Introduzione
È risuonato forte oggi pomeriggio, nella cornice della Biblioteca SalaBorsa di Bologna, l'appello per una partecipazione più accessibile e politiche davvero condivise. Il seminario, intitolato appunto "Costruire partecipazione accessibile e politiche condivise: strumenti e pratiche", è stato uno dei primi appuntamenti chiave all'interno del Festival della Partecipazione 2025, ed ha registrato un notevole successo di pubblico e contenuti, confermando l'importanza di un dialogo costante tra istituzioni e cittadini.

L'evento, promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell'ambito del suo Piano triennale della Formazione per la Partecipazione 2025-2027 e del progetto europeo GEtCoheSive, ha messo al centro un obiettivo ambizioso: migliorare la qualità delle politiche pubbliche regionali attraverso partecipazione davvero accessibile e condivisa.

Ma come tradurre questo intento in azioni concrete? La risposta emersa dal dibattito è chiara: diffondere strumenti e pratiche capaci di coinvolgere attivamente le persone sottorappresentate e sotto tutelate. L'obiettivo è infatti superare le barriere che spesso ostacolano la loro voce nei processi di co-programmazione e co-progettazione di servizi essenziali. Un passo fondamentale, dunque, per una democrazia più robusta e politiche pubbliche che riflettano realmente le esigenze di tutta la comunità.
Saluti istituzionali e interventi internazionali

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Massimo Bugani, Capostaff del Presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Erika Capasso, Delegata Politiche del Terzo Settore del Comune di Bologna, Stefano Brugnara, Amministratore Unico ASP, e Lorenzo Eusepi, Co-Segretario Generale di ActionAid Italia. Tutti hanno sottolineato l'importanza cruciale della partecipazione per la vitalità democratica e lo sviluppo di politiche più eque.

La prima sessione ha visto un ricco confronto internazionale, moderato da Marco Polvani di ActionAid Italia. Sono intervenuti:
- Anne-Marie Kortas dal Senato di Berlino, con l'esperienza della capitale tedesca.
- Katja Utrosa dalla Gmajna cultural association, Slovenia.
- Christina Gugerell e Inna Kravchenko di Caritas Wien, che hanno condiviso pratiche di inclusione.
- Francesca Campomori dell'Università di Venezia Ca’ Foscari, che ha fornito un quadro accademico sulle dinamiche della partecipazione.

Focus sulle pratiche locali e la sessione laboratoriale
La sessione dedicata alle esperienze locali ha portato all'attenzione del pubblico voci e pratiche concrete provenienti dal territorio. Hanno partecipato:
- Michelle Rivera, Diversity manager per il Comune di Bologna, che ha illustrato le strategie locali di inclusione.
- Federica Malavolti, Sindaca di Riolo Terme, con un esempio di amministrazione attenta alla partecipazione.
- Rahma Hanen di Onde per la libertà, rete di donne con background migratorio, che ha offerto una prospettiva diretta sul coinvolgimento di comunità meno rappresentate.
- Sanaam Naderi, attrice, formatrice e traduttrice, che ha arricchito il dibattito con la sua esperienza.

Dopo un breve coffee break, il pomeriggio è proseguito con una sessione laboratoriale interattiva, durante la quale i partecipanti, divisi in gruppi, hanno avuto modo di applicare direttamente gli strumenti e le metodologie discusse, confrontandosi su casi studio e buone pratiche nazionali e internazionali.
L'approccio teorico-pratico ha permesso di esplorare come la governance inclusiva possa effettivamente promuovere il coinvolgimento degli interessi sottorappresentati e rafforzare la partecipazione civica.
Il seminario si è confermato un tassello fondamentale per rendere i processi partecipativi sempre più inclusivi e accessibili e realizzare politiche pubbliche maggiormente rispondenti ai bisogni di tutti i cittadini.
Approfondimenti
Ultimo aggiornamento: 16-10-2025, 15:27
