Introduzione
Quarantaquattro Comuni, oltre 461mila abitanti, cinque le Unioni a cui aderisce il 58% delle municipalità parmensi, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta oltre 2550 dipendenti, l’8,4% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 650 milioni di euro, il 9,6% del totale regionale.
È da questa fotografia del territorio della provincia di Parma, caratterizzato da una elevata diffusione della gestione associata di funzioni e servizi, che prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.
Venerdì 12 giugno, nel pomeriggio, a Parma la quarta tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.
Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, il sindaco di Parma, Michele Guerra, e il presidente della Provincia, Alessandro Fadda.
Focus sulla governance territoriale
Il Parmense è caratterizzato da una buona propensione alla collaborazione nella gestione di funzioni e attività associata tra Comuni e con la Provincia. Il 50% dei Comuni è al di sotto dei 5mila abitanti e il 54% ha meno di 25 unità di personale. Delle cinque Unioni due sono avviate mentre tre sono in fase di sviluppo. La Provincia svolge numerose funzioni tecniche e specialistiche per la maggior parte del territorio. I Comuni utilizzano sia forme di gestione associata «strutturate» come le Unioni di Comuni sia forme più flessibili come le convenzioni soprattutto per alcune tipologie di funzioni. Vi sono Unioni e Comuni «Polo» di riferimento per il territorio: per le aree montane le Unioni Appenino Parma est e Taro Ceno ed il Comune di Fidenza per i Comuni delle Terre Verdiane.
“I Comuni del territorio parmense sono associati in Unioni a ‘macchia di leopardo’, con caratteristiche e livelli di consolidamento disomogenei sul territorio, ma con una buona propensione a lavorare insieme- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un buon punto di partenza per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.
Il percorso
Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.
Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).
Approfondimenti
Maggiori informazioni su questo sito al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale
Ultimo aggiornamento: 16-06-2026, 23:56

