Planning for real
13 gennaio 2026
Planning for Real è una tecnica di progettazione partecipata alternativa alla discussione pubblica che consente a ogni partecipante di esprimere le proprie idee e le proprie opinioni liberamente, facilmente e in modo anonimo. Il punto di partenza è sempre una rappresentazione dell’area d’intervento attraverso un modello tridimensionale (un plastico), il cui scopo è quello di aiutare gli abitanti a identificare ogni elemento del proprio quartiere e a individuare su di esso gli interventi che ritengono necessari. È importante che le dimensioni e le caratteristiche del plastico stimolino ogni partecipante a mettere mano, consentendo loro di riconoscere e di confrontarsi con i luoghi rappresentati. Il plastico può anche essere realizzato in collaborazione con la comunità locale, favorendo in questo modo il suo coinvolgimento.
Ogni persona è chiamata a posizionare sul plastico apposite carte opzione, ciascuna delle quali indica un intervento migliorativo (per esempio una pista ciclabile, un parco giochi, degli alberi, una siepe, un negozio, un parcheggio). È importante che la fattibilità e la praticabilità di tutte le “carte opzione” siano verificate, dal punto di vista tecnico e politico, attraverso una fase di indagine preliminare. I cittadini e le cittadine sono accompagnati nel loro percorso da un apposito gruppo di facilitatori, che in maniera neutrale interagisce con loro, allo scopo e nella misura sufficiente a registrare le loro opinioni e le motivazioni alla base delle loro scelte. Esiste anche la possibilità di segnalare alcuni suggerimenti per iscritto. È importante prevedere strumenti informativi (pannelli a muro, copie di documentazioni, ecc.), affinché ogni partecipante abbia una visione il più possibile completa delle principali questioni relative alla futura trasformazione urbana: budget disponibile, esempi di soluzioni sperimentate altrove, vincoli e standard urbanistici, ecc. Al termine della giornata, lo staff tecnico esamina le carte che sono state giocate dai soggetti partecipanti nei diversi punti del plastico allo scopo di stabilire come sono distribuite le preferenze e di rilevare anche l’eventuale presenza di opzioni conflittuali.
Fonte: Luigi Bobbio, “A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini nei processi decisionali inclusivi”
