“La Green Economy in Emilia-Romagna”

Pubblicato il primo report che fornisce un quadro completo sull’economia verde regionale

Nel nostro Paese e su scala europea, il concetto di green economy è ormai diventato una realtà diffusa e consolidata, tanto a livello normativo, quanto su quello della pianificazione industriale; se è vero che sempre più imprese decidono di adottare strategie produttive improntate, appunto, al ‘green’ e che tali aziende risultano essere mediamente più competitive, performanti e resilienti rispetto a quelle ‘non green’.  

Focalizzando l’attenzione sul nostro territorio, occorre rilevare, innanzitutto, che da molti anni la Regione Emilia-Romagna promuove l’acquisizione di beni e servizi ecosostenibili – in linea con la vigente normativa italiana – e, inoltre, incentiva modelli di sviluppo e di produzione fondati sui principi della green economy.

Oltre a ciò, la politica regionale tende a valorizzare i comportamenti ambientalmente virtuosi di tutti gli attori in gioco: sia dei cittadini (per esempio, mediante progetti di educazione civica e attraverso campagne rivolte ad una sempre maggiore diffusione della buona prassi della raccolta differenziata), sia delle imprese. 

Ed è sulla responsabilità di queste ultime che pone l’accento il dossier riguardante il settore della green economy emiliano-romagnola. Questo documento, realizzato da "ERVET - Emilia-Romagna Valorizzazione Economica del Territorio", disponibile online dall’8 gennaio 2019, è il risultato delle attività condotte dall’Osservatorio GreenER durante l’anno appena trascorso. Al momento della pubblicazione dell’inchiesta, il database dell’Osservatorio GreenER conta 5.481 aziende, aventi la certificazione biologica, che possono essere considerate ‘green’: perché appartengono ad ambiti produttivi specificatamente ambientali; o in quanto hanno reso più sostenibili le proprie modalità produttive e i propri prodotti (contenendo consumi di risorse, materie prime, acqua ed energia, riducendo le emissioni, i rifiuti e l’impatto ambientale legato alla logistica); oppure ancora, perché forniscono tecnologie innovative che hanno ricadute minime sull’ambiente.

Il Rapporto “La Green Economy in Emilia-Romagna” contiene i risultati di un approfondito e articolato sondaggio, condotto nel giugno-luglio 2018, a cui ha partecipato un campione di 2.000 imprese attive in Emilia-Romagna. Senza entrare nel dettaglio, riportiamo un solo dato, particolarmente saliente, che emerge dall’indagine: il 63% delle aziende che hanno preso parte alla ricerca aderisce alla green economy. Una percentuale così importante indica che, anche nel mondo della produzione, sta aumentando la sensibilità verso i problemi ecologici e legati alla sostenibilità.

I risultati del questionario somministrato agli stakeholder saranno utilizzati per elaborare e orientare le politiche ambientali che verranno adottate dalla Regione nel prossimo futuro, con il doppio intento sia di sostenere ulteriormente la conversione ‘green’ delle aziende, sia di ridurre le criticità che queste incontrano nell’applicazione della green economy (tra le quali, sono evidenziate nel Rapporto: la necessità di semplificazioni amministrative e tributarie, una maggior chiarezza sui requisiti richiesti dalla attuale legislazione ambientale in vigore; nonché gli alti costi di adeguamento dei processi e dei prodotti e i cospicui investimenti nella ricerca che l’economia verde richiede).

Nel terzo ed ultimo capitolo, lo studio illustra i diversi “Modelli di Business collegati all’Economia Circolare”. Qui si sostiene che al fine di ‘traghettare’ un’azienda verso un modello economico circolare occorre che l’azienda stessa ripensi la propria organizzazione, con le conseguenti ricadute di tipo economico. Il rapporto espone i mutamenti che l’adozione di uno di questi modelli economici comporta nel business plan di un’impresa. E, da ultimo, specifica alcuni elementi che condizionano l’orientamento delle aziende in termini di scelte ‘green’, quali: il sistema economico, la fiscalità ambientale, il quadro normativo nazionale ed internazionale, l’andamento del mercato delle Materie Prime Seconde, l’aumento dei consumatori green, il ciclo di vita del prodotto e il possibile riciclo, riuso o la rigenerazione di esso.

Concludiamo ricordando che l’economia circolare è la policy sulla base della quale è stato realizzato il processo partecipativo “Chiudi il cerchio”, a cui “ioPartecipo+”, tra il 2016 e il 2017, ha dedicato una “Piazza”.

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