Al via il corso “Autoscuola della Partecipazione: imparare facendo insieme”

Lunedì 11 marzo 2019 si è tenuto il primo incontro

Si è svolta ieri, 11 marzo 2019, a Bologna, presso la sede della Regione Emilia-Romagna, la giornata inaugurale del percorso formativo “Autoscuola della Partecipazione: imparare facendo insieme”. L’iniziativa, compresa nel calendario della Settimana dell’Amministrazione Aperta 2019, rientra nei progetti promossi dalla Giunta Regionale al duplice fine di promuovere la cultura della partecipazione nell'amministrazione della Regione e degli Enti locali, e di formare personale in grado di organizzare, coordinare e gestire processi partecipativi, come previsto dall’art.10 della L.R. n.15/2018: “Legge sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche”.  

L’incontro si è aperto con i saluti di Emma Petitti, Assessora Regionale al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane, pari opportunità, con delega alla partecipazione, che ha ricordato, innanzitutto, come da molti anni, la Regione Emilia-Romagna stia investendo in tema di processi partecipativi. A questo proposito, l’Assessora si è soffermata sui due Bandi destinati a percorsi di partecipazione attualmente in essere. Il primo, rimasto aperto fino al novembre 2018, per il quale sono stati presentati 28 progetti, tutti certificati e finanziati per 374.850 Euro. Il secondo, aperto fino al 20 marzo 2019, per il quale sono stati stanziati 230.000 Euro. L’Assessora ha inoltre evidenziato come, oltre alle risorse finanziarie erogate, la Regione si sia impegnata nel realizzare politiche pubbliche, improntate alla partecipazione, che mettano in relazione e incentivino la collaborazione tra la Regione stessa e gli Enti locali operanti sul territorio.  

In seguito, Leonardo Draghetti, Direttore Generale dell’Assemblea Legislativa e Tecnico di garanzia della Partecipazione, ha compiuto un breve excursus facendo riferimento all’iter istituzionale che ha portato all’approvazione della nuova Legge Regionale sulla Partecipazione e soffermandosi su alcuni elementi di novità contenuti in questo provvedimento. Egli ha sottolineato come la L.R. n.15/2018 sia nata da un percorso partecipato che ha visto la convocazione di una serie di incontri di ascolto con gli stakeholder e i rappresentanti istituzionali emiliano-romagnoli, oltreché da una “stretta collaborazione tra organo esecutivo e organo legislativo”. Proseguendo, ha puntato l’attenzione sui compiti del Tecnico di garanzia della Partecipazione, e ha posto l’accento sulla semplificazione del linguaggio usato nella redazione della Legge. Inoltre, ha messo in luce quanto sia importante “chiarire il ruolo che ha la Legge sulla partecipazione rispetto alle altre Leggi Regionali”, facendo dialogare la prima con le altre. Questa dialettica si espliciterà nella sessione della ‘Settimana della partecipazione’, durante la quale, oltre agli altri eventi, saranno raccolte e valorizzate testimonianze di tutti i workshop, i progetti, le buone prassi e le altre iniziative concernenti la partecipazione, svoltesi durante l’anno nel nostro territorio.  

Il corso per “progettisti della partecipazione” è una “sfida e una innovazione culturale” – così l’ha definita l’Assessora Emma Petitti – che coinvolge 180 operatori (50 collaboratori della Regione Emilia-Romagna e 130 dipendenti provenienti da Amministrazioni, Unioni di Comuni ed Enti locali). “Autoscuola della Partecipazione: imparare facendo insieme”, che terminerà a dicembre del 2020, è un corso “blended learning”, il quale prevede l’integrazione di diversi workshop ‘in presenza’ (che avranno luogo tra Bologna, Cesena e Reggio Emilia) e di attività didattiche certificate online, realizzate mediante l’utilizzo della piattaforma e-learning SELF.  

Esso trova le sue basi metodologiche nei principi di apprendimento ‘on the job’, in cui ciascuno è – nel contempo – docente e discente, nonché nella filosofia da cui prende le mosse la definizione teorica, formulata da E. Wenger (1998), di Comunità di Pratica. I partecipanti al corso saranno coinvolti, tramite il metodo del project work, nella progettazione di un prototipo di percorso partecipativo. L’obiettivo ultimo di questa opportunità formativa consiste nel rendere i soggetti coinvolti autonomi e capaci di “auto-accompagnarsi” nelle esperienze di partecipazione, con l’auspicio che questa diventi una pratica quotidiana nella P.A. 

Durante la prima parte della giornata di questo laboratorio tecnico-sperimentale, sono stati illustrati obiettivi primari, contenuti, strumenti, linguaggi del corso e il cronoprogramma di esso. Inoltre, si è svolta una mappatura delle competenze dei presenti e si sono costruiti e configurati i gruppi dei partecipanti. 

L’evento ha previsto l’attivazione di un workshop, condotto con la metodologia dell’OST (Open Space Technology) facilitato da Futour e da Formattiva. La domanda da cui si è partiti è: “quali sono i processi partecipativi che possiamo attivare?” Gli iscritti sono stati invitati a formulare e a dare un titolo alle proprie proposte. Ne sono state raccolte in tutto 23, inerenti macro temi quali: urbanistica; spreco involontario di risorse abitative; osservatori locali per il paesaggio; cambiamenti climatici; rigenerazione urbana e sociale; riqualificazione e riuso spazi pubblici; partecipazione alla formazione delle leggi regionali; attività produttive, imprese e occupazione; salute; benessere sociale; partecipazione nella valutazione della performance; obiettivi Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, mobilità sostenibile; adozione della Carta della partecipazione; Programma di lavoro della Commissione Europea; criteri e metodi di valutazione dei progetti/processi partecipativi. 

Nel pomeriggio, sulla base delle tematiche emerse, gli intervenuti si sono riuniti in gruppi di lavoro, ognuno riguardante uno specifico argomento e, in seguito, tutti gli iscritti presenti si sono riuniti in plenaria per scambiarsi sinteticamente i risultati del loro lavoro. 

Concludiamo ricordando che, nel 2018, mediante un percorso di co-progettazione comprensivo di esperienze dirette che prendevano le mosse dall’assunto dell’‘imparare facendo’ (learning by doing), è nata la Comunità di Pratiche di operatori della partecipazione della Regione Emilia-Romagna. Il progetto “Autoscuola della Partecipazione”, il quale rappresenta, anche, la continuazione di quell’esperienza, annovera tra i suoi intenti quello di ampliare la Rete delle comunità di pratiche partecipative al territorio emiliano-romagnolo nel suo complesso. 

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pubblicato il 2019/03/12 11:28:00 GMT+2 ultima modifica 2019-03-12T20:08:25+02:00

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