I numeri del Bando Partecipazione 2018

Facciamo il punto su quanti progetti e da chi sono stati presentati

Mentre è in corso l’attività di valutazione dei progetti pervenuti, concernenti il Bando di Partecipazione 2018, vale la pena fare un primo quadro dei soggetti che hanno presentato una proposta progettuale e relativa domanda di finanziamento.

Sono stati presentati 28 progetti, di cui 3 relativi a capoluoghi di Provincia.

Si tratta dei Comuni di Parma, Piacenza e Ravenna.

È interessante verificare, attraverso il dettaglio dei progetti suddivisi su ambito provinciale, il capillare coinvolgimento di pressoché tutto il territorio regionale.

Particolarmente significativa la partecipazione nella provincia di Ravenna che, con 7 progetti presentati è il territorio con il maggior numero di proposte progettuali.

Area Provinciale Numero progetti presentati
Bologna
5
Forlì-Cesena
1
Modena
2
Parma
3
Piacenza
3
Ravenna
7
Reggio Emilia
4
Rimini
3

 

La maggior parte dei proponenti sono Comuni ma, quest’anno, sono stati presentati ben 5 progetti da soggetti privati e uno da un altro ente pubblico.

Altro dato interessante è rilevare che i processi partecipativi coinvolgono indifferentemente piccoli e grandi Comuni, indicando che, il coinvolgimento dei cittadini nei processi legati a decisioni e sviluppo del territorio, è un elemento culturale ormai divenuto patrimonio di tutti.

Tre dei progetti inviati coinvolgono comuni con meno di 5.000 abitanti (Berceto, Monghidoro e Vigolzone) e uno, è stato inviato da Unione di Comuni (Valnure e Valchero), la cui somma degli abitanti, pur ricomprendendo ben 5 amministrazioni, non arriva a 30.000 cittadini.

Il Bando si riferiva a diversi ambiti di intervento ma la tematica più ricorrente, ha riguardato i "modelli collaborativi per lo sviluppo sostenibile e per la progettazione e riqualificazione di spazi urbani pubblici o privati ad uso pubblico, anche improntati alla cooperazione e co-gestione dei beni comuni urbani".

Tutti i progetti proposti, oltre a rispondere ai requisiti di ammissibilità, dovranno ottenere il certificato di qualità, rilasciato dal Tecnico di Garanzia, sulla base di oggettivi elementi che ne attestano la qualità tecnica.

Ai fini della formazione di una graduatoria, ai punteggi previsti per la certificazione qualitativa, si sommeranno poi delle premiabilità, per alcuni argomenti – possibili oggetto del processo – che la Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto come ulteriori elementi valoriali. Oltre a processi afferenti politiche di welfare, sanità, pari opportunità, sviluppo agenda digitale, e sostenibilità ambientale, quest’anno si è inserito un particolare riconoscimento per eventuali progetti legati al recupero dei beni confiscati alla mafia.

Il relativo provvedimento verrà approvato dalla Regione con atto dirigenziale da adottarsi

entro 30 giorni dalla data di scadenza del bando, e pubblicato sul Burert e sul sito web regionale: http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/bando2018

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