In Emilia-Romagna, il percorso di riordino dei territori della Regione Emilia-Romagna, insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Unioni montane e Città metropolitana di Bologna, è iniziato con il coinvolgimento e l’ascolto di istituzioni, parti sociali e cittadinanza, per comprendere meglio esigenze, difficoltà, opportunità e priorità e costruire così istituzioni capaci di essere più vicine alle esigenze di persone e territori.

Questo percorso, “Luogo al cambiamento”, è poi proseguito con la restituzione a tutta la comunità emiliano-romagnola della voce di chi vive ogni giorno il rapporto con enti e servizi pubblici; a partire da novembre, inizia l’iter di approvazione del progetto di legge, con il coinvolgimento delle Commissioni assembleari e dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

In che direzione va la riforma

Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, ha quattro obiettivi

Razionalizzare gli strumenti di governance: meno sedi di concertazione e più efficaci
Valorizzare il ruolo di Città Metropolitana di Bologna e Province quali enti di area vasta nella governance territoriale
Rafforzare e migliorare la gestione comunale e sovracomunale di funzioni e servizi
Potenziare cooperazione e competenze del territorio

Per realizzare questi propositi, la riforma si muove su due direttrici precise. Una è rafforzare la governance multilivello, che porterà a razionalizzare sedi e strumenti di governance e valorizzare il ruolo di Città Metropolitana e Province.

L’altra è potenziare la capacità amministrativa, per dare risposte sulla gestione sovracomunale di funzioni e servizi, con il concetto di hub territoriale forte, e sul rafforzamento delle competenze di tutto il territorio, in modo che anche i Comuni più piccoli possano disporre di competenze tecniche specialistiche.

Com’è andato l’ascolto di territori e cittadinanza

I temi trasversali emersi dagli incontri sui territori e dai confronti con le parti sociali convergono su una stessa architettura di cambiamento

Chiarezza di ruoli

per evitare sovrapposizioni e vuoti di responsabilità

Potenziamento

delle funzioni di area vasta nelle Province e della Città Metropolitana

Differenziazione  

per riconoscere le molteplici specificità del territorio

Competenze

per far fronte alla carenza di personale nei Comuni

Dalle risposte alla consultazione pubblica rivolta alla cittadinanza arriva, in particolare, una richiesta di chiarezza di ruoli

Regione

Alla Regione si chiede di indirizzare, fissare norme e standard semplici e applicabili, garantire perequazione e risorse e semplificare, con sedi permanenti di confronto e tempi certi

Province e Città Metropolitana di Bologna

Da Province e Città Metropolitana di Bologna ci si aspetta il coordinamento di area vasta per pianificazione, mobilità, ambiente, protezione civile e sviluppo

Unioni di Comuni

Alle Unioni di Comuni si affida il compito di hub amministrativo dei piccoli Comuni, senza automatismi verso la fusione

Comuni

A Comuni restano il presidio di prossimità e la responsabilità politica

Com'è andato il percorso

Verso la nuova legge per il riordino territoriale

9
incontri sul territorio
330
Comuni  coinvolti
5 
Promotori istituzionali
2 
consultazioni digitali
1
evento deliberativo
6 
mesi di attività partecipative

A maggio 2026, la Regione Emilia-Romagna, insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Unioni montane e Città metropolitana di Bologna, ha avviato il percorso di riordino territoriale “Luogo al cambiamento”: è iniziato con un documento di indirizzo condiviso tra tutti i promotori ed è proseguito con il confronto con i territori e il coinvolgimento di enti locali, stakeholder e cittadinanza interessata.

Prima nove incontri istituzionali in tutta la regione, uno per ogni provincia, con più di settecento partecipanti totali, poi una consultazione pubblica, attraverso una piattaforma digitale dedicata, che ha raccolto esperienze, punti di vista e priorità di centinaia di persone che vivono, lavorano, studiano o operano in Emilia-Romagna.

La voce dei territori

Vuoi approfondire i contenuti degli incontri di “Luogo al cambiamento”? Oppure scaricare i Quaderni e conoscere i contributi raccolti durante le nove tappe del percorso?

Bologna

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Forlì-Cesena

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Modena

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Parma

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A che punto siamo

Dopo il confronto con i territori e la consultazione pubblica, l’Emilia-Romagna è ora arrivata alla fase di costruzione della proposta di riordino del territorio.

I contributi raccolti da enti locali, stakeholder e cittadinanza nell’arco di questi mesi contribuiranno alla definizione delle linee guida del documento di riforma, e, dopo l’evento pubblico del 25 settembre, la chiusura del percorso partecipativo segnerà, a partire da novembre, l’inizio dell’iter di approvazione del progetto di legge, con il coinvolgimento delle Commissioni assembleari e dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Scopri tutto il percorso

Le direttrici della riforma

Quali sono gli obiettivi e gli strumenti della nuova legge sul riordino territoriale

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Le risposte di territori e cittadinanza

Le criticità emerse, le priorità espresse e le soluzioni suggerite durante la fase di consultazione pubblica

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Com'è andato il percorso

Dagli incontri con le istituzioni alla consultazione pubblica online: tutte le tappe di “Luogo al cambiamento” realizzate finora

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A che punto siamo

Dopo l’ascolto dei territori e della cittadinanza, l’Emilia-Romagna costruisce la sua proposta di riordino territoriale

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Cosa sapere

Un processo di confronto per definire una proposta di legge regionale, costruita attraverso il confronto.

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Documenti e materiali del percorso