Se cercate Villa Castello non esiste più. Ora c’è il Centro Don Milani

Da Bagheria, la storia di un bene confiscato che diventa un bene comune accogliente, partecipato e innovativo di Pasquale Bonasora

I care, mi sta a cuore, è il motto che don Lorenzo Milani aveva scritto su un cartello appeso nella Scuola di Barbiana. Spiegava ai suoi ragazzi che era l’esatto contrario del motto fascista “me ne frego”. I care, mi sta a cuore è anche il senso del Patto di collaborazione sottoscritto a Bagheria per la gestione condivisa di un bene confiscato alla mafia. Si tratta di Villa Castello, un tempo di proprietà del boss di Cosa Nostra Simone Castello che oggi è diventato il “Centro Aggregativo Polivalente Don Lorenzo Milani”.

Comincia così l’articolo di Pasquale Bonasore Presidente Labsus, che ci racconta il percorso fatto per realizzare questo progetto da ben ventisei organizzazioni, tra associazioni e enti di Terzo settore raccolte in una rete hanno co-progettato il Patto di collaborazione,  e restituito questo bene alla comunità.

Quello che ieri era il simbolo del potere mafioso sul territorio che è stato restituito a tutti, attraverso una scelta ben precisa dell’amministrazione, di non procedere all’assegnazione attraverso una gara, ma di realizzare un percorso partecipativo applicando i principi di Amministrazione Condivisa e cura dei Beni Comuni. Una strada che sempre più amministrazioni perseguono proprio rispetto ai beni confiscati alla malavita, per l’alto significato simbolico.

Il progetto realizzato, che è partito rimettendo al centro non solo la comunità ma soprattutto i giovani, ha dato risultati molto interessanti e offre oggi al tutto il territorio una vision di futuro migliore.

Nell’articolo di Bonora il dettaglio del percorso, le esperienze realizzate e quelle che si stanno sviluppando, oltre il testo del patto sottoscritto.

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