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Introduzione

L’avvio del corso “Politiche di partecipazione per l'innovazione democratica” è iniziato con il botto. Sala gremita e corsisti presenti oltre i target previsti, rispondendo con entusiasmo all’invito, che sottolineava come questo appuntamento fosse il primo percorso formativo dell’Anno 2026 dedicato ai territori e che la natura della giornata, grazie anche alla presenza di Emanuele Sapienza (Global Lead, Open and Inclusive Public Sphere, United Nations Development Programme, UNDP, avesse una sua valenza al di là del percorso formativo.

Oltre 120 partecipanti tra pubblica amministrazione, enti locali e terzo settore hanno preso parte, ad una intensa mattinata che ha alternato momenti di approfondimento e attività laboratoriali, offrendo uno spazio concreto di confronto su strumenti, pratiche e modelli di innovazione democratica.

Al centro, il ruolo della partecipazione nei processi decisionali pubblici, i percorsi deliberativi e le forme di governance collaborativa.

Dopo l’apertura di Manuela Mei, Direttore generale della Regione Emilia-Romagna, la presentazione di Michele D’Alena, Coordinatore dei processi partecipativi della Regione Emilia-Romagna sugli obiettivi della giornata, cioè 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 attraverso aggiornamento normativo, condivisione di buone pratiche e confronto creativo, costruendo relazioni e reti permanenti a livello regionale. A seguire Micaela Deriu, EQ comunicazione di cittadinanza della Regione Emilia-Romagna ha illustrato il programma dei lavori e le metodologie che si sarebbero utilizzate.

L'intervento di Emanuele Sapienza

Molto atteso l'intervento di Emanuele Sapienza, che ha portato una prospettiva internazionale sui temi della partecipazione e dell’inclusione, collocandoli all’interno del più ampio paradigma dello sviluppo umano.

Nel suo contributo, Sapienza ha richiamato la centralità della “sfera pubblica” come spazio di incontro, confronto e costruzione condivisa delle politiche, sottolineando come la qualità della democrazia dipenda dalla capacità di rendere questi spazi aperti, inclusivi e vitali. L’innovazione democratica viene intesa come insieme di processi e istituzioni capaci di rafforzare il ruolo dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, superando una visione delle istituzioni come “fortezza” separata dalla società, promuovendo invece modelli di governance collaborativa. In questo quadro, la partecipazione non è solo consultazione, ma leva per aumentare fiducia, legittimità e capacità di azione collettiva.

Sapienza ha inoltre evidenziato come, in un contesto globale segnato da crescente insoddisfazione verso il funzionamento della democrazia, sia necessario investire in pratiche partecipative che favoriscano inclusione, dialogo e coesione sociale, contribuendo anche a ridurre polarizzazione e conflitti. Centrale, in questa prospettiva, è il tema della fiducia: processi partecipativi ben progettati possono rafforzare la relazione tra cittadini e istituzioni, favorendo una maggiore comprensione reciproca e una condivisione più consapevole delle scelte pubbliche.

I lavori laboratoriali

E’ poi intervenuto Filippo Ozzola, Coordinatore delle politiche partecipative di Poleis SC che ha la spiegato come si sarebbero svolto i lavori di gruppo previsti nella seconda parte della mattina.

Sono stati previsti 3 gruppi e ogni partecipante ha avuto la possibilità di aggregarsi al tema che voleva approfondire o su cui aveva esperienze praticate nel proprio territorio.

In particolare, si sono invitati i presenti di mettersi alla prova con la progettazione di processi in tre ambiti differenti di intensità inclusiva:

  1. Animare le comunità: dalla festa di strada all’intervista (facilitazione a cura di Sara Branchini, Centro Antartide);
  2. Condividere i saperi, dalle mappe sociali ai patti di collaborazione (facilitazione a cura di Silvia Pulvirenti, Poleis SC);
  3. Decidere insieme: dai laboratori di coprogettazione ai percorsi deliberativi rappresentativi (facilitazione a cura di Filippo Ozzola Poleis SC).

I partecipanti hanno convenuto di proporre un quarto focus sul tema degli Antagonisti, prontamente organizzato. Oltre alle riflessioni dei partecipanti, il gruppo ha visto anche il contributo di Emanuele Sapienza che ha simpaticamente partecipato ai lavori.

Una giornata dagli esiti particolarmente ricchi di idee pratiche e concrete, con un coinvolgimento dei partecipanti che sono rimasti per concludere i propri lavori ben oltre all’orario previsto.

Prossimi appuntamenti formativi

Il corso prosegue ora con due appuntamenti online:

il 31 marzo Agnese Bertello (Ascolto Attivo) terrà un approfondimento sui modelli e gli strumenti dell’innovazione democratica;

il ⁠21 aprile, la conclusione del corso vedrà invece un focus sul quadro normativo e sulle pratiche partecipative, a cura di Benedetta Celati (Università di Bologna).

Un ciclo formativo che continua, con l’obiettivo di rafforzare competenze, connessioni e pratiche condivise per una partecipazione sempre più strutturata nelle politiche pubbliche.

Approfondimenti

Ultimo aggiornamento: 08-04-2026, 15:22