Padova, un nuovo progetto di comunità nel Rione Crocifisso

Esempi di buone prassi nei quartieri insieme al Comune e alle Consulte

Il nuovo progetto, promosso dal Comune di Padova insieme al Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo e la Consulta di quartiere prevede la concessione di una sala comunale - “Sala Pinelli” - al mondo del volontariato e dell’associazionismo per farla diventare uno “spazio comune” di incontro e di coesione sociale.

Caterina Benato, dell’associazione Enars, da sempre interessata alle politiche internazionali e comunitarie, con particolare attenzione alla promozione della Cittadinanza attiva attraverso processi partecipativi, fa presente che si tratta forse del primo caso a Padova in cui viene seguita questa logica, di concedere uno spazio alle organizzazioni, con un determinato progetto per realizzare attività di supporto alla collettività.

Grazie alla politica del decentramento voluta dall’attuale amministrazione, - continua la Benato -, il quartiere sta vivendo un momento florido per le organizzazioni territoriali in quanto sono state ascoltate dalla Consulta di quartiere e questo ha fatto sì che si siano sentite partecipi e coinvolte.

Un coinvolgimento che ha portato alla nascita di uno spazio comune in un contesto dove mancano alcuni servizi. “Il comune ha aiutato e supportato questo processo fino a dare uno spazio in gestione al Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo, che poi ha fatto una concessione alle organizzazioni del territorio di una sala comunale”.

“Una delle risorse principali del progetto sono i cittadini stessi in quanto non ci sono solo organizzazioni strutturate, ma anche abitanti del quartiere in quanto il processo partecipativo coinvolge anche i cittadini che fungono da traino nel portare avanti un processo di consapevolezza, di analisi e di raccolta delle informazioni sul territorio. Sono l’ingrediente fondamentale”.

Diverse le attività già disponibili a titolo gratuito: dal recupero di vecchi computer grazie ad un’organizzazione composta da giovani che hanno messo a disposizione le loro competenze tecniche per riconvertire computer non più utilizzabili in computer utili per la Dad e lo smartworking, al segretariato sociale indirizzato soprattutto agli anziani, dai laboratori di riciclo recupero e autoproduzione alla figura dello psicologo di quartiere di prossima creazione.

Fonte : Redattore Sociale

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pubblicato il 2021/06/09 17:48:17 GMT+2 ultima modifica 2021-06-09T17:48:17+02:00

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