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Introduzione

Dalla mostra a Bologna “Prendere Parola” al documentario “Per tutte le volte”, fino al progetto social “Senza distinzione di sesso”, sono alcune delle iniziative organizzate dalla Regione Emilia-Romagna per sottolineare l’importanza della partecipazione delle donne nella vita politica e sociale del Paese, a partire dal diritto al voto.  Protagoniste le donne di quella stagione ma anche quelle che oggi, in un ideale passaggio di testimone, coltivano il loro lascito.

Prendere parola, la mostra

La mostra ‘Prendere Parola’ – Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955 – a cura del Centro documentazione donna di Modena- è allestita da martedì 26 maggio fino al 30 giugno 2026, in Piazza Renzo Imbeni, presso la Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro, Bologna). 

La mostra conta 11 totem open air dedicati a Nilde Iotti e a 10 protagoniste della storia dell'Emilia-Romagna che ci accompagnano in quel decennio 1945-1955 che va sotto il nome di Ricostruzione attraverso le loro parole: scritte in un articolo o pronunciate in un discorso di piazza, un’assemblea, un congresso di partito o associativo, in alcuni casi in una intervista rilasciata a posteriori.  Donne che "prendendo parola" nello spazio pubblico hanno compiuto un atto politico rivoluzionario: la rivendicazione del diritto di partecipare alla costruzione della democrazia.

Nella difficile selezione che ha puntato a rappresentare la pluralità e la complessità delle idee e delle pratiche politiche agite dalle donne in quegli anni e nei diversi luoghi - partiti, associazioni femminili e miste, sindacati, amministrazioni locali, comunità religiose, ecc. - le curatrici hanno messo in campo un percorso partecipativo realizzato con i Comuni capoluogo  e condiviso con il Comitato scientifico.

Senza distinzione di sesso, i reel social

«Erano un po’ emozionate quel giorno: sentivano tutta l’importanza del loro atto e la responsabilità che da esso derivava. Sentivano la gioia di essere finalmente libere, come italiane e come donne, e quella scheda, su cui mani incerte o sicure tracciavano una croce, era per loro un simbolo di democrazia, di libertà, di aspirazioni finalmente realizzate». 

Da questo pensiero, condiviso da Nilde Iotti sul numero della rivista "Vie nuove" uscito il 2 giugno 1947 a proposito del primo voto delle donne, tre testimoni eccellenti: Marisa Malagoli Togliatti per Nilde Iotti, Mia Martini per Gina Borellini e Katia Graziosi per Anna Zucchini, ci raccontano quella straordinaria stagione. Dal decreto del 10 marzo 1946 che permette alle donne con almeno 25 anni di età di poter eleggere ed essere elette alle prime elezioni amministrative del dopoguerra, allo storico voto del 2 giugno 1946 che porta ai banchi dell'Assemblea costituente le prime parlamentari: nove della DC, nove del PCI, due del PSIUP e una dell'Uomo qualunque.

Guarda i reel

Per tutte le volte, il documentario

Donne di ieri e di oggi, unite da un diritto. Ideato dalla giornalista dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione, Elisa Ravaglia, con la regia di Olga Torrico e la produzione esecutiva di D.E-R Documentaristi Emilia-Romagna“Per tutte le volte. 80 anni dal primo voto alle donne” è il documentario che coniuga passato e presente, fiction, interviste e materiali d’archivio. Un omaggio alle donne con le voci di chi è stata protagonista del 2 giugno 1946 – grazie a materiali di archivio di Fondazione Home Movies; le voci storiche del Centro documentazione donna di Modena e del Servizio di informazione e comunicazione dell’Assemblea legislativa della Regione con Istoreco Reggio Emilia

Approfondimenti

Ultimo aggiornamento: 28-05-2026, 12:57