Governo Aperto: un nuovo modo di relazionarsi tra istituzioni e cittadini
Con l’espressione “governo aperto” o “open government”, si fa riferimento ad un modello di governo centrale o locale, improntato su modelli, strumenti e tecnologie finalizzati a garantire: da un lato conoscenza e trasparenza del proprio agire per un controllo pubblico dell’operato, dall’altro dinamiche di comunicazione e modelli di relazione “aperti” con i cittadini, basati su bidirezionalità, condivisione e partecipazione ai processi decisionali.
Secondo la definizione che ne dà l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l’open government è “una cultura della governance che promuove i principi di trasparenza, integrità, accountability e partecipazione dei portatori di interesse a sostegno della democrazia e della crescita inclusiva”.
Il modello quindi si regge su tre principi chiave:
- Trasparenza: le pubbliche amministrazioni devono rendere i propri dati e processi accessibili e comprensibili;
- Partecipazione: il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni pubbliche attraverso consultazioni e piattaforme dedicate;
- Accountability: l'obbligo per i decisori pubblici di rendicontare il proprio operato e rispondere delle proprie azioni.
Per la loro declinazione è necessario un cambio di passo della Pubblica Amministrazione a partire da investimenti sull’ innovazione digitale inclusiva quale condizione abilitante per il passaggio dalla semplice trasparenza alla reale cittadinanza digitale. Le politiche di governo aperto rappresentano, quindi, una delle leve più importanti anche per modernizzare le amministrazioni pubbliche e migliorare la qualità dei servizi resi a cittadini e imprese.
Open Government Partnership (OGP)
Per dare concretizzazione ai 3 principi cardini è stata costituita, a livello internazionale, una rete formata da leader di governo e società civile finalizzata a diffondere, co-progettare e mettere in pratica politiche e azioni di open government. La rete Open Government Partnership, di cui anche il Governo italiano fa parte, si basa sull'idea che un governo aperto sia più accessibile, più reattivo e più responsabile nei confronti dei cittadini e che il miglioramento del rapporto tra le persone e il loro governo comporti benefici esponenziali a lungo termine per tutti.
Oggi la Comunità è costituita da 70 paesi e oltre 100 governi locali, che rappresentano più di due miliardi di persone. L’adesione è libera previa verifica dei criteri di ammissibilità e sottoscrizione della Dichiarazione sull'Open Government.
La stessa community supporta in ogni fase i Paesi che intendono entrare in rete, sia attraverso materiali e vademecum che organizzazione di eventi per scambio di modelli e buone prassi, oltre che agevolare collaborazioni e partnership.
Piano d’Azione Nazionale per il governo aperto (NAP)
Cuore dell’attività di ogni membro dell’OGP è il Piano di Azione Nazionale per il governo aperto, un documento redatto, biennalmente, attraverso un processo di co-creazione in cui governi e società civile definiscono impegni ambiziosi per promuovere trasparenza, responsabilità e inclusione. Dopo la sua co-redazione, inizia il vero lavoro: l'attuazione vera e propria. In questa fase le amministrazioni aderenti sono impegnate a dare corpo, anche modificando la propria organizzazione, alle priorità di azioni individuate.
Al termine del biennio i singoli governi sono chiamati ad una autovalutazione dei progressi fatti nell’applicazione dei principi delle politiche di open government e a predisporre un report.
A livello internazionale opera, comunque, il Meccanismo di segnalazione indipendente (IRM), braccio operativo dell’OGP e per la rendicontazione e il principale strumento per monitorare i progressi nei paesi partecipanti. L'IRM fornisce report indipendenti, basati su prove e oggettivi per responsabilizzare i membri dell'OGP e supportare i loro sforzi per un governo aperto. Ciò avviene attraverso report e raccomandazioni tempestive nei momenti chiave del ciclo del piano d'azione.
Italia in OGP: la partecipazione italiana a OGP
Il governo italiano partecipa all'elaborazione e diffusione delle politiche di open goverment attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP).
Tale ruolo comporta una interlocuzione continua con l’Open Government Partnership e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l’impegno a promuovere e attuare i principi del governo aperto a livello nazionale, attraverso la definizione e attuazione dei Piani d’Azione Nazionale (NAP). Inoltre, il DFP ha supportato la creazione della Community di OGP Italia e del suo organismo di coordinamento il Forum per il Governo Aperto, strumenti attraverso i quali si è proceduto alla definizione e attuazione dei 6 NAP, che l’Italia ha prodotto dal 2011, anno di ingresso nella Partnership, ad oggi.
Il DFP, a livello nazionale, agisce da “facilitatore” nei rapporti tra i vari portatori di interesse dell’open government, contribuendo a supportare il dialogo tra le amministrazioni pubbliche (PA) e le organizzazioni della società civile (OSC), che rappresentano le istanze di cittadini e imprese. Attraverso il proprio ente di formazione, Formez-PA, il Dipartimento della Funzione Pubblica – in coerenza agli impegni assunti all’interno della OGP - promuove inoltre momenti formativi dedicati a diffondere l’uso di metodologie e strumentazioni utili ad allargare le forme di interazioni e di dialogo con i cittadini e ad aumentare le competenze specifiche del personale della Pubblica Amministrazione con particolare attenzione alla transizione digitale.
A livello internazionale il DFP promuove le buone pratiche di governo aperto dell’Italia, oltre a contribuire dal 2017, nell’ambito del Comitato Direttivo di OGP, alla discussione e al confronto con i partner per la definizione delle strategie e dei Piani di lavoro della Partnership, oltre che per la valutazione degli standard e dei requisiti di partecipazione dei Paesi membri.
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