Maestri come Alberto Manzi

Raccolta e condivisione di informazioni, testimonianze ed elementi di riflessione sull’esperienza educativa dei docenti durante il periodo di quarantena.

Centro Alberto Manzi

Come è nato e quali funzioni svolge?

Il maestro Alberto Manzi, diventato celebre con il programma televisivo "Non è mai troppo tardi", raccolse nell’arco della sua vita una grande quantità di libri scolastici, di narrativa, saggi pedagogici, appunti, disegni, fotografie e programmi per la radio e la tv dedicati a tematiche educative.

Il materiale da lui archiviato già sommariamente riordinato dalla moglie, Sonia Boni Manzi, è stato da lei donato, dopo la morte del maestro avvenuta nel 1997, al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con l’intenzione che venisse disposto come materiale di studio per proseguire sulla linea della ricerca educativa e didattica. Il Dipartimento, nell'ambito delle sue competenze era un punto di riferimento scientificamente riconosciuto nel campo della pedagogia e della didattica dei media e collaborava con la Rai per la realizzazione di programmi televisivi per bambini, come ad esempio "L'Albero Azzurro".

L’Assemblea legislativa, allora si chiamava Consiglio regionale, svolgeva da anni iniziative didattico-educative in collaborazione col mondo della scuola alla ricerca di un’informazione di qualità per i ragazzi ed aveva attivato una biblioteca/videoteca.

Nel 2000 si giudicò opportuno istituire un rapporto di collaborazione fra il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, la Rai, la Giunta ed il Consiglio della Regione Emilia-Romagna, per istituire un punto di documentazione, con un forte grado di specializzazione.

Quella convenzione del 2000 definì che tale punto di documentazione venisse ospitato dalla Biblioteca del Consiglio regionale e che si arricchisse sempre più di materiali vecchi e nuovi, italiani e stranieri, dedicati alla televisione, alla cinematografia per ragazzi e alla storia dell’educazione con le più significative produzioni editoriali e multimediali didattiche per l’infanzia.

Nel 2007, a dieci anni dalla scomparsa del maestro Manzi fu definito un nuovo protocollo d’intesa, con il quale si definì che tutto il materiale documentale e archivistico appartenuto o realizzato dallo stesso Maestro fosse raccolto in un unico luogo denominato “Centro Alberto Manzi” e che, nel tempo, l’archivio sarebbe stato arricchito con la raccolta delle nuove pubblicazioni di materiali editoriali o audiovisivi della sua vasta produzione e di studi sulla sua opera o a questa ispirati.

Il Centro aveva ed ha ancor più oggi l’obiettivo di promuovere iniziative culturali e di formazione, rivolte in particolare a insegnanti, educatori, operatori culturali, o di carattere divulgativo, e soprattutto di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, iniziative su tematiche che riguardano la comunicazione educativa e la media-education.

Dal 2016 l’attività del Centro Alberto Manzi è entrata a far parte delle attività di competenza della Direzione generale dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Il Centro si trova presso la sede dell'Assemblea legislativa a Bologna in viale Aldo Moro, 50.

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