Una nuova scuola sta nascendo?

Il Centro Alberto Manzi a servizio della scuola e delle famiglie

Con le scuole chiuse e la didattica da ripensare, non si può non parlare dell'esperienza di Alberto Manzi.

In questa situazione di emergenza emergono tante domande: Se le aule sono inagibili quale scuola possiamo fare? Cosa c’è intorno alla scuola e quale ruolo ha? Partendo da queste domande anche il Centro Manzi si mette a servizio proponendo alcune riflessioni e soprattutto tanti materiali per dare un sostegno a scuole e famiglie.

Cosa avrebbe fatto il Maestro Manzi? Come avrebbe creato la “tensione cognitiva” un desiderio tale di imparare, un impulso così forte da far sentire al bambino l’imparare come un’urgenza personale?

Manzi ci insegna che le tecnologie fanno il loro mestiere e tutto quello che c’è di buono in un contesto va usato. Ma se si chiede ai bambini ore su YouTube o in piattaforma c’è anche il problema del divario digitale: nessuna possibilità, in tanti casi, di accedere a internet per tempi lunghi o scaricando quantità di dati. Anche solo perché in famiglia due figli hanno scuola e mamma e papà devono lavorare, con quella sola e unica connessione. Ecco che allora l’esperienza di Alberto Manzi ci insegna a fidarci dell’autonomia dei nostri bambini.

Se si ritiene la scuola il luogo dove si costruiscono esperienze, quali esperienze possiamo ancora vivere quando la scuola è impraticabile? Siamo chiusi in casa. La casa diventa un formidabile luogo per apprendere.

Ecco allora: abbiamo sicuramente un uovo in frigorifero e nuvole da osservare, abbiamo certamente materiale di scarto per inventare mostre e musei. La scuola si fida dei bambini: misureranno un uovo, una nuvola o la luce, allestiranno un museo di carte stropicciate o di oggetti minuscoli…

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pubblicato il 2020/03/25 12:49:00 GMT+2 ultima modifica 2020-03-25T12:53:31+02:00

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