Costruire salute: Piano Regionale della Prevenzione 2015-2018

Il Piano nazionale della Prevenzione 2015-2018, nato dall’Intesa 13 novembre 2014 fra Stato, Regioni e Province autonome, stabilisce tra l’altro che le Regioni provvedano entro il primo semestre 2015 ad adottare il proprio Piano Regionale della Prevenzione (PRP) condividendone la visione, i principi, le priorità e la struttura.

In particolare, il Piano Regionale declina il Piano nazionale negli specifici contesti regionali e locali attraverso la definizione di Quadri logici regionali che prevedono la definizione di obiettivi specifici, programmi, popolazioni target azioni e indicatori (e relativi standard) per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi fissati.

Gli elementi portanti dell’impianto del Piano Nazionale sono condivisi a livello regionale: promozione della salute e della prevenzione come fattori di sviluppo della società e di sostenibilità del welfare, approccio di sanità pubblica che garantisca equità e contrasto alle diseguaglianze, approccio evidence based, uso responsabile delle risorse disponibili.

In fase progettuale sono stati attivati Gruppi di lavoro trasversali con l'obiettivo di presidiare l'integrazione per setting dei singoli progetti, mentre gruppi di lavoro più specifici hanno mirato i lavori all'implementazione dei singoli progetti contribuendo al raggiungimento dei macro-obiettivi del Piano nazionale della prevenzione.

A supporto delle fasi di progettazione, implementazione e successiva verifica dell’attuazione del PRP è previsto un gruppo di coordinamento e monitoraggio rappresentativo dei diversi settori coinvolti nel Piano in una logica di forte integrazione.

 A livello locale le aziende Usl assicurano un'analoga organizzazione con l'individuazione di un referente aziendale e di un gruppo di coordinamento integrato tra le diverse strutture organizzative aziendali, interfaccia con il livello regionale, in grado di presidiare lo sviluppo di collaborazioni e intese con gli enti locali e con le diverse forme organizzate del privato sociale.

Il Piano nazionale è organizzato in 10 Macro Obiettivi che delineano 79 obiettivi centrali e 139 indicatori; a livello regionale la progettazione è organizzata in 4 setting su cui agire: l'ambiente di lavoro, l'ambiente sanitario, la scuola e la comunità, quest'ultima declinata secondo tre direttrici: programmi di popolazione, interventi età-specifici e interventi per patologia. La progettazione del PRP ha comportato un lavoro a matrice incrociando setting e macro-obiettivi nazionali; i progetti che compongono il PRP sono 68, così ripartiti:

Setting 1 - ambienti di lavoro: 8 progetti

Setting 2 - comunità (programmi di popolazione): 21 progetti

Setting 3 - comunità (interventi per età): 9 progetti

Setting 4 - comunità (interventi per condizioni specifiche): 9 progetti

Setting 5 - scuola: 9 progetti

Setting 6 - ambito sanitario: 12 progetti

Il percorso di costruzione del PRP 2014-2018 prevedeva in via preliminare la predisposizione di un aggiornato Profilo di salute regionale che consentisse di valutare i risultati raggiunti con i precedenti Piani della prevenzione, delineare la base conoscitiva dei bisogni di salute della popolazione e i problemi prioritari su cui intervenire; il profilo di salute è indispensabile nella fase di costruzione del PRP per l’esplicitazione degli standard cui tendere partendo dal valore attuale (base-line).

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pubblicato il 2018/11/28 13:48:53 GMT+2 ultima modifica 2018-11-28T13:48:53+02:00

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