Regione Lazio: approvata la prima Legge quadro sull’amministrazione condivisa

Vantaggi economici e fondi dedicati, per incentivare le forme di collaborazione tra “cittadini attivi” e amministrazioni, nella gestione di beni comuni.

E’ stata approvata il 12 giugno scorso, dal Consiglio della Regione Lazio, la proposta di legge n. 128 dell’8 marzo 2019, “Promozione dell’amministrazione condivisa dei beni comuni”.

La normativa, approvata a tempi di record, rappresenta il primo caso in Italia di legge di questo tipo poiché, finora ad ora, il tema era stato affrontato solo da alcune amministrazioni locali, tra cui ricordiamo, per prima Bologna.

Il provvedimento, in pubblicazione a giorni, è composto da tredici articoli che, oltre a definire il concetto di beni comuni ed esplicitare gli obiettivi che la Regione si propone, introduce la possibilità di attribuire vantaggi economici (agevolazioni dei canoni, minori oneri per l’uso di beni, coperture assicurative, esenzioni di tributi) e altre forme di sostegno a chi collaborerà con l’amministrazione per garantire la fruizione collettiva di beni comuni, condividendone la responsabilità della cura, rigenerazione e gestione.

Lo scopo è incentivare la partecipazione di privati/associazioni/cittadini, dando piena applicazione al principio di sussidiarietà, previsto dall’articolo 118 della Costituzione.

La legge, prevede, entro 120 giorni dall’approvazione, l’adozione di un regolamento per la stessa Regione, atto a normare la gestione dei propri beni comuni, e le linee guida per l’adozione dei regolamenti degli enti locali.

Prevista anche formazione specifica per i dipendenti pubblici e l’informatizzazione dei dati, attraverso un’apposita piattaforma, dove oltre all’elenco di tutti i regolamenti già adottati sul territorio, si potranno trovare esempi di buone prassi, dati dei beni comuni e dei patti collaborativi attivati.

Definiti quindi (articolo 11) gli stanziamenti per i contributi concessi annualmente ai cittadini attivi e agli enti locali prevedendo un fondo di parte corrente, e uno in conto capitale, di 30 mila e 70 mila euro per il 2019, mentre per gli anni seguenti gli importi sono di centomila euro l’anno per ogni fondo, sia per il 2020 che per il 2021.
Inserita infine, una clausola valutativa, secondo la quale il Consiglio regionale esercita il monitoraggio sulla presente legge e ne valuta gli effetti.

Un interessante esempio di regolamento condiviso da tre comuni, esiste già nel Lazio, si tratta del provvedimento adottato dal Comuni di Anguillara, Bracciano e Trevignano Romano.

 

Approfondimenti:

Comunicato Stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Articolo di Labsus, Laboratorio della sussidiarietà

Articolo di Stampa

 

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