I numeri della partecipazione

62
Partecipanti
44
Rappresenti/funzionari delle istituzioni locali
Rappresentanti delle forze sociali
10
Rappresentanti/funzionari della Regione Emilia-Romagna

Nel pomeriggio del 19 maggio 2026, a Reggio-Emilia, la seconda tappa di una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.

Nel reggiano il sistema delle Unioni svolge già oggi un ruolo centrale nella gestione associata di attività e servizi. Il territorio è caratterizzato da Comuni medi e piccoli organizzati in Unioni di Comuni che hanno raggiunto un livello di consolidamento medio-alto. È presente un'Unione che svolge la funzione di polo territoriale in area montana e gestisce in forma associata numerose funzioni e attività anche per altri Enti al di fuori dei Comuni che la compongono. La Provincia svolge numerose funzioni tecniche e specialistiche per la maggior parte del territorio. Il capoluogo collabora con il territorio per attività sul contenzioso tributario e con solo alcune Unioni per il coordinamento nei servizi sociali e attività limitate alla Centrale unica di committenza.

A inaugurare i lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e il presidente dell’Ucem Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari.

“Il territorio reggiano rappresenta una realtà in cui la collaborazione tra enti locali e la gestione associata di funzioni e servizi costituiscono già oggi un elemento centrale dell’organizzazione territoriale- sottolinea l’assessore Baruffi-. È da esperienze come queste che vogliamo partire per costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità la programmazione complessiva e quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

Le immagini e le interviste dell'incontro di Reggio Emilia