Comunità di pratiche partecipative

La rete della partecipazione dell’Emilia-Romagna

RiPartecipiamo

Dopo la Regione Puglia anche il Comune di Bologna collabora alla diffusione del Progetto e noi rilanciamo.

Nello scorso giugno, verso il termine della prima ondata del Covid 19, la Regione Emilia-Romagna ha ritenuto utile predisporre uno specifico progetto per verificare gli effetti della pandemia sui processi partecipativi.

Attraverso un apposito questionario, si sono raccolte best practices, esperienze metodologiche e confronti sugli strumenti digitali utilizzati messi in campo da enti/associazioni regionali, sia per portare a conclusione processi già in atto che per percorsi eventualmente nati, proprio per contrastare gli effetti sanitari e sociali causati dal virus.

I primi dati pervenuti sono stato oggetto di una indagine, con risultati che ci hanno convinto a strutturare il progetto in una apposita sezione del nostro portale, all’interno della Piazza “Comunità di pratiche partecipative” e mettendo a disposizione di ogni amministrazione pubblica, ente o associazione le esperienze maturate, le strategie messe in campo, le piattaforme più utilizzate.

All’inizio dell’autunno, anche alla luce degli allarmanti dati sanitari, abbiamo ritenuto opportuno proseguire il progetto, allargando la consultazione su scala nazionale, richiamandoci ai principi di “amministrazioni collaborative”.

La prima Regione che ha risposto al nostro invito è stata la Puglia, che ha immediatamente diffuso il questionario tra enti/associazioni impegnate sul tema partecipazione, e che ci ha permesso di raccogliere interessanti progetti, già presenti nella sezione esperienze, appena aggiornata.

Ora anche il Comune di Bologna aderisce al progetto, provvedendo a sua volta, alla diffusione del questionario tra i propri enti e le associazioni già promotrici/gestori di percorsi partecipativi, con le cui schede, speriamo presto aggiornare la sezione documentale.

Intanto facciamo presente che lo stesso Comune, durante la prima fase della pandemia, aveva attivato – in collaborazione con la Fondazione di Innovazione Urbana - un Progetto “R-Innovare la città- Osservatorio sull’emergenza coronavirus”, finalizzato a:

  • Raccogliere documentazione: archivio digitaledialoghi pubblici e tavole rotonde per il dibattito pubblico;
  • Predisporre un’indagine: analisi multidisciplinari e multisettoriali sull’impatto della pandemia in città, con survey, focus group, interviste, data analysis e strumenti di ricerca partecipata;  
  • Aprire Cantieri: percorsi e tavoli di lavoro per l’attivazione rapida di soluzioni e azioni per rispondere all’emergenza, volti anche, sul più lungo periodo, a favorire la prototipazione e l’ideazione di interventi su scala locale e metropolitana. 

Da una prima indagine condotta dalla stessa amministrazione comunale, la maggior parte dei processi partecipativi in atto sono comunque proseguiti anche se con modalità alternative (e in sicurezza), nell'intento di non lasciare sole le comunità e i cittadini con cui stavano dialogando, creando reti relazionali, percorsi formativi e azioni di supporto.

Anche chi si è trovato costretto a sospendere temporaneamente le attività, ha continuato l'opera di ascolto ed indagine di nuovi bisogni, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità, spesso acuite dalle nuove condizioni di isolamento forzato.

Per fronteggiare l’emergenza è stata organizzato un Coordinamento centrale che ha alternato momenti plenari tra promotori/gestori di percorsi per lo scambio di informazioni e problematiche comuni, a momenti di incontri ad hoc sui singoli progetti, per portare avanti le rimodulazioni progettuali e supportare il processo di ricollocazione delle azioni, sia da un punto di vista metodologico che fisico/operativo, nel ripensamento degli spazi. 

Tra gli strumenti utilizzati dell’ente, sottolineiamo che per l’analisi dei nuovi bisogni, oltre a costanti scambi tra servizi e istituzioni sia a livello centrale che territoriale, si sono utilizzati dei questionari.

Per il mantenimento del rapporto con i cittadini e lo svolgimento delle azioni previste dal progetto, si sono utilizzati mezzi e metodologie miste: dalle telefonate, all’utilizzo di chat, dagli Incontri online, singoli o in gruppo, per fornire supporto, counselling, ascolto e orientamento, all’utilizzo delle piattaforme digitali per l’erogazione di contenuti condivisi, (laboratori, lezioni, formazione, …).

Merita una nota a parte il progetto di alfabetizzazione informatica rivolto soprattutto alla popolazione anziana, con la finalità di accompagnamento all’utilizzo dei social e alle nuove piattaforme di incontro online, che ha previsto una ricognizione de fabbisogno di supporti informatici e la messa in rete delle varie opportunità, in raccordo con Regione Emilia-Romagna e Scuola.

Particolarmente significativo il fatto che la pandemia, ha creato molta integrazione tra i progetti e nuove opportunità e servizi in risposta a nuovi bisogni, come evidenziato dal riassunto di cosa è stato fatto attraverso la news pubblicata dalla Fondazione di Innovazione Urbana e il portale Scuole di Quartiere

Ci auspichiamo che altri enti/associazioni si uniscano nella collaborazione di questo progetto, incrementando le schede esperienziali a disposizione di tutti gli amministratori, tecnici e progettisti pubblici o privati, impegnati sul tema partecipazione.

Aderire è semplicissimo, basta rispondere al questionario online entro il 31 dicembre 2020.

 

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pubblicato il 2020/11/04 19:23:56 GMT+2 ultima modifica 2020-11-04T19:23:56+02:00
Hanno contribuito: Gamberini_La

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