Introduzione
Si è concluso con il webinar del 21 aprile il corso “Politiche per l’innovazione democratica”, promosso nell’ambito del Piano triennale della formazione per la partecipazione 2025–2027 della Regione Emilia-Romagna.
Un percorso che, a partire dal primo incontro in presenza del 17 marzo a Bologna, ha accompagnato amministratori, operatori della pubblica amministrazione, enti locali e soggetti del terzo settore in un approfondimento articolato sui temi della partecipazione, della governance collaborativa e dell’innovazione democratica.
Dopo una giornata inaugurale caratterizzata da un’ampia partecipazione, da contributi di respiro internazionale e da attività laboratoriali dedicate alla progettazione di processi partecipativi, il corso ha proseguito il proprio cammino con i successivi appuntamenti online, consolidando uno spazio di confronto concreto tra approcci, strumenti e pratiche. In continuità con quanto emerso nel primo incontro online, il webinar conclusivo ha offerto una prospettiva particolarmente importante: quella del rapporto tra partecipazione e diritto, mostrando come l’innovazione democratica non sia solo un insieme di pratiche, ma anche un campo sempre più strutturato sul piano istituzionale e normativo.
Quadro normativo e pratiche partecipative
L’ultimo appuntamento, della durata di due ore, è stato curato da Benedetta Celati dell’Università di Bologna e ha approfondito il tema “Quadro normativo e pratiche partecipative”.
Al centro dell’intervento, il valore sempre più centrale della partecipazione nelle democrazie contemporanee: non solo come risposta alla distanza tra istituzioni e società, ma come dimensione che può essere disciplinata, promossa e resa esigibile attraverso il diritto. In questa prospettiva, l’innovazione democratica è stata letta come elemento che integra la rappresentanza, rafforzando trasparenza, inclusione, legittimità e qualità delle decisioni pubbliche.
Particolare attenzione è stata dedicata ai fondamenti giuridici della partecipazione, a partire dai riferimenti costituzionali, dalla legge sul procedimento amministrativo e dal principio di trasparenza come condizione essenziale per una partecipazione effettiva e informata. Il webinar ha inoltre messo in luce alcuni degli strumenti oggi più vicini ai processi di innovazione democratica, come la co-programmazione e la co-progettazione, il dibattito pubblico, i patti di collaborazione e le diverse forme di coinvolgimento civico che trovano sviluppo soprattutto nei contesti territoriali e nelle politiche regionali e locali.
Uno spazio specifico è stato dedicato anche al caso dell’Emilia-Romagna, richiamato come esempio di attenzione crescente alla partecipazione attiva nell’elaborazione delle politiche pubbliche, sia nella dimensione dei percorsi partecipativi sia in quella dei processi deliberativi rappresentativi. Il confronto ha così consentito di collegare il piano teorico e normativo alle sfide concrete che le amministrazioni affrontano oggi nel costruire processi più aperti, inclusivi e capaci di generare fiducia.
Intrecciare visioni e strumenti operativi
Si chiude così un percorso formativo che ha saputo intrecciare visioni, strumenti operativi e cornice istituzionale, restituendo ai partecipanti chiavi di lettura utili per comprendere e accompagnare le trasformazioni in atto nelle politiche pubbliche. Un’esperienza che ha rafforzato competenze, connessioni e consapevolezza attorno a un tema sempre più centrale: rendere la partecipazione non un elemento accessorio, ma una leva concreta per qualificare la democrazia e innovare l’azione pubblica.
Vista l’importanza del tema e l’interesse manifestato da molti utenti, purtroppo impossibilitati a seguire tutto il corso o non ammessi per le alte adesioni ricevute, abbiamo ritenuto opportuno predisporre una pagina dedicata al percorso dove gli interessati potranno trovare le registrazioni dei webinar tematici e tutti i materiali utilizzati/prodotti durante le lezioni.
Ultimo aggiornamento: 29-04-2026, 10:19

