“La città ideale”: immaginare la città che vorrei, proponendo soluzioni

“La città ideale” è un workshop teorico-pratico con l’obiettivo di far emergere la mappa del tesoro di ogni comunità - competenze, progettualità e saperi - individuandone le risorse materiali e immateriali già presenti nel territorio di riferimento.

  1. Primo step: i partecipanti progettano e disegnano la loro città ideale dal punto di vista urbanistico, individuandone anche l’offerta dei servizi alla cittadinanza;
  2. Secondo step: si invitano i partecipanti ad un brainstorming mirato sull’individuazione dei punti di forza della città – RISORSE/ASSET, e dei punti di debolezza – CRITICITÀ.
    Tra le possibili risorse/asset possono essere individuati per esempio punti di forza legati alla vicinanza delle scuole con luoghi culturali e sportivi, alla presenza di aree verdi, all’identità multiculturale della città, etc. Tra i possibili punti di debolezza invece possono emergere criticità rispetto alla carenza di servizi dedicati ad utenti “deboli”, alla scarsa manutenzione degli spazi verdi, etc.
  3. Terzo step: si chiede ai partecipanti di scegliere una criticità su cui lavorare per proporre soluzioni concrete e realizzabili, sfruttando competenze, progettualità e saperi della comunità della città ideale. In alternativa, dopo aver individuato la criticità, si può passare alla realizzazione del laboratorio seguente - “Equilibrio tra bisogni e realtà”.

“Equilibrio tra bisogni e realtà”: la sostenibilità economica dei Patti

Questo laboratorio intende riflettere sulla costruzione di un patto di collaborazione che risponda ai bisogni della collettività e che sia, al tempo stesso, sostenibile economicamente e nel tempo.

  1. Primo step: i partecipanti realizzano un breve brainstorming per individuare un bene comune, materiale o immateriale, che possa essere oggetto del Patto di collaborazione;
  2. Secondo step: a partire dal bene comune individuato, il gruppo prova a delineare l’interesse generale da tutelare e i relativi obiettivi, i risultati da raggiungere e le azioni necessarie al loro conseguimento. La definizione dell’interesse generale guida gli obiettivi specifici del patto;
  3. Terzo step: il gruppo ora è chiamato a identificare gli attori/soggetti che potrebbero portare avanti le azioni necessarie delineate nello step precedente.
  4. Quarto step: a partire da tutti gli elementi individuati negli step precedenti, i partecipanti sono chiamati a individuare modalità fattibili di sostenibilità economica del Patto, cercando di prendere in considerazione tutti i possibili portatori d’interesse della comunità: dai singoli cittadini, al mondo delle imprese, etc.

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