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, creazione di posti di lavoro di qualità, coesione economica, sociale e territoriale)
  3. Devono assicurare addizionalità (ovvero devono essere progetti che fanno fronte a fallimenti del mercato o a situazioni di investimento subottimali e che la BEI, il FEI o gli altri strumenti finanziari esistenti dell'UE non avrebbero potuto sostenere senza il sostegno del FEIS)
  4. Devono massimizzare la mobilitazione di capitale del settore privato
  5. Devono essere tecnicamente sostenibili.

Altre caratteristiche dei progetti presentati saranno definite dagli istituti di credito stessi che erogheranno il prestito.

Quale il futuro del FEIS?

Con la proposta legislativa presentata il 16 dicembre 2016 - attualmente all'esame del Parlamento Europeo - la Commissione propone una proroga che copre il periodo del vigente quadro finanziario pluriennale e che consentirebbe di offrire in totale 500 miliardi di EUR di investimenti entro il 2020. Per aumentare ulteriormente la forza del FEIS e riuscire a raddoppiare l'obiettivo di investimento, la Commissione invita gli Stati membri a contribuire anch'essi in via prioritaria.
La Commissione mirerà a semplificare la combinazione del FEIS con altre fonti di finanziamento dell’UE.
La proposta pone in maggiore rilievo lo sfruttamento delle competenze locali per agevolare il sostegno del FEIS in tutta l’Unione. Il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) fornirà servizi di assistenza tecnica più mirati al livello locale in tutta l’UE e la Commissione incoraggerà la BEI ad aumentare la presenza locale negli Stati membri.

FEIS e fondi strutturali: possibile complementarietà?

Il 16 maggio 2017 il Parlamento europeo si è espresso con una risoluzione non vincolante sulla possibilità di integrazione tra fondi FEIS e fondi Strutturali e di Investimento europei. La scelta di integrare gli strumenti finanziari non può essere obbligata ma deve essere effettuata liberamente da ogni Stato membro in base ai bisogni delle proprie comunità locali e regionali.
Il Parlamento ha chiesto anche alla Commissione di semplificare il contesto normativo che regola i contributi pubblici agli investimenti e con una seconda risoluzione sottolinea anche la necessità di maggiore trasparenza e coordinamento nelle attività di assistenza tecnica alle autorità nazionali.
La risoluzione dovrà ora essere vagliata dal parlamento in seduta plenaria a giugno. I negoziati con il Consiglio sull'estensione della durata del fondo partiranno invece a fine maggio

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Pubblicato il 29/05/2017 — ultima modifica 15/06/2017
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