Salta al contenuto

Introduzione

Ventuno Comuni, oltre 340.400 abitantitre le Unioni a cui aderisce il 45% delle municipalità ferraresi, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta 2189 dipendenti, il 7,2% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 457 milioni di euro, il 7,2% del totale regionale.

Questa la fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Ferrara, realtà da cui nella mattinata del 16 Giugno 2026 è ripreso il percorso partecipato promosso dalla Regione  "Luoghi a l cambiamento".

Scopo dell'iniziativa è quello di ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra entimigliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.

Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, il vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, e il presidente della Provincia, Daniele Garuti.

Il territorio ferrarese

Il territorio di Ferrara è caratterizzato da una presenza di Comuni medi e medio grandi: oltre la metà è tra i5 mila e i 15 mila abitanti, uno su quattro ne ha più di 15mila. Sei Comuni su 21 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio ferrarese associati in Unioni hanno una buona propensione alla collaborazione nella gestione di funzioni e attività con altri Comuni e con la Provincia. Le Unioni gestiscono mediamente 7 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 9 funzioni gestite dalle Unioni di Comuni ‘Terre e Fiumi’ e ‘Valli e Delizie’ e 3 funzioni da ‘Terre del Delta’.
Sono presenti diversi Comuni 'polo' che supportano i Comuni limitrofi diverse funzioni. La Provincia svolge la funzione sismica e altre funzioni specialistiche il territorio e il capoluogo collabora per diverse funzioni con alcuni Comuni limitrofi.

“I Comuni del territorio ferrarese sono associati in Unioni a ‘macchia di leopardo’, con caratteristiche e livelli di consolidamento, benché medio alti, disomogenei sul territorio- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un punto di partenza per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

“Oggi ospitiamo la tappa di questo percorso a Ferrara- afferma il vicesindaco, Balboni-. Il confronto diretto e la partecipazione sono passaggi necessari, ma solo se servono concretamente a portare le istanze delle realtà locali sul tavolo della Regione per affrontare le sfide del presente senza decisioni prese di comune accordo e condivise. Quella che fu la riforma delle Province fu una scelta gravemente errata cui oggi, anche tramite questo lavoro, cerchiamo di porre rimedio. Il riordino territoriale è un tema molto importante che non può essere ridotto ad una riforma burocratica, ma deve nascere dal rispetto delle specificità dei nostri Comuni. Come Comune capoluogo, Ferrara è pronta a fare la propria parte nel ruolo di polo e di supporto per le comunità limitrofe, ma a patto che il fine ultimo rimanga uno solo, semplificando la vita di imprese e dei cittadini, eliminando i divari e riducendo concretamente le distanze tra centro e periferia”.

“Significativo e condivisibile questo percorso di riordino territoriale- dice il presidente della Provincia, Garuti-, che interpella innanzitutto le Province in una prospettiva di riequilibrio rispetto alla situazione creata a seguito della riforma del 2014. Un percorso partecipato e condiviso, secondo lo stile che come Provincia abbiamo adottato, con i livelli istituzionali e il mondo delle rappresentanze per restituire alle Province il ruolo territoriale che la stessa Costituzione riconosce”.

Il percorso

Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con AnciUpi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori

Insieme a ProvinceComuni e Unioni di Comuni, Comunità montane Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).

Maggiori informazioni su questo sito al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale

Ultimo aggiornamento: 19-06-2026, 11:06