Valorizzazione e messa in sicurezza del fiume Rienza

Avviato lo scorso novembre un processo di progettazione partecipata in Val Pusteria

Un numero sempre crescente di regioni italiane – in ottemperanza alle normative europee e internazionali vigenti in materia – va adottando strumenti come i Piani di Gestione dei bacini idrici, le Direttive Alluvioni e i Contratti di fiume: non soltanto per proteggere chi vive e opera in prossimità delle aree fluviali da rischi legati alle esondazioni, ma anche per coinvolgere la popolazione, insieme agli stakeholder, nella cura e preservazione della ricchezza naturale, faunistica e paesaggistica di cui i bacini idrografici stessi sono portatori. 

Così accade anche in Trentino-Alto Adige, dove è stato avviato un percorso, promosso dall’Agenzia per la Protezione Civile e finanziato dal “Programma Operativo Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione FESR 2014-2020 – Asse prioritario 4 – Territorio sicuro”, che si pone l’obiettivo di costruire, chiamando a confronto i portatori d’interesse e la cittadinanza nel suo insieme, le linee guida di un Piano di interventi che ha per obiettivo la gestione sicura e sostenibile dell’area fluviale del Rienza (che attraversa tutta la Val Pusteria, fino a confluire nell’Isarco). 

Le basi di tale iniziativa erano già state poste nel 2016, ma l’avvio ufficiale ha avuto luogo il 30 novembre 2018 con la convocazione, presso la Casa Culturale di Perca (BZ), del primo Forum Pubblico del progetto “RIENZact”. 

Molte le domande emerse in questa occasione, riguardanti, per esempio, i concreti pericoli di una piena del Rienza, soprattutto dopo i fenomeni alluvionali dello scorso ottobre. E ancora: in alcuni tratti del fiume vi è una particolare presenza di legno alla deriva: quali danni potenziali essa può causare? Quali sono le caratteristiche ecologiche del Rienza e quali quelle dei suoi affluenti? Come viene utilizzata l’acqua lungo i circa 90 Km del corso del fiume? Che uso si fa dell’area fluviale in questione e in quale misura questa è cementificata?  

I tecnici hanno eseguito approfondite analisi inerenti l’ecologia acquatica e terrestre della zona, l’utilizzo del suolo e delle risorse idriche nonché i rischi idraulici dovuti alle piene e alle inondazioni lungo tutto il letto del fiume.  

Il Piano di Gestione dell’area fluviale del Rienza, che si prevede pronto entro la fine del 2020, vedrà partecipare, in tutte le sue fasi di delineazione, i principali portatori d’interesse e le Amministrazioni; la popolazione sarà, inoltre, tenuta al corrente dell’avanzamento della definizione del Piano attraverso un vasto e costante lavoro di informazione che si articolerà anche in una serie di eventi che si svolgeranno nell’intera Val Pusteria. 

Segnaliamo brevemente che, nella stessa Val Pusteria, si sta svolgendo un altro progetto le cui finalità sono analoghe a quelle descritte per il fiume Rienza. Esso riguarda l’area fluviale della Media Val d’Isarco, e ha avuto inizio nell’autunno 2009, nell’ambito del progetto “CittàPaeseFiume”.  

Anche in Emilia-Romagna si sono svolti processi partecipativi riguardanti la riqualificazione e la manutenzione di diversi corsi d’acqua, oltreché la prevenzione e la gestione di emergenze alluvionali, di cui “ioPartecipo+” si è occupato, dedicando loro una “Piazza”. Tra questi ricordiamo: “Con la Trebbia” (che contiene, tra l’altro, un riferimento alla Policy “Valutazione e gestione del rischio di alluvioni”), “LIFE RINASCE”, “Patto di RII”, “Processo Partecipato del Progetto LIFE RII”. Per Il processo Partecipativo "SEINONDA", rimandiamo al video del Portale E-R Ambiente: “Biografia del Processo”. Ricordiamo, infine, la Policy: “Protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee”, afferente sia a "SEINONDA", sia al percorso partecipativo ad esso complementare “Acqua in bocca: parliamo di acqua”. 

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pubblicato il 2019/01/23 16:29:00 GMT+2 ultima modifica 2019-01-23T16:42:51+02:00

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