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Tecnico di garanzia della partecipazione

FAQ Bando 2013

1. Può esserci coincidenza tra soggetto richiedente ed ente titolare della decisione?

Si, può esserci coincidenza tra soggetto richiedente ed ente titolare della decisione, ad esempio quando il progetto viene presentato dal Comune che è anche il titolare della decisione.

2. Un soggetto può presentare più di un progetto?

Si, il bando non prevede limiti alla presentazione dei progetti.

3. Quali sono i soggetti aderenti e in che modo si aderisce ad un progetto?

I soggetti aderenti sono tutti quelli, pubblici e privati, che, al momento della presentazione del progetto, hanno già aderito, in modo formale cioè con una lettera di adesione, o una manifestazione di interesse al progetto. I soggetti possono essere enti locali, diversi dall’ente responsabile della decisione, altri enti pubblici, associazioni di categoria, associazioni di volontariato associazioni di promozione sociale, etc.

4. Le comunicazioni di adesione devono essere allegate?

No, le comunicazioni di adesione NON devono essere allegate, potrebbero essere richieste dal Tecnico di garanzia in sede di controllo.

5. Se il soggetto proponente è un’Unione di Comuni, i Comuni dell'Unione stessa devono essere indicati tra i soggetti aderenti?

No, perché i Comuni sono parte dell'Unione.

6. Prima della presentazione della domanda l'amministrazione che atti dovrà adottare?

L'amministrazione responsabile della decisione amministrativa cui fa riferimento il progetto deve assumere formalmente l'impegno a sospendere qualsiasi atto amministrativo che anticipi i pregiudichi l'esito del processo - vedi punto 6 lettera i) del Bando e punto I dello schema per la presentazione del progetto.

7. I progetti presentati dagli enti locali devono essere approvati con un atto formale (deliberazione)?

No, il progetto non deve necessariamente essere approvato con un atto formale (deliberazione) dell’amministrazione, ma è sufficiente che sia trasmesso sottoscritto dal Sindaco. Rimane nella discrezionalità del Sindaco, qualora voglia attivare maggiori livelli di condivisione interna alla sua amministrazione, fare approvare preventivamente la proposta dalla Giunta, o dal Consiglio.

8. C'è un livello di partecipazione finanziaria minima a carico del soggetto proponente?

No, l'intero costo può essere richiesto come contributo (massimo 20.000 euro), oppure parte dei costi di progetto può essere cofinanziato dal proponente o da altri soggetti aderenti al progetto. In questo caso il bando prevede una premialità pari a 0,5 punti per ogni 15% di cofinanziamento, fino a un massimo di 2,5 punti.

9. Chi è il responsabile del progetto?

Deve essere indicato nello schema, alla lettera C), come responsabile del progetto la persona fisica responsabile e che farà da referente del progetto per conto del soggetto richiedente.

Nel caso in cui si tratti di ente pubblico, il referente può essere un funzionario pubblico dipendente oppure un collaboratore o un professionista esterno all'ente; nel caso in cui il richiedente sia un soggetto privato, il referente del progetto sarà semplicemente la persona incaricata dal soggetto privato richiedente.

10. Può essere presentato un progetto che si riferisce a una politica non prioritaria?

Si, possono essere presentati progetti che si riferiscono a qualsiasi ambito, ma solo quelli che si riferiscono alle due politiche definite prioritarie per l'anno 2013 riceveranno il punteggio premiante.

11. Cosa si intende per contesto del processo partecipativo?

Si intende il quadro generale entro cui si svolgerà il processo partecipativo, occorre descrivere l'ambito territoriale (ad esempio una frazione, un quartiere, più comuni), la popolazione interessata ed eventualmente alcuni elementi economici e sociali.

12. Quali curricula devono essere allegati?

Devono essere allegati: 

  • il curriculum del responsabile e referente del progetto
  • i curricula dei componenti dello staff di progetto

13. E' necessario incaricare una società di consulenza?

No, non è necessario. Se tuttavia viene coinvolta una società di consulenza o se vengono incaricati singoli professionisti esterni è necessario allegare il loro curriculum.

14. Entro quale data deve iniziare il progetto?

Il progetto deve essere avviato formalmente entro il 31 dicembre 2013.

15. Può variare la durata del progetto?

La durata del progetto non può variare, di norma, rispetto a quanto indicato nel progetto ammesso a contributo, salvo nel caso in cui sia richiesta formalmente al Tecnico di garanzia una proroga espressa e ampiamente motivata, che a discrezione del Tecnico potrà essere accolta per un periodo comunque non superiore ai 60 giorni (art.11, comma 3 della l.r. 3/2010).

16. Che cosa è la certificazione di qualità?

E’ una delle funzioni del Tecnico di garanzia in materia di partecipazione (v. art 8, primo comma, lett. b) della l.r. 3/2010). Il Tecnico di garanzia esamina le proposte di progetto e ne certifica la qualità al fine della concessione dei contributi regionali.

17. Quali sono gli elementi di qualità tecnica che un progetto deve avere per ottenere la certificazione?
Sono individuati dall’art 13 della LR 3/2010:

a) la sollecitazione delle realtà sociali, organizzate o meno, del territorio in questione, a qualunque titolo potenzialmente interessate dal procedimento in discussione, con particolare attenzione alle differenze di genere, di abilità, di età, di lingua e di cultura;

b) la possibilità di inclusione di eventuali nuovi soggetti sociali, organizzati in associazioni o comitati, sorti conseguentemente all'attivazione del processo;

c) la presenza di un tavolo di negoziazione con i principali soggetti organizzati che si sono dichiarati interessati al processo;

d) la definizione di metodi per la mediazione delle eventuali divergenze e di verifica di eventuali accordi tra i soggetti partecipanti, anche attraverso l'implementazione di strumenti di democrazia diretta, nel rispetto degli statuti degli enti interessati, o partecipativa o deliberativa;

e) l’accessibilità della documentazione dei progetti e dei relativi processi via web, o dal sito del tecnico di garanzia.

18. Che cosa è e come si organizza un Tavolo di Negoziazione?

Nella sezione Documentazione si può trovare un approfondimento sul Tavolo di Negoziazione ed anche un esempio di organizzazione.

19. Che cosa significa rendere accessibile via web la documentazione del processo?

I cittadini interessati al processo devono poter accedere liberamente a tutta la documentazione, dal progetto presentato, alle convocazioni degli incontri, ai report delle assemblee dei cittadini  o dei gruppi di lavoro, ai verbali del tavolo di negoziazione e del comitato di pilotaggio, all’eventuale documentazione fotografica, sino al Documento di proposta partecipata, ed anche alle relazioni inviate al Tecnico di garanzia. L’accesso via web deve essere garantito o attraverso pagine dedicate appositamente alla comunicazione del processo, oppure tramite una sezione del sito istituzionale dell’ente titolare, ma anche dal sito del Tecnico di garanzia.

20. E’ obbligatorio prevedere un Comitato di Pilotaggio?

No, l’art. 14 della l.r. 3/2010 prevede che la costituzione del CdP sia obbligatoria solo per i processi con finanziamento regionale superiore a 20.000 euro.

21. I punteggi di istanze e petizione sono cumulabili?

No, non sono cumulabili. Nel caso in cui il progetto sia corredato sia da istanze che da petizioni, sarà assegnato il punteggio relativo alla petizione, in quanto più favorevole per il soggetto richiedente.

22. Che cos’è un accordo formale?

Per accordo formale si intende un accordo stipulato tra il soggetto richiedente, l’ente responsabile e i principali attori organizzati del territorio.

23. Quali sono i contenuti dell’accordo formale?

Con l’accordo formale i soggetti sottoscrittori individuano insieme i ruoli, le attività, le linee di intervento connesse allo svolgimento del processo.

24. I soggetti aderenti possono sottoscrivere l’accordo formale?

Si, anche i soggetti aderenti già elencati al punto B) dello schema possono stipulare l’accordo formale.

25. Cosa si intende per partner di progetto?

I partner di progetto sono i soggetti organizzati che svolgono attività organizzative o forniscono risorse e servizi finalizzati al percorso partecipativo a titolo non oneroso.

26. I partner di progetto possono sottoscrivere l’accordo formale?

Si, come per i soggetti aderenti, anche i partner di progetto possono stipulare l’accordo formale.

27. Chi sottoscrive l'accordo formale? 

L'accordo formale DEVE essere sottoscritto dai legali rappresentanti dei soggetti firmatari.

28. Con quale forma deve essere approvato l'accordo formale?

Nelle forme ritenute più opportune dal proponente; ad esempio lo schema di accordo può essere approvato con la stessa deliberazione con cui l'ente responsabile della decisione sospende ogni atto amministrativo relativo al procedimento oggetto del percorso partecipativo, oppure, se si intende approvare il progetto con Deliberazione di Giunta, è possibile, con lo stesso atto, approvare anche lo schema di accordo formale, oppure è anche possibile fare una dichiarazione di intenti tra i sottoscrittori.

29. Sono ammissibili le spese a favore dei partner di progetto?

No, ai sensi del punto 7.3 del Bando non sono ammissibili spese a favore di soggetti che hanno sottoscritto adesioni o manifestazioni di interesse, che sono partner di progetto o che hanno sottoscritto l'accordo formale.

30. E' possibile rimodulare il piano finanziario?

Si, è possibile variare i costi attinenti alle quattro macrovoci (Oneri per la progettazione, Oneri per la formazione del personale interno riferita alle pratiche e ai metodi partecipativi, Oneri per la fornitura di beni e servizi finalizzati allo svolgimento dei processi partecipativi, Oneri per la comunicazione del progetto) entro la misura massima del 20,00%. 

Non sono ammesse in alcun caso modifiche in diminuzione del costo totale del progetto ammesso a contributo, se invece aumentano i costi del progetto, questi sono a totale carico dell'ente proponente e quindi non sono rilevanti ai fini della rendicontazione.

E’ possibile variare gli importi delle singole voci di dettaglio facenti parte della macrovoce pur senza modificare il totale della singola macrovoce.

Le modifiche al piano finanziario devono essere comunicate formalmente con adeguata motivazione e inviate alla Regione.

Se le variazioni proposte non saranno conformi alle indicazioni fornite, potranno essere respinte dal Responsabile del procedimento.

31. Cosa si intende per spese in conto capitale?

Spesa in conto capitale è tutto ciò che rientra nel patrimonio dell'ente, cioè ciò che viene inventariato.

32. A chi deve essere inviata la comunicazione di variazione del piano finanziario?

Deve essere inviata al Servizio Innovazione e Semplificazione amministrativa all'indirizzo Pec servizioinnov@postacert.regione.emilia-romagna.it

33. Cos'è la relazione intermedia?

La relazione intermedia è una relazione descrittiva delle attività svolte nell'ambito del processo partecipativo. Deve riguardare un arco temporale pari ai due terzi della durata complessiva prevista per l'intero progetto.

34. Che cosa deve essere allegato alla relazione intermedia?

Devono essere allegate le copie degli atti di eventuale conferimento di incarichi esterni e le copie degli atti di impegno delle spese (adottati fino a quel momento) così come indicate dal budget presentato.

35. A chi deve essere inviata la relazione intermedia?

Deve essere inviata al Tecnico di garanzia all'indirizzo tecnicodigaranzia@regione.emilia-romagna.it

36. Che cos'è il DocPP?

Il Documento di Proposta Partecipata o DocPP è il prodotto del processo partecipativo (art.10 l.r . 3/2010), è il documento di cui le autorità decisionali, cioè l'ente responsabile, si impegnano a tener conto nelle loro deliberazioni.

37. A chi deve essere trasmesso il DocPP?

Deve essere trasmesso prima al Tecnico di garanzia per la validazione (art. 16 comma 1 l.r.3/2010) e, a seguito della validazione, all' ente responsabile della decisione.

38. Che cos'è la relazione finale?

La relazione finale è l'adempimento riguardante la corretta gestione del progetto per quanto concerne il bando. Senza la relazione finale la Regione non può procedere alla liquidazione del saldo del contributo.

39. Come deve essere redatta la relazione finale?

La redazione finale deve comprendere sia una relazione descrittiva del processo sia un riepilogo dei costi del progetto. Per facilitare la redazione sono stati predisposti uno Schema per la redazione della relazione finale e una Guida alla compilazione.

40. Che cosa deve essere allegato alla relazione finale?

Devono essere allegati:

  • il Documento di Proposta Partecipata - DocPP
  • le copie degli atti di liquidazione delle spese sostenute.

41. Quando deve essere inviata la relazione finale?

Deve essere inviata entro 30 giorni dalla conclusione del processo partecipativo.

42. Quale atto viene considerato come conclusione del processo partecipativo?

Viene considerato quale conclusione del processo la trasmissione del DocPP all’ente responsabile della decisione.

43. A chi deve essere inviata la relazione finale?

Deve essere inviata al Servizio Innovazione e Semplificazione amministrativa all'indirizzo Pec servizioinnov@postacert.regione.emilia-romagna.it specificando in oggetto "L.r.3/2010 Relazione finale 2013 " e per conoscenza al Tecnico di garanzia all'indirizzo tecnicodigaranzia@regione.emilia-romagna.it

44. La trasmissione della relazione finale è l'ultimo adempimento amministrativo a carico del soggetto destinatario del contributo?

No, entro 60 giorni dalla data del mandato di pagamento del saldo del contributo effettuato dalla Regione, il soggetto beneficiario deve inviare una dichiarazione dettagliata contenente gli estremi dei mandati di pagamento delle spese effettivamente sostenute per la realizzazione del progetto. 

45. Il contributo concesso in base alla l.r. 3/2010 può coprire anche gli oneri di realizzazione delle opere oggetto del percorso partecipativo? 

No, il finanziamento della l.r. 3/2010 copre esclusivamente i costi del processo partecipativo, cioè le spese di progettazione del percorso partecipativo, le eventuali spese per la formazione rivolta al personale interno e riferita esclusivamente alle pratiche e ai metodi della partecipazione, le spese per l’organizzazione del percorso partecipativo e le spese di comunicazione.

 

 

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Pubblicato il 18/09/2013 — ultima modifica 13/08/2014
 
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