Introduzione
Si apre una nuova fase di ascolto degli emiliano-romagnoli, seconda tappa del percorso di riordino territoriale promosso dalla Giunta regionale per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la loro collaborazione, migliorare organizzazione e prestazioni fornite, ridurre le differenze territoriali e costruire insieme scelte innovative.
Dopo i nove incontri territoriali, uno per provincia, per costruire la riforma insieme a Comuni, Province, Unioni di Comuni e Città metropolitana di Bologna, il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna passa ora attraverso una fase di partecipazione pubblica che permetta a chiunque lo voglia di inviare con osservazioni e suggerimenti, con l’obiettivo di arrivare a una proposta condivisa.
Una consultazione pubblica online presentata ieri in conferenza stampa dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dall’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi.
Presenti anche Giulia Sarti, delegata dal sindaco per la Città Metropolitana di Bologna, Filippo Giorgetti, vicepresidente vicario di Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Emilia-Romagna, Giorgio Zanni, presidente Upi (Unione Province italiane) Emilia-Romagna, Luana Plessi, direttrice Upi regionale, Gabriele Ronchetti, direttore di Uncem (Unione nazionale Comunità ed enti montani) Emilia-Romagna.
“Il riordino territoriale riguarda il modo in cui le istituzioni organizzano le proprie funzioni e collaborano tra loro- sottolineano il presidente de Pascale e l’assessore Baruffi-. Non è solo una questione tecnica: incide sulla qualità dei servizi e sulla capacità delle istituzioni dell’Emilia-Romagna di rispondere alle esigenze delle comunità, offrire opportunità, massimizzare le risorse. Negli ultimi anni sono emerse differenze significative tra territori: questo percorso nasce anche per affrontare insieme queste sfide e costruire un sistema più equilibrato”.
“Dopo il confronto tra istituzioni, amministratori locali e stakeholder avvenuto negli incontri in ogni provincia, tutti molto partecipati- continuano de Pascale e Baruffi- si apre ora la fase di ascolto delle persone che vivono le comunità, un momento che consente di portare esperienze, esigenze e punti di vista diversi, che diventano parte del processo di costruzione delle scelte. Seguire e contribuire al percorso significa partecipare fin da subito alla definizione delle soluzioni per arrivare a scelte più condivise e sostenibili”.
Ora il confronto si apre alla cittadinanza e alle organizzazioni, con l’obiettivo di raccogliere opinioni, esperienze e proposte su cosa funziona, cosa può migliorare e quali priorità sono più importanti per il futuro dei territori.
I contributi raccolti entro il 10 settembre 2026 aiuteranno a costruire la proposta regionale di riordino territoriale e saranno presentati nell’evento conclusivo del prossimo 25 settembre 2026.
ESPRIMI LA TUA OPINIONE, VAI ALLA CONSULTAZIONE ONLINE!
Ultimo aggiornamento: 27-07-2026, 16:55

