Modena: resoconto, foto, video
I numeri della partecipazione
Ha preso avvio a Modena, nella mattinata del 19 maggio 2026, la prima tappa di una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.
Nel modenese il sistema delle Unioni di Comuni svolge già oggi un ruolo centrale nella gestione associata di attività e servizi a supporto dei Comuni del territorio. Anche le amministrazioni non aderenti a Unioni operano attraverso convenzioni con la Provincia o con enti di aree limitrofe, in alcuni casi anche fuori dai confini provinciali. La Provincia garantisce inoltre funzioni specialistiche per gran parte del territorio, mentre il Comune capoluogo collabora con i Comuni vicini nella gestione di alcune attività condivise. È partendo da questa esperienza di collaborazione istituzionale già consolidata che la Regione ha scelto Modena come prima tappa del percorso di confronto sul riordino territoriale.
A inaugurare i lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e al riordino territoriale, Davide Baruffi, il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, e il presidente della Provincia, Fabio Braglia.
“Il territorio modenese rappresenta una realtà in cui la collaborazione tra enti locali e la gestione associata di funzioni e servizi costituiscono già oggi un elemento centrale dell’organizzazione territoriale- sottolinea l’assessore Baruffi-. E’ la seconda realtà più grande e complessa della regione, che evidenzia esperienze molto differenziate: è proprio dall’analisi dei punti di forza e di debolezza che vogliamo partire per costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più integrata ed efficiente, ma allo stesso tempo più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali scelto di promuovere un percorso condiviso per rafforzare la capacità di programmazione complessiva, quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), di migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.
